«Affidi, il sistema va rivisto e migliorato nell’interesse dei minori»

Incontro della Lega che, a partire dal caso Bibbiano, vuole capire che cosa non va nell’attuale sistema. L’ex ministro Locatelli: «Pronto un progetto di legge e presto alla Camera la commissione di inchiesta»

Il tavolo

Bisogna sempre guardare all’interesse dei minorenni, delle vittime di situazioni familiari drammatiche. Il sistema degli affidi va sviscerato, vanno portati alla luce anche i potenziali interessi economici che si nascondo dietro gli affidi. Bisogna dare garanzie ai bambini e alle loro famiglie. Non nascondendo nulla. E tra poco il caso Bibbiano - che racchiude in sé l’intero sistema affidi - finirà in Parlamento. Lo ha annunciato l’ex ministro della Famiglia, Alessandra Locatelli, dicendo che alla Camera partirà la Commissione di inchiesta «e avrà poteri più forti di quella avviata in Emilia Romagna». Insieme a questo, Locatelli ha anche ricordato che è in dirittura di arrivo un progetto di legge per rivedere la procedura degli affidamenti, per snellire alcune procedure e garantire più controlli. “Il sistema affidi in Emilia Romagna” è il titolo dell’incontro, organizzato dalla Lega di Piacenza, che si è svolto alla Casa delle associazioni l’8 novembre.

pubblico affidi-2In sala l’assessore regionale Lombardo, e avvocato, Pietro Foroni, Locatelli, i parlamentari Elena Murelli e Pietro Pisani, il consigliere regionale Matteo Rancan, l’assessore comunale Luca Zandonella e Eleonora Poli, del Comitato tutela delle famiglie. Murelli ha affermato che, in un recente convegno con magistrati e avvocati, è emerso come molte scelte di affido avvengano più sulla base di pareri tecnici che sul convincimento del giudice. «Comunque - ha sottolineato - va portato alla luce quel sistema di interessi economici che sta dietro gli affidi. Inoltre, è primaria la formazione degli assistenti sociali e il monitoraggio della qualità del servizio». Pisani ha scandito come «la sinistra non vuole che si indaghi. I bambini non appartengono allo Stato, ma alle famiglie e vanno tutelati. Quando torneremo al Governo cercheremo di capire che cosa è successo. Al Senato era stata proposta una commissione di inchiesta che non è partita per la contrarietà di partiti terrorizzati dalla possibilità che vengano alla luce interessi imbarazzanti».

Rancan ha partecipato alla commissione regionale: «Avevamo chiesto la presidenza, ma ci è stata negata. Ora attendiamo la relazione finale, che sarà problematica. Quando le opposizioni portavamo testimoni venivano accusate di strumentalizzazione, quando i testi erano della maggioranza tutto andava bene». Locatelli ha evidenziato che «l’indagine non è partita dalla Lega, ma da denunce di cittadini. Purtroppo, alcune forze politiche, il Pd, hanno spesso detto che non era successo niente. Come si fa a cambiare qualcosa in queste condizioni? Il sistema va migliorato. Da ministro chiesi un incontro a Bonaccini: non l’ho mai avuto. Volevamo solo avere informazioni per capire. All’inizio i più agguerriti erano i 5 Stelle, poi più nulla. Mi aspetto che da alcune forze politiche ci sia una presa di coscienza». Poli, infine, ha ricordato come situazioni opache siano presenti anche a Piacenza e che sta nascendo una Rete tra le famiglie.

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