A Castell'Arquato reunion di celebrità contro la “povertà educativa” dei bimbi italiani

Gara di golf e cena di gala con personaggi famosi organizzata dal manager piacentino Andrea Bricchi per Save The Children

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Il 17 Giugno prossimo, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, di Confindustria Piacenza e della Fondazione di Piacenza e Vigevano il manager piacentino Andrea Bricchi organizza una gara di golf e una cena di gala per beneficenza presso il circolo golf di Castell'Arquato.

All'evento - aperto a tutti, con iscrizioni sul sito www.andreabricchi.it - parteciperanno molte celebrità tra cui sportivi, giornalisti, personaggi del mondo della televisione e della radio, politici e personaggi del mondo dell'economia. Il ricavato di gara, cena e asta di beneficenza, al netto delle spese, sarà devoluto a Save The Children, per la campagna "illuminiamo il Futuro" (www.illuminiamoilfuturo.it) che ha l’obiettivo di contrastare la povertà educativa in Italia, offrendo ai bambini delle periferie italiane più carenti di servizi per l’infanzia il sostegno dopo-scolastico, la possibilità di praticare uno sport, suonare uno strumento musicale, leggere libri, visitare un museo e di giocare in uno spazio sicuro.
 
Sarà una gara stableford, 2 categorie, con premi per i primi 5 classificati di ogni categoria, il primo lordo, senior, lady e juniores. Avremo un driving contest e 3nearest to the pin. Per chi non gioca a golf significa che non premieremo solo i più bravi sull’insieme delle 18 buche, premieremo anche chi riuscirà a mandare la palla più lontano con un solo colpo e chi riuscirà a avvicinarsi di più alla bandiera con il primo colpo in un PAR 3. Inoltre Lamborghini, che ci sostiene come sponsor, metterà a disposizione una nuovissima Aventador S per una settimana, per chi facesse hole in one.       

Molti dei personaggi che hanno aderito manderanno qualcosa da mettere all'asta, per beneficenza. Leo Messi, Manassero, Valentina Vezzali, Bologna, Juventus e molti altri. 

Tra gli sponsor si registrano Lamborghini, Brooks Brothers, Valcolatte, Berlucchi e altri noti brand commerciali. Avremo la PDA golf school dell’allenatore Paolo De Ascentiis, che ci sostiene anche dal punto di vista tecnico. Durante tutta la giornata sarà possibile, con una piccolissima offerta, provare a tirare qualche pallina, sotto la sua supervisione. E metterà in palio, durante la serata, un golf clinic per 10 persone, estratte tra i presenti alla cena.  

L’evento è anche partner della prestigiosa Silver Flag, la più importante rassegna di auto di lusso, da corsa, d'Italia, che si svolgerà in contemporanea.
Alla serata canterà Rudy Zerbi e ci saranno molti amici, molte persone speciali. Quelli che hanno già confermato la loro presenza sono Ivan Zazzaroni, Claudio Chiappucci, Sebastiano Barisoni, Daniele Massaro, Alessandro Bonan, Annalisa Insardà, Gennaro di Napoli, Tiziano Crudeli, Massimo Giovannelli e chef Vissani, che ha in serbo una sorpresa. 

Ad Andrea Bricchi chiediamo da cosa nasce il progetto.

«La beneficenza, in linea di principio, andrebbe fatta in silenzio - risponde - Ovviamente, in casi come questo, non si può, anzi, è necessario fare il contrario, proprio perché sia efficace, perché attragga donatori che, altrimenti, non lo sarebbero, e dia voce a istanze altrimenti sconosciute. Chi sono io per fare questo? Uno che non ha paura dei cliché. Sono un manager, ingegnere, direttore commerciale dell'azienda leader in Italia nei sistemi di elettronica ferroviaria d'eccellenza. Ho fondato una onlus, la "Pierluigi Bricchi per i bambini", che ha come scopo la solidarietà, cioè di aiutare i bambini e i ragazzi in difficoltà, oltre che di valorizzare la bellezza in ogni sua forma. Sono il CEO di Golf For Charity Italia, che è l'evento di beneficenza annuale, che unisce il golf, la buona cucina e la solidarietà di tanti amici, tra cui molte celebrities». 

«Viviamo in un mondo di populismi, di persone che si fanno solo gli affari loro, di gente che non si ferma a pensare. Raccolgo e faccio mie le parole di Lucio Dalla: "Un vincitore vale quanto un vinto!". E questo è il punto.
Per quanto bravi, di successo, apprezzati e benvoluti possiamo essere, la nostra vita vale quanto quella di chiunque altro, chiunque. Siamo più bravi a fare alcune cose, spesso. Però il valore della vita è identico. Chi sono io per giudicare? Cosa ne posso sapere di cosa spinge un uomo a comportarsi in un certo modo? Cosa possa sapere delle sue sofferenze, delle sue afflizioni?
Eppure tutti sono sempre pronti a condannare, a crocifiggere, tema molto pasquale, a frantumare un uomo alla prima occasione. E' per questo, soprattutto per questo, che ho sentito il bisogno di alzare la mano e dire: "Non sono così!". Vorrei un mondo di persone serie, che sorridono. Se a una persona sorridi, se le parli, se capisci i suoi problemi, quella persona ti sorriderà e si comporterà bene sempre con te! E così mi sono detto: aiutiamo! Aiutiamo chi ne ha bisogno, senza volere niente in cambio, gratuitamente. E questo, per prima cosa, farà del bene a noi stessi, perché ci sentiremo appagati, ci sentiremo meglio.

La domanda successiva è stata: chi ha più bisogno d'aiuto, al mondo? La risposta che do io è semplice: i bambini. Mio padre aveva per i bambini un amore e un rispetto assoluti, che mi ha sempre trasmesso. Li difendeva da qualsiasi maltrattamento, da qualsiasi prepotenza. Per questo la onlus porta il suo nome e è dedicata ai bambini. E per il caso specifico ho pensato a Save The Children, che da sempre si occupa di progetti a tutela dei minori.

Come fare? Non lo sapevo. E intanto, però, pensavo anche che non ho mai tempo per giocare a golf, perché il lavoro e gli impegni non lasciano spazio a mazze e palline. E così ho detto: facciamo un torneo di golf. Potrò aiutare gli altri e sfruttare l'occasione per giocare.

E siccome ho conosciuto in questi anni moltissimi personaggi famosi, del mondo della politica, delle istituzioni, dello sport, del giornalismo, della televisione, ho semplicemente chiuso il cerchio. Un torneo di golf, organizzato da me, a cui la gente parteciperà perché ci sono loro! Li avevo conosciuti un po' per lavoro, perché il mio lavoro mi porta spesso, in Italia o all'estero, a partecipare a convegni, conferenze, tavoli di lavoro, cene di gala. Li avevo conosciuti un po' perché la mia passione per lo sport mi aveva dato la possibilità di partecipare a eventi importanti, insieme a loro, di frequentare un po' quel mondo. E poi da uno che conosci ne conosci tre, da tre dieci e così via. Ho rotto molto le scatole, a tutti, finché il primo ha deciso di credere in me e mi ha dato una mano, poi il secondo, il terzo, il decimo. Poi è stato facile, il più era fatto. E le persone si erano appassionate al progetto!

E poi c'è Piacenza. Ho girato il mondo in lungo e in largo, fin da piccolo. Ho vissuto qualche periodo all'estero, studiato all'estero, visto praticamente ogni angolo del globo. Però torno sempre qui. Io devo stare qui, io sono piacentino, adoro Piacenza! Però vedo tutti i suoi molti difetti, oltre alle sue bellezze! E i difetti più grandi sono la mentalità chiusa, la diffidenza, l'incredulità, l'incapacità di mettersi in gioco, di aprirsi al mondo! Piacenza ha bisogno di una scossa e queste cose, nel loro piccolo, possono dare un piccolo contributo al cambiamento.

Quindi, riassumendo: far qualcosa di gratuito per gli altri, per i bambini. Farlo divertendosi e mettendoci le risorse a disposizione. E, allo stesso tempo, farlo a Piacenza e per Piacenza». 
 

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