Pagine della “Scapigliatura” di Carlo Giarelli interpretate alla Biffi Arte dalla Maschera di Cristallo

Foto Carlo Mistraletti

Il saluto dell’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi portato dal prof. Maurizio Dossena, ha aperto le pagine del dossier sulla “Scapigliatura” del libro di Carlo Giarelli (pagine 416, editore Ghilardi P&C, Milano), presentato alla Biffi Arte, interpretate dall’Associazione Culturale Teatrale LA MASCHERA di CRISTALLO di Piacenza (Presidente Giovanna Liotti), con letture in itinere riferite a passi del libro a cura degli attori Mirella Girometti, Cesare Ometti, Fabio Casati.  I capitoli del libro – al quale è stato assegnato il premio Cesare Pavese 2018, istituito per rendere omaggio al grande scrittore delle Langhe, ed è assegnato ogni anno a scrittori, intellettuali e personaggi di spicco del mondo culturale internazionale - sono stati ripercorsi da Dossena in dialogo con l’autore evidenziando come in buona sostanza la Scapigliatura possa essere ricondotta al movimento di ribellione di artisti della Milano del secondo Ottocento che contestavano tutto e tutti per non voler essere equiparati al perbenismo borghese. Per questa loro natura protestataria ed eccentrica erano chiamati “i perduti” oppure “i boemi” per l'analogia con il movimento letterario e culturale dei poeti tipo Baudelaire o Rimbaud. Il significato della parola Scapigliatura divenne poi metafora di vita a indicare persone che in libertà vogliono esercitare il loro diritto di critica.

Milano città con chances culturali, anche se non è l’unica città della Scapigliatura; città con un ambiente urbanistico e sociale adatto, “Scapigliati” perché delusi dal tradimento degli ideali risorgimentali sfociati in un clima borghese asfittico. Ma il Risorgimento non ha tradito questi ideali perché, di fatto, non li aveva, in quanto non è mai stato un movimento di popolo (Dossena). Scapigliati anticlericali? Qualche volta sì, molto spesso solo una posa; infatti, vi sono anche accenti di religiosità diffusa. E’ stata inoltre ricordata l’importanza della Scapigliatura espressa nei periodici del tempo (Rivista Minima, Gazzettino Rosa, Il Pungolo, …), e tratteggiata la figura di Francesco Giarelli, bisnonno di Carlo: scrittore e giornalista moderno; i rapporti Giarelli-Cavallotti e Giarelli-Illica. Altri grandi nomi: Rovani, Tarchetti, Arrighi, Boito, Praga, Ghislanzoni, Farina: “Scapigliati” orgogliosi di essere diversi, non interessati a fare proseliti né a creare un futuro.

Se La Scapigliatura come movimento letterario finisce verso la fine dell'Ottocento per un realismo troppo esasperato e patologico che fra “letto, cantina e latrina” raggiungeva i suoi estremi fino ad interessarsi dei vermi striscianti, esso non è mai morto completamente nella letteratura perché i suoi bacilli  si ritrovano puntuali nel futurismo . Movimento culturale e letterario questo, portato all'esaltazione della macchina attraverso una fede messianica verso la guerra intesa come possibilità redentiva per l'uomo. Inoltre il movimento scapigliato resiste anche ai nostri giorni in quanto Scapigliatura vuol dire contestazione, ricerca del nuovo, curiosità per l'inesplorato, spirito critico, desiderio libertario e vocazione al coraggio. Si potrebbe definire le sue caratteristiche come una eterna utopia. Per questo non sarà mai superata da ogni spirito libero.

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