Alfa Romeo, in Piazza Cavalli i modelli più leggendari

Esposizione di celebri modelli di auto da corsa della Casa automobilistica sabato 30 gennaio. Nello stesso giorno il concorso per il manifesto della Vernasca Silver Flag

Uno storico modello di Alfa Romeo

E' in programma dal 17 al 19 giugno la XXI edizione della Vernasca Silver Flag, concorso dinamico che rievoca la più celebre cronoscalata motoristica piacentina, ed è ormai una prassi consolidata che a disegnarne il manifesto siano gli allievi del Liceo Artistico Bruno Cassinari..
Ad ispirare i giovani artisti sarà una selezione di modelli testimoni eloquenti della storia ultracentenaria della Casa milanese, esposti sabato 30 gennaio in Piazza Cavalli e presso Palazzo Galli. Dalla 1750 vittoriosa della Mille Miglia alla rombnate GTA, dalla composta armonia della 33/2 sport all'elegante Giulietta, fino alle recenti 4C ed 8C, le celebri vetture daranno vita ad una giornata dominata dalla "meccanica delle emozioni".

L'esposizione che l'ente organizzatore della manifestazione - il CPAE - proporrà in piazza Cavalli racconterà infatti quasi un secolo di Alfa Romeo da corsa, dalle grandi competizioni su strada a quelle in pista. Decennio dopo decennio, automobile dopo automobile, si tratta di un'avventura unica e prestigiosa fatta di grandi momenti, vetture iconiche, protagonisti leggendari.

Gli studenti partecipanti al concorso inizieranno a dipingere alle ore 10 sotto i portici del Palazzo del Governatore. Al ternine della performance i punteggi assegnati da una giuria di esperti, unitamente alle preferenze del pubblico, decreteranno il vincitore. L'allievo che meglio avrà saputo interpretare lo spirito della Silver Flag riceverà in premio un prezioso trofeo, ma soprattutto avrà  la soddisfazione di firmare il manifesto ufficiale della manifestazione, manifesto che comparirà su tutte le riviste del settore. Non solo, il vincitore avrà anche la possibilità di disputare, come navigatore, la prossima edizione della "Vernasca Silver Flag",

La manifestazione del CPAE ed il coinvolgimento degli allievi dei Liceo Cassinari vuole proprio sottolineare come il design in ambito motoristico nasca dalla fusione continua e incessante di ricerca e intuizione, tecnologia e conoscenza, artigianalità e confronto. Proprio per questo, in un'automobile dipinta, la "forma" non è mai solo e soltanto scrigno di qualcosa: è essa stessa significato, diventa parte di quell'emozione che incanta e seduce, cui l'artista contribuisce in maniera determinante. diventando interprete consapevole di desideri e aspirazioni.

Questo il programma della giornata di sabato 30 gennaio
- ore 9.00 esposizione vetture in Piazza Cavalli e Palazzo Galli
- ore 9.30 inizio del concorso (Palazzo del Governatore).
- ore 12.30 chiusura lavori degli studenti
- ore 15.30 analisi delle opere da parte della giuria (Piazza Cavalli)
- ore 16.00 presentazione del programma annuale del C.P.A.E. Interventi delle autorità
- ore 16.30 premiazioni del concorso.

Di seguito una carrellata sulle auto esposte:

Alfa Romeo 1750 GS
Negli anni Venti e Trenta le vittorie leggendarie di Nuvolari proiettano l'Alfa nell'Olimpo delle case automobilistiche. Di particolare importanza il 1750 Gs carrozzata da Zagato che segnò l'inizio di un dominio indiscusso per molti anni. Nata dal genio dì Vittorio Jano nel 1929 si aggiudicò la Mille Miglia (Campari) e la 24 ore di SPA (Benoist), nel 1930 con Nuvolari primeggiò nella corsa della Freccia Rossa e, sempre con l'asso mantovano al volante, il Tourist Trophy. Si confermò ai vertici della classifica anche nella la 24 ore di SPA (Marinoni). La 1750 affascinò sportivi e uomini importanti.

Alfa Romeo 2300 Pescara
Nel 1933 ebbe inizio una nuova fase nella storia dell'Alfa Romeo che entrò a far parte dell'IRI e il suo ingresso nell'industria di Stato significò una importante estensione della sua attività produttiva. Al Salone dell'Automobile di Milano del 1934 fu presentata la 6C 2300, settima serie della lunga famiglia di vetture nate con la 1500, progettate da Vittorio Jano. Il debutto sportivo di questo modello avvenne al primo Giro automobilistico d'Italia del 1934, mentre alla 24 ore di Pescara queste Gran Turismo, volute da Enzo Ferrari con una carrozzeria speciale realizzata dalla Touring e con motore potenziato, si classificarono ai primi tre posti assoluti. Una vittoria così importante e perentoria da dare il nome (Pescara, appunto) al modello.

Alfa Romeo 1900 Touring
L'auto ideale per chi nel veicolo d'epoca cerca eleganza, cura per il dettaglio e meccanica raffinata. L'Alfa Romeo 1900 SS Il serie carrozzata Touring Superleggera è la dimostrazione pratica di ciò che la tecnica e la creatività italiana sapevano esprimere nel dopoguerra. Leggera (10 quintali) con un bel motore (il 4 cilindri in linea con un centinaio di cavalli), bella e prestazionale. La volontà di cambiamento nel rinnovamento porta alla 1900, piuttosto diffusa al punto da essere adottata ance dalla Polizia Stradale: la Pantera che tutti conosciamo venne impiegata con successo anche nelle corse, e in particolare nelle versioni Touring e Zagato.

Alfa Romeo Giulietta Sprint Veloce
La Giulietta Sprint (e Sprint Veloce) avrebbe dovuto essere prodotta in piccola serie: rimase invece in produzione dal 1954 al 1965, totalizzando quasi 40.000 esemplari. La Sprint va forte nelle vendite e sulle piste. Nel '56 vince la Mille Miglia con Roberto Sgorbati. La sua vettura punta sulla leggerezza, grazie all'uso dell'alluminio, dal perspex al posto del vetro, dall'eliminazione dei materiali fonoassorbenti, dalle finiture semplificate e dall'utilizzo di lamiere d'acciaio di spessore ridotto in alcuni pannelli della carrozzeria. Sul fronte della meccanica si agì sul rapporto di compressione, aumentandolo, ma anche sulla fasatura della distribuzione, e soprattutto adottando l'alimentazione singola per ogni cilindro mediante due carburatori a doppio corpo Weber, un po' scorbutici nel funzionamento ai bassi regimi ma fantastici per permettere al motore una "respirazione" vigorosa con l'aumentare del numero dei giri.

Alfa Romeo Giulia GTA 1600
La GTA è un'auto unica. Ha conquistato nove campionati europei Turismo (quattro Piloti e cinque Costruttori). I principi cari a Carlo Chiti e alla Autodelta sono gli stessi di sempre: costruire un'auto da gara abbastanza potente e guidabile, ma soprattutto leggera. Rispetto alla versione stradale la GTA (Gran Turismo Alleggerita) cala (nel peso) di oltre 200 kg. La potenza sale a 175 cavalli che la spingono ad oltre 200 km/h. Grazie alle modifiche di Chiti, il retrotreno detto a "slittone" abbassa ulteriormente il centro di rollio, dando alla vettura una notevole tenuta di strada e una guidabilità di primissimo livello. Pur trovandosi spesso a competere con le Porsche 911 a motore posteriore, le Alfa Romeo non manifestano alcun complesso d'inferiorità: nel '67 in Germania, sulla pista del Nurburgring, le GTA si classificano alla 6 Ore, prima, seconda e quarta assolute. Lunghissimo l'elenco delle affermazioni dei piloti della Casa e dei clienti sportivi al volante della GTA che diventa presto imbattibile nella sua classe di cilindrata.

Alfa Romeo 33/8 
Costruita dal 1967 al 1969 in circa 30 esemplari, la "33/2" nacque da un'idea di Carlo Chiti, che consentì alla Casa milanese di rientrare ufficialmente nelle competizioni dopo il ritiro avvenuto nel 1951, l'indomani del titolo mondiale di F.1 vinto da Juan Manuel Fangio con la "159". Per tornare in pista la Casa milanese scelse la categoria dei "prototipi" che allora vantavano uno straordinario consenso tra gli appassionati. La 33, nelle diverse versioni ha partecipato al campionato del mondo sport prototipi, al campionato CanAm e alle cronoscalate. L'esemplare, - che è spinto da un motore V8 1.995 cm3 da 245 CV (a 8.800 giri/min) — è nata come "berlinetta" e, in questa configurazione si piazzò terzo alla Targa Florio del 1968. L'anno successivo venne venduta al pilota Aldo Bardelli e l'Autodelta la trasformò in spider. Per vent'anni in un museo tedesco presso Francoforte, è tornata in Italia ed è in perfetta efficienza. Da qualche anno è protagonista della Vernasca Silver Flag.

Alfa Romeo GTV 2,5
La galleria di Alfa da corsa si chiude con la Gtv 2,5 a sei cilindri. E' una vettura che ha un legame speciale con Piacenza. Per il pilota che la guida oggi nei rally ma, soprattutto, perché ricorda l'ing. Paolo Lanati, per 35 anni responsabile dei motori della casa milanese. Sotto la sua guida è nato questo propulsore ma anche i "twin spark" che hanno colto tanti successi in pista. La Gtv 2,5, oltre che in pista (dove si aggiudicò il campionato europeo) corse anche nei rally.

Alfa Romeo 8C
La 8c — pur non concepita per le competizioni - è una sportiva purosangue. Gli organizzatori l'hanno voluta in piazza Cavalli perché già la sigla "8C" sottolinea l'ideale continuità con una generazione di vetture che negli anni Trenta scrisse uno dei capitoli più entusiasmanti dell'automobilismo sportivo. E poi nelle sue linee si intravedono elementi che rimandano alla "33 Stradale" e alle "TZ", ma sotto alle forme, peraltro convincenti, non manca certo la sostanza. A partire dalla carrozzeria realizzata in carbonio, applicata ad un pianale in acciaio: una scelta che ha consentito di contenere il peso. Raffinate le sospensioni a quadrilateri deformabili, che garantiscono solidi appoggi laterali. Il motore è il V8 di 4,7 litri e 450 CV montato in posizione anteriore-centrale. Il cambio, un sequenziale a sei rapporti. Sfiora i 300km/h e spassa da O a 100 km/h in poco più di 4 secondi. Ne sono state prodotte mille, cinquecento coupè ed altrettante spider.

Alfa romeo 4C
Lo stile, fatto di segni nella storia, richiama le linee inconfondibili della 33 stradale: la "bellezza necessaria" al servizio di una meccanica estrema. Costruita a Modena, l'Alfa Romeo 4C riunisce due eccellenze: le capacità progettuali di Alfa e quelle produttive di Maserati. La performance non è mai stata così bella. Grazie all'utilizzo di un telaio monoscocca in carbonio, materiali superleggeri e alla massima attenzione ad ogni particolare, si è raggiunto una sensibile riduzione del peso, unita alle migliori caratteristiche possibili di rigidità torsionale, oltre all'ottimizzazione del baricentro della vettura, a tutto vantaggio della agilità e della guidabilità sui percorsi più impegnativi. Il piacere di guida è frutto di una soluzione che viene dalla tradizione. Con la 4C torna la trazione posteriore. Come ogni vera sportiva.

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