«A Piacenza l'occupazione nelle aziende cresce del 1,7%, è il settimo semestre con segno più»

Confindustria presenta la sua tradizionale indagine congiunturale: continuano nel primo semestre 2019 i segnali positivi per l’occupazione: +1,7 %. Il presidente Rota: «Scuole professionali poco valorizzate e penalizzate da una visione obsoleta del lavoro»

Cresce ancora l’occupazione nelle aziende piacentine, con un incremento, nel primo semestre del 2019 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), dell’1,7% , il settimo semestre consecutivo in crescita, con un aumento della produzione dello 0,67%.  I dati congiunturali sono stati presentati come di consueto in Confindustria Piacenza, presenti il presidente Alberto Rota, con il direttore Cesare Betti, la vice Attilia Jesini e i funzionari Gian Marco Ratti, Luca Groppi e Giulia Silva. I dati sono stati estrapolati da 100 imprese associate del territorio, con un fatturato di circa 3 miliardi di euro.  Il comparto manifatturiero è stato caratterizzato da un incremento dello 0,67%, molto buoni i risultati per il settore dell’agroalimentare (+1,84%), con un export ancora in crescita, trainato da vino e conserve; bene anche i salumi, ma sono molto più frenati dai vincoli legislativi che ne rallentano la loro circolazione. Buono anche il settore delle confindustria 2019-2industrie varie, pari a + 1,77%(plastica, oil-gas, servizi ecc) e quello meccanico + 0,33%. Ancora in crisi invece la produzione di materiali per l’edilizia (-1,73%), anche se in precedenza era tornato positivo.

«Le previsioni -  ha sottolineato il presidente Rota - indicano un aumento dell’1,2% del Pil locale, con tre Regioni che procedono alla grande, ovvero Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Quelle relative al prossimo semestre restano sostanzialmente invariate, con un lieve calo dell’ottimismo delle imprese piacentine riguardo al futuro andamento del fatturato. Una situazione di stallo condizionata sia dalla situazione economica internazionale (con i contrasti sui dazi tra Usa e Cina) che nazionale». A parere di Rota «sarebbe opportuno reintrodurre strumenti come gli incentivi di Industria 4.0, ma soprattutto ridurre il cuneo fiscale sull’assunzione di lavoratori. Quelli italiani- ribadisce il Presidente- sono troppo elevati e ci penalizzano rispetto ad altri paesi europei, Germania e Francia in primis». Rota (e Jesini) sottolineano anche il ruolo della scuola per avere tecnici specializzati: «Le imprese assumono quando crescono gli ordini; soprattutto il settore della meccanica ha compreso di avere la necessità di strutturarsi per rispondere alle esigenze del mercato. Da ciò la necessità di poter contare su manodopera specializzata». Confindustria Piacenza ha infatti annunciato, il consolidamento della collaborazione con l’Isii Marconi (annunciando la costituzione di una terza classe di Meccanica) e l’avvio di nuove intese con le scuole superiori Ipsia Leonardo e Ipsia Mattei di Fiorenzuola. L’ipotesi è quella di valutare la possibilità di aumentare il numero di ore di alternanza scuola-lavoro, per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo dell’impresa. «Le scuole professionali – ha spiegato Rota - sono attualmente poco valorizzate, penalizzate da una visione obsoleta del tipo di lavoro che i ragazzi andranno a svolgere. Ma l’industria non è più quella di 20 anni fa».

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