Bersani: «È ora di reagire. Per il 26 gennaio sono ottimista ma non tranquillo»

Bersani è intervenuto a Fiorenzuola a sostegno della lista “Emilia Romagna coraggiosa per Bonaccini”. «Più dei risultati è importante dire come ci si è arrivati. Le sardine? Non sono la risposta alla sensibilità politica di oggi»

Foto Trespidi

«È ora di reagire, di fare qualcosa in più: è una battaglia dura». Pierluigi Bersani, presidente di Articolo Uno e intervenuto a Fiorenzuola a sostegno della lista “Emilia Romagna coraggiosa per Bonaccini”, si dice «ottimista ma non tranquillo», per quello che sarà il risultato delle elezioni Regionali del 26 gennaio. «Dobbiamo riuscire a vincere questa battaglia perché è impensabile che l’Emilia Romagna resti in mano ad una destra regressiva. Presentiamo una lista di sinistra nuova, con gente fresca, aperta e con sensibilità civiche, sociali e ambientali. Usiamo la vecchia aspirazione, ormai dimenticata, che ha portato in Regione a risultati buoni in Emilia Romagna che ha portato a coesione, valori sociali. Con questa aspirazione affrontiamo i problemi nuovi». Poi parla delle proposte: «Clima, il lavoro da difendere in questa transizione tecnologica, sanità autosufficienza. Riprendiamo in mano il cuore perché i risultati vengono da questo: vogliamo una società giusta di valori e se non si riprende la spinta politica non si arriva all’obiettivo».

E sull’andamento della campagna elettorale dice: «Bonaccini ha puntato molto, giustamente, sui risultati raggiunti, indiscutibili, in cinque anni di governo. Ma è importante che tutti, e ancora di più dovrebbe farlo il Pd, dicessero come si è arrivato a tanto: non basta fare la lista delle cose fatte». Infine una nota sulla politica nazionale e in particolare la sorta di “riforma” che Zingaretti vuole portare avanti con i dem: «Noi di sinistra, centrosinistra e Zingaretti dobbiamo proporre qualcosa di nuovo, la questione non è fare, rifare questo o quel partito. Serve un percorso costituente accoglienza, apertura alla discussione e una bozza di programma. Poi chi vuole partecipare viene e riparte insieme a noi. Le sardine non sono la risposta politica alla sensibilità che c’è oggi». E lei è pronto a ripartire? – chiediamo a Bersani: «Sono pronto a spingere il carretto, ma devono essere i giovani a tirarlo. Torniamo nei bar dove circolano opinioni che non trovano una sponda per un’interlocuzione energica».

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