Una discarica di rifiuti speciali sotto il cavalcavia, denunciate due persone

Dopo lo sgombero della palazzina ex Enel sotto il cavalcavia dell'autostrada in via Nino Bixio avvenuto nella mattinata del 10 settembre, ecco arrivare i primi provvedimenti. Due le persone che sono state denunciate dalla polizia municipale alla procura per discarica non autorizzata, uno è il legale dell'azienda di Rimini proprietaria dello stabile, l'altro è l'uomo che con la moglie e la figlioletta di un anno, abitava nell'edificio

Parte del materiale rinvenuto nel blitz (foto Gatti)

Una discarica a cielo aperto. E senza alcuna autorizzazione. L’hanno scoperta gli agenti della Polizia municipale che hanno partecipato allo sgombero, il 10 settembre, della palazzina ex Enel sotto il cavalcavia in via Nino Bixio. Gli agenti della Municipale, guidati dal commissario Antonio Rubino, hanno denunciato due persone e hanno sequestrato l’area esterna dove erano stati accatastati copertoni, batterie, ferraglia, monitor di computer, condizionatori, un'auto e un furgone, uno scooter, e poi alcune bombole di gas, e tantissimo altro materiale di risulta. Si tratta di rifiuti speciali che andranno poi smaltiti. La Municipale ha denunciato alla procura il legale dell'azienda di Rimini, proprietaria dello stabile, e l'uomo che con la moglie, entrambi rom romeni e la figlioletta di un anno, abitava nell’edificio. Quest’ultimo avrebbe raccolto il materiale. Entrambi devono rispondere della gestione non autorizzata di rifiuti speciali, come previsto dal decreto legislativo 152 del 2006, il Testo unico dell’ambiente. Ora si attende la richiesta di sequestro da parte della procura - quello della Polizia municipale è “probatorio” - mentre proseguono le indagini.

Non solo, i veterinari dell'Asl si sono occupati di tre cani (due di razza pitbull), mentre la bimba e i genitori, seguiti dalle assistenti sociali, ora sono stati alloggiati in un appartamento: lì non potevano più stare, troppo precarie le condizioni in cui vivevano. Lo stabile è senza acqua, luce e gas e privo di qualsiasi tipo di sicurezza e comfort, anche e sopratutto per la bambina che comunque è in buona salute. Adiacente all'ex Enel alcuni garage: anni fa erano in uso alla palazzina ma successivamente le due aree sono state separate da una recinzione. Nel tempo sono diventati rifugi per spacciatori, senzatetto, sbandati poi l'incendio che li ha distrutti e che, purtroppo ha peggiorato la situazione del tanto eternit presente. Ora è pericolosamente diviso in centinaia di pezzi.  Dietro i garage un ulteriore capannone stipato di immondizia.

In forze, coordinati dalla questura con il dirigente dell'Upgsp, avevano operato gli uomini del Reparto Mobile, i carabinieri del Battaglione, gli agenti della polizia municipale. Sul posto, come detto, anche il servizio Veterinario dell'Asl e i servizi sociali. Presente, per competenza, anche l'assessore al Welfare Federica Sgorbati. Accanto alla palazzina destinataria del provvedimento deciso nel corso di un tavolo del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che si era svolto in Prefettura nelle settimane scorse, un ulteriore stabile, già finita più volte nel mirino delle forze dell'ordine. In un'ala sembra che tuttora viva qualcuno: c'è un cancello chiuso con un lucchetto e dalla rete si vede un blocco cucina (con estintore) e un materasso. Tutti segni della presenza di qualcuno costretto a quelle condizioni di vita. 

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