In Piazza Duomo la festa dell'olio, Campagna Amica: «Occhio all'etichetta»

Coldiretti denuncia infatti che le importazioni di olio di oliva spagnolo nel 2019 crescono in quantità del 48% con gravi ripercussioni sul mercato e sull’Uliveto Italia

Degustazione pane e olio

Festa dell’Olio al Mercato contadino di Campagna Amica. L’iniziativa si è svolta nella mattina di venerdì 22 novembre in piazza Duomo, alla presenza dell’azienda agricola piacentina “Gli Olivi di Gianpa” che, con una degustazione, ha permesso di scoprire il sapore della merenda di una volta, ovvero pane e olio. E’ stata l’occasione per riflettere anche sul tema dell’etichetta d’origine e sulla provenienza dell’olio che consumiamo.

Coldiretti denuncia infatti che le importazioni di olio di oliva spagnolo nel 2019 crescono in quantità del 48% con gravi ripercussioni sul mercato e sull’Uliveto Italia. «Nei soli primi otto mesi dell’anno sono arrivati dall’estero ben 280 milioni di chili di olio iberico - spiega Coldiretti - spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali e mondiali».  

«Grazie alla crescita record la Spagna – sottolinea Coldiretti -  si conferma il primo importatore in Italia con oltre i tre quarti del totale delle vendite nel nostro Paese che sono salite complessivamente a 363 milioni di chili nel 2019, in aumento del 9%. Al secondo e terzo posto greci e tunisini. A favorire gli arrivi dall’estero è la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è spesso riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia o, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli».

“In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione per non cadere nella trappola del mercato per approfittare dell’ottima annata Made in Italy, il consiglio è proprio quello di guardare con più attenzione le etichette – spiega il responsabile di Campagna Amica Piacenza Valerio Galli - e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori di Campagna Amica».

«Un olio extravergine di oliva (EVO) di qualità – conclude la Coldiretti – deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli EVO di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute».

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