Su Facebook con il profilo del marito scrive «Mi piacciono i trans». Assolta

I due si stavano separando e lei, volendo vendicarsi, era entrata nel profilo Facebook del marito postando messaggi del tipo "Mi piacciono i trans" e contro la discriminazione dei gay

I due si stavano separando e lei, volendo vendicarsi, era entrata nel profilo Facebook del marito postando messaggi del tipo "Mi piacciono i trans" e contro la discriminazione dei gay. L’uomo, non sapendo chi fosse stato, aveva sporto una denuncia contro ignoti ai carabinieri. I militari avevano indagato ed erano risaliti alla moglie denunciandola per sostituzione di persona, diffamazione  e accesso abusivo a sistema informatico. Protagonista è stata una coppia di Piacenza, lui 42 anni e lei 39.

La vicenda, iniziata nel 2010, si è conclusa il 17 febbraio, con la sentenza del giudice Gianandrea Bussi, pm Monica Bubba, che ha assolto la donna - difesa dall’avvocato Vittorio Antonini - dal reato di sostituzione di persona a causa della tenuità del fatto. Le altre due accuse, invece, erano decadute perché all’udienza si è presentato il marito dicendo di voler rimettere la querela verso la ex consorte.

L’accusa di sostituzione di persona era l’unica rimasta di cui avrebbe dovuto rispondere la donna, perché si tratta di un reato perseguibile di ufficio. Chi "scherza" con i social pensando di farla franca dopo essersi spacciato per un altro deve stare attento a questo reato. La Cassazione, infatti, ha più volte ribadito che entrare nel profilo di qualcun altro configura il reato di sostituzione di persona. Un reato che potrebbe costare caro ai "furbetti" del social, perché la persona offesa potrebbe costruirsi parte civile e chiedere un congruo risarcimento.

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