Clienti beffati dal fallimento di Mercatone, un incontro alla Cisl

Per i clienti “inchiodati” dal fallimento di Mercatone è stato fissato l’incontro per prendere contatto e provare a reagire: la riunione è convocata il prossimo 12 giugno, alle 18, presso alla Cisl in via Pietro Cella a Piacenza. Saranno presenti i responsabili di Adiconsum che verificheranno la possibilità di coordinare un’azione comune in difesa degli acquirenti e naturalmente i consulenti legali della stessa associazione di consumatori. La scorsa settimana un'azione congiunta di Cisl e Adiconsum ha sollecitato al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Emilia Romagna un forte impegno a tutela di lavoratori e clienti.

In tutta Italia sono 20.000 le persone che avevano ordinato e già versato acconti per 3,8 milioni di euro o addirittura già saldato l’intera somma per mobili che al momento del fallimento sono stati bloccati dove erano. Per non parlare poi di chi aveva acquistato la merce tramite un finanziamento. “Abbiamo già raccolto decine di segnalazioni, conferma il Presidente Adiconsum Aurelio Carlo Vichi, che ci vengono dal territorio di Piacenza, ma anche da altri comuni vicini. In primo luogo abbiamo fornito una specie di aiuto di pronto soccorso invitando i clienti a raccogliere e conservare tutte le carte relative all’ordinazione della merce. Ci sono casi diversi e opportunità diverse, di cui abbiamo già informato, e vogliamo continuare a farlo nel modo migliore. Per questo la riunione”. 

Chi ha pagato con con carta di credito deve tentare di  recuperare quanto versato richiedendo l’attivazione della procedura, cosidetta di contestazione di addebito o “charge back. La richiesta va inoltrata alla società che ha emesso la carta di credito. Questa possibilità viene concessa per legge in caso di frode, o a discrezione della società emittente la carta di credito, per inadempimento del commerciante. E’ senz’altro il caso di Mercatone Uno, che non ha adempiuto alla consegna della merce. Adiconsum consiglia, quindi  i consumatori di contattare subito la società per accertare la possibilità di richiedere la contestazione di addebito e per conoscere i tempi per la sua attivazione. Tale procedura può essere richiesta sia per i pagamenti fatti con carta di credito per la merce acquistata online che presso il punto vendita. Invece i consumatori che hanno scelto di acquistare la merce a rate stipulando un contratto di finanziamento potranno chiedere alla finanziaria la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme già versate per grave inadempimento del fornitore (in base a quanto è previsto dal Testo Unico bancario–Decreto legislativo 385/93). Se tutte le azioni che le associazioni di consumatori metteranno in campo dovessero fallire non rimarrà altra strada che quella di insinuarsi al passivo fallimentare

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