Ambientalisti per la sostenibilità del territorio e forse per le Provinciali 2009

Sottoscritto ieri da dieci associazioni. Tra i firmatari Cgil, Fai, Fipsas, il Forum per il futuro di Piacenza, il laboratorio di urbanistica partecipata, Legambiente, Lipu, Wwf, Italia nostra e i Grilli parlanti. Ecco pronto un "Piano per un futuro sostenibile del territorio piacentino"

Un appello ai consiglieri che da gennaio si troveranno a discutere del Piano territoriale di coordinamento provinciale, ma anche una possibile piattaforma in vista delle prossime elezioni di giugno. E' stato sottoscritto da dieci tra associazioni e sindacati il "Piano per un futuro sostenibile del territorio piacentino".

«Nella discussione sul Piano territoriale di coordinamento provinciale – ha affermato Giuseppe Castelnuovo di Legambiente – emergeranno gli interessi forti che rischiano di snaturare i buoni propositi iniziali. Nel Ptcp ci sono elementi positivi e altri che dovrebbero essere migliorati». Secondo l'esponente ambientalista negli ultimi anni nonostante le leggi prevedano il non utilizzo di nuovo suolo per costruire, ma il recupero di aree dimesse, sistematicamente si è proceduto in senso opposto.

Secondo il documento, il nostro territorio è caratterizzato da un'espansione urbanistica sfrenata, collegata ad un enorme consumo di suolo agricolo, con la perdita di 200mila ettari in Emilia Romagna dal 1976 al 2003: una zona ampia come l'intera provincia di Reggio Emilia. C'è stata poi una crescita incontrollata della mobilità stradale con riflessi diretti sul peggioramento della qualità dell'aria e una crescita dei consumi d'acqua e d'energia.

Solo nel Comune di Piacenza la superficie edificabile è cresciuta di 13 milioni di metri quadrati

«Non sono gli animali ad avvicinarsi alla città, ma l'urbanizzazione a espandersi in maniera selvaggia». Secondo Stefano Soavi di Lipu la cementificazione ha portato a una "banalizzazione" della flora e della fauna locale. «Si sono perse reti ecologiche ormai strutturate. Solo nel Comune di Piacenza la superficie edificabile è cresciuta di 13 milioni di metri quadrati».

D'accordo il gruppo con il tracciato proposto dall'Amministrazione Provinciale, per la Pedemontana come semplice collegamento intervallivo, a una corsia per direzione, a eccezione del tratto di collegamento tra il ponte di Tuna e la strada provinciale della Val Tidone che deve essere attentamente valutato sotto il profilo dell'effettiva utilità, rispetto al tracciato già esistente, e delle pesanti ricadute ambientali e paesaggistiche.

Fiduciosi i firmatari sull'accettazione dei rilievi evidenziati. «Già in passato abbiamo ottenuto una grande adesione – conclude Castelnuovo – ma pensare alle Provinciali è presto».

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