La Capitale della cultura italiana 2020 è Parma

Il Ministero dei Beni culturali tra le dieci proposte finaliste ha scelto la città di Parma. Ennesima beffa per Piacenza. Il ministro Franceschini: «Essere nella short list è già un veicolo promozionale, come una candidatura agli oscar»

«La giuria all’unanimità propone Parma perché è un esempio virtuoso nella progettazione della territorialità con i suoi punti di forza, ed è brava a coordinare un sistema complesso di soggetti, coinvolgendo privati e imprese del territorio». Sfuma così il sogno di Piacenza di diventare Capitale della Cultura italiana 2020. A Roma il Ministero dei Beni culturali ha comunicato la decisione di assegnare a Parma il prestigioso riconoscimento. «Abbiamo fatto un comunicato congiunto per dire che vogliamo comunque lavorare insieme con Piacenza e Reggio per il 2020» - ha commentato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Piacenza non sarà così capitale della cultura, beffata insieme alle altre otto che componevano la short list delle dieci migliori proposte: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Reggio Emilia, Treviso. La Commissione era presieduta da Stefano Baia Curioni. La città vincitrice potrà rappresentare per un anno la nuova offerta culturale e turistica nazionale, attuando il proprio progetto grazie al contributo statale di un milione di euro. L'iniziativa, istituita con la Legge Art Bonus per il periodo 2015 - 2018 per valorizzare la progettualità delle candidate italiane a Capitale Europea della Cultura 2019 e divenuta stabile con la Legge di Bilancio 2018, è volta a sostenere e incoraggiare cartelloni di eventi e attività capaci di far recepire in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l'integrazione, la creatività, l'innovazione, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo. Piacenza aveva presentato la sua proposta "Crocevia di culture", illustrata in un dossier e motivata in alcuni incontri pubblici. Il dossier, a cui ha lavorato Paolo Verri, è stato apprezzato dalla giuria, ma non abbastanza da surclassare la proposta dei "cugini". «So bene che una città festeggia – ha detto il ministro Dario Franceschini ai sindaci delle altre città - e le altre provano delusione: la competizione è così. Ma essere nella short list è già un veicolo promozionale, come una candidatura agli oscar». A Roma, questa mattina, erano presenti il sindaco Patrizia Barbieri, l'assessore alla cultura Massimo Polledri e il dirigente del Comune (e direttrice dei musei piacentini) Antonella Gigli.

"Un altro grande riconoscimento per l’Emilia-Romagna - ha commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini - per chi ci vive e per chi sceglie di visitare e conoscere questa terra. Parma è stata designata Capitale italiana della cultura 2020 e la Regione Emilia-Romagna, con il presidente della Giunta e l’assessore regionale alla Cultura, esprime grande soddisfazione e orgoglio per l’assegnazione da parte del Ministero dei Beni delle attività culturali e del turismo, che premia la qualità progettuale della città. La scelta è avvenuta fra una rosa di dieci candidature che comprendeva anche Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Il fatto che tre città dell’Emilia-Romagna siano arrivate alle finali - sottolinea la Regione- è la dimostrazione della vivacità e della crescita culturale del territorio, che si conferma un vasto campo di “energie diffuse”. Energie diffuse: il punto di forza nonché il titolo della campagna di comunicazione avviata per l’Anno del patrimonio culturale europeo, e che vedrà il suo culmine nella settimana della cultura in Emilia-Romagna, dal 7 al 14 ottobre 2018. La Regione sarà a fianco della città di Parma nell’organizzare e sostenere il cartellone 2020. L’obiettivo è infatti quello di lavorare insieme fin da subito per la piena riuscita di quella che si prospetta anche come una grande occasione di ulteriore valorizzazione e promozione delle bellezze, del patrimonio culturale e artistico e delle eccellenze del capoluogo ducale e dell’Emilia-Romagna. Nel fare questo la Regione valorizzerà anche idee e proposte di Reggio Emilia e Piacenza, puntando sulle iniziative di qualità di un’area vasta, in un’ottica di squadra, caratteristica della politica culturale dell’amministrazione regionale".

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