Stop cibo anonimo, Coldiretti: «Il consumatore deve poter scegliere consapevolmente»

Sono davvero numerose le iniziative messe in campo sul territorio e tese a raccogliere le firme per chiedere l'estensione dell'obbligo dell'etichetta d'origine su tutti gli alimenti, nell'ambito della petizione europea che vede Coldiretti e Campagna Amica tra i promotori e denominata “Eat Original. Unmask your food”

Un momento della raccolta firme

Stop Cibo anonimo. Sono davvero numerose le iniziative messe in campo da Coldiretti Piacenza sul territorio e tese a raccogliere le firme per chiedere l'estensione dell'obbligo dell'etichetta d'origine su tutti gli alimenti. La petizione europea che vede Coldiretti e Campagna Amica tra i promotori è denominata “Eat Original. Unmask your food” ed è sostenuta da varie Organizzazioni in tutta Europa per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia.

«E’ un traguardo fondamentale – afferma il direttore di Coldiretti Piacenza, Giovanni Luigi Cremonesi – per proteggere la salute dei consumatori e combattere le frodi alimentari».

Domenica 16 dicembre la raccolta firme – alla quale ha presenziato anche il parroco, don Stefano Segalini, assistente ecclesiastico di Coldiretti Piacenza - si è spostata sul piazzale della parrocchia di San Giuseppe Operaio, dall’ormai appuntamento fisso al mercato contadino di Campagna Amica in piazza Duomo a Piacenza, e in mostra i rappresentanti del movimento Coldiretti Giovani Impresa hanno messo le tipicità piacentine e i fake che purtroppo sono in circolazione e finiscono nel carrello della spesa, sfruttando l’italian sounding.

«Non ci fa paura il mercato libero – commenta Cremonesi – perché siamo consapevoli del valore delle nostre eccellenze, ma le regole devono essere le stesse. Senza etichette chiare sull’origine dei prodotti, il consumatore non sceglie consapevolmente, è tratto in inganno e da qui nasce la nostra avversione ad accordi commerciali come il Ceta con il Canada, per il quale – è bene sottolinearlo – nel 2017 abbiamo ricevuto l’appoggio alla nostra battaglia – attraverso delibere ufficiali – da parte di quarantasette comuni piacentini, che hanno condiviso i nostri timori, che si stanno dimostrando fondati in quanto la produzione di falsi in Canada registra purtroppo crescite record sottraendo quote di mercato al vero Made in Italy».

La petizione “Stop Cibo Anonimo” prosegue sul mercato contadino, dove durante la mattinata di venerdì 21 dicembre verranno distribuiti dai produttori di Campagna Amica anche i biscotti realizzati dagli agriturismi Terranostra, alla presenza del presidente di Agrimercato Michele Stragliati e di alcune rappresentanti di Coldiretti Donne Impresa.

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