Banda ultra-larga e internet veloce: 8 cantieri aperti e altri 6 in arrivo nel Piacentino

Il punto sullo stato di avanzamento dei lavori da oltre 250 milioni di investimenti. Interventi nelle aree bianche, zone, soprattutto in aree montane, non coperte. Il vicepresidente Donini: “Nel 2021 saremo la prima regione ad assicurare a tutti i cittadini l’accesso al web veloce e affidabile”

Cento cantieri per connettere l’Emilia-Romagna alla rete Internet ultraveloce, per garantire a un numero sempre maggiore di cittadini e imprese nuove opportunità e servizi più qualificati. Con quasi 200 Comuni coinvolti quest’anno. Considerando che nel territorio regionale si contano comunque già 1.179 istituti scolastici connessi in banda ultra-larga, 72 aree industriali collegate con fibra ottica e il Wifi gratuito in oltre 7.700 punti di accesso, di cui oltre la metà ospitati all’interno di strutture sanitarie o ospedaliere. 

L’intesa firmata da RegioneLepida Infratel Italia (società del Ministero per lo Sviluppo economico) ha reso possibile i lavori di messa a disposizione dell’infrastruttura pubblica in fibra ottica per realizzare la rete a banda ultra-larga in tutto il territorio. Open Fiber, come concessionaria dei tre bandi pubblici emessi da Infratel Italia, esegue in particolare i lavori nei Comuni inclusi nelle cosiddette aree bianche (le zone, soprattutto montane, in cui le infrastrutture per la banda larga sono inesistenti) della regione.

Il punto sullo stato di avanzamento dei lavori in Emilia-Romagna e dei cantieri aperti nelle cosiddette aree bianche nelle diverse province è stato fatto oggi in Regione da Raffaele Donini, vicepresidente della Giunta e assessore regionale alle Infrastrutture telematiche; Gianluca Mazzini, direttore generale di Lepida scpa, la società in house di Regione ed Enti locali per la costruzione e gestione delle dorsali e la supervisione dell’accesso alla rete; Marco Martucci, responsabile Network & Operations dell’Area Nord Est di Open Fiber spa, concessionario del bando pubblico; Paolo Arizzi, responsabile dell’Area Nord-Ovest e Centro di Infratel Italia.

La Regione Emilia-Romagna è impegnata con il Governo nello sviluppo del "Piano banda ultra larga" che prevede di fornire la connettività a tutti i cittadini entro il 2021, cablando in Emilia-Romagna le 760 mila unità immobiliari (tra abitazione e imprese) nei 328 Comuni con servizi FTTH (Fiber-to-the-home, fibra fino a casa).

I fondi messi a disposizione sono oltre 255 milioni di euro dal Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), Feasr (Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione). Entro il 2019, Open Fiber avvierà i lavori in 192 comuni, chiuderà, se tutti i permessi necessari saranno rilasciati nei tempi previsti, i cantieri in 60, e collauderà la rete in 35, dove sarà così possibile partire con la commercializzazione dei servizi a cittadini e imprese.

 “Nel 2021 la Regione Emilia-Romagna sarà la prima regione d’Italia ad assicurare a tutti i cittadini l’accesso ad internet con una connessione veloce e affidabile ad almeno 30 Mbps- sottolinea Donini-. Parliamo di quello che ormai è un vero e proprio diritto e come tale va assicurato a tutti gli emiliano-romagnoli, per poter garantire competitività e uguali possibilità a tutti i territori della nostra regione. Abbatteremo il digital divide con un’attenzione particolare alle zone, in particolare montane, che oggi sono carenti di infrastrutture digitali all’avanguardia”. “Come Lepida, abbiamo già completato la realizzazione di 174 dorsali, immediatamente messe a disposizione degli operatori di telecomunicazioni e di Open Fiber- aggiunge Mazzini-. La sinergia tra dorsali e accesso sta funzionando bene, fornendo molte risorse infrastrutturali e fibre. La banda ultra-larga sta diventando una realtà sul territorio”.

“In Emilia-Romagna si è sostanzialmente conclusa la fase della progettazione definitiva e per quanto riguarda i progetti esecutivi l’avanzamento è al 40% del piano; sono stati emessi 90 ordini per altrettanti cantieri FTTH per portare la banda ultra-larga nelle aree bianche della regione- spiega Arizzi-. Sono stati emessi inoltre 78 ordini di tipo FWA (Fixed Wireless Access) per la copertura anche delle ‘case sparse’. Ora bisogna accelerare, in Regione si avverte infatti l'urgenza di poter usufruire della fibra ultraveloce sia da parte dei cittadini che delle imprese. Il piano Bul sconta ritardi iniziali per la complessità del progetto, ma anche sulla base di nuove norme di semplificazione ed industrializzazione dei processi si può ben sperare di recuperare il gap finora accumulato”.

“Entro il 2019, contiamo di collaudare la rete che stiamo realizzando in almeno 35 Comuni- prosegue Martucci-. Il progetto di cablaggio delle aree bianche rappresenta una grande sfida, da un punto di vista operativo ma anche da un punto di vista burocratico, vista la complessità delle procedure autorizzative necessarie per avviare i lavori. Abbiamo chiuso accordi con tanti partner del territorio, sia pubblici sia privati, e l’obiettivo è imprimere una forte accelerazione al piano nel corso della seconda parte dell’anno. L’estensione della sperimentazione ai Comuni di Borgo Tossignano, Fontanelice e Galliera va proprio in questa direzione: consegnare ai comuni delle aree bianche un’infrastruttura moderna e all’avanguardia, che abiliti servizi innovativi per tutti, e colmare così il digital divide”.

Il progetto per la banda ultra-larga in Emilia-Romagna
Lepida, società in house della Regione Emilia-Romagna e di oltre 440 soci pubblici, realizza, gestisce e fa la manutenzione di una parte delle realizzazioni delle dorsali della banda larga per conto della Regione; supporta inoltre Infratel e la Regione nella verifica dei progetti e nei collaudi dell’infrastruttura realizzata da Open Fiber.

Sono ad oggi 174 le dorsali presenti nel territorio regionale con un valore stimato di circa 13 milioni di euro. Con i fondi ad oggi disponibili si prevede di realizzare fino a 212 dorsali entro il 2020, una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie da parte degli Enti competenti.

Lepida ha inoltre realizzato, mediante la legge regionale 14/14, collegamenti in fibra ottica per 72 aree industriali e 276 aziende consentendo di avere un’infrastruttura dedicata in anticipo rispetto ai tempi previsti.

Per quanto riguarda le scuole, sono 1.179 gli istituti connessi in banda ultra-larga, fino a 1 Gbps (+15% nel 2018 rispetto all’anno precedente).

Procede, inoltre, la diffusione in regione del servizio gratuito di connessione Wifi: sono oltre 7.700 i punti di accesso distribuiti sul territorio di cui oltre la metà ospitati all’interno di strutture sanitarie o ospedaliere, grazie alla stipula di convenzioni ad hoc.

Per mettere a disposizione collegamenti gratuiti privi di autenticazione, sta procedendo la diffusione di “EmiliaRomagnaWiFi wifiprivacy.it” sugli access point in gestione diretta Lepida, con alcune sperimentazioni di copertura in ambienti ad alta affluenza (come gli stadi di Bologna e Cesena, le piazze o le piscine).

Nell’ambito dei bandi Infratel, una piccola percentuale del territorio regionale, perlopiù case sparse o località a bassissima densità di popolazione, viene cablata con la tecnologia FWA (Fixed Wireless Access), ossia tramite antenne radio che vengono collegate alla rete in fibra ottica. Ad oggi, sono quasi 80 i progetti FWA aperti da Open Fiber nei comuni dell’Emilia-Romagna, per un totale di oltre 50mila unità immobiliari interessate.

A Piacenza sono 14 i cantieri interessati.  Otto quelli aperti: Bettola, Corte Brugnatella, Ferriere, Monticelli d’Ongina, Morfasso, Nibbiano e Ponte dell’Olio e Vernasca. Sei quelli di prossima apertura: Alseno, Castell’Arquato, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Pianello Val Tidone e Villanova sull’Arda.

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