Oscar Giannino a Piacenza il 17 gennaio per incontare i piacentini

L'incontro alle 21 alla Volta del Vescovo al termine di una cena per raccogliere i fondi per l'attività politica. Presentate questa mattina le linee del movimento a Piacenza in attesa di ufficilizzare anche i candidati

I relatori alla presentazione del movimento piacentino

Giù il debito pubblico e le tasse, riduzione drastica della spesa pubblica, riforma della giustizia, federalismo. Sono alcuni dei 10 punti del proprio programma che lo stesso Oscar Giannino, famoso giornalista economico e grande liberale, presenterà a Piacenza giovedì prossimo, 17 gennaio, quando incontrerà i piacentini, invitati dagli appartenenti locali del movimento Fermare il Declino. L'incontro, aperto a tutti dalle 21, si terrà alla Volta del Vescovo al termine di una cena organizzata, alle 19.45, dai rappresentanti piacentini del movimento e destinata alla raccolta di fondi per la campagna politica (info e iscrizione alla cena, 30 euro, al sito gianninoperfarepc2013.eventbrite.it e al cellulare 393/04820077).

Questa mattina, intanto, i rappresentanti piacentini, con il coordinatore Cristian Brandini, hanno presentato alla stampa le linee programmatiche in vista delle prossime elezioni. A Piacenza, Fermare il Declino attualmente conta circa 400 sostenitori - hanno spiegato - e a breve verranno presentati anche i candidati in lista. “In tutta Italia - ha affermato Brandini ci sono 54mila iscritti e la visibilità sui social network è in continua crescita”. Il programma è quello indicato nei famosi dieci punti lanciati da Giannino. Abbassare le tasse di 5 punti in 5 anni è uno tra i primi obiettivi, a cui seguono anche la liberalizzazione di settori non ancora concorrenziali. Il gravoso costo della macchina pubblica va tagliato, a partire da sanità e istruzione introducendo meccanismi di competizione.

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Ma il movimento, hanno sottolineato anche gli altri partecipanti alla conferenza stampa (Paolo Nebolosi, Andrea Montenet, Davide Bellocchi e Massimo Pancini) vuole anche sostenere il reddito di chi ha perso il lavoro, anziché tutelare chi è già ipertutelato o le imprese inefficienti. Sui conflitti di interesse serve una legge organica e giovani e donne devono avere più possibilità che liberino al loro creatività. Scuola e università devono tornare a essere volani di emancipazione socio-economica delle nuove generazione e non moloch di burocrazia e nepotismo. Infine, la visione federale deve portare ad attrivuire ruoli chiari ai diversi livelli di governo. “Non strizziamo l’occhio a nessuno – ha sottolineato Brandini – né destra, né sinistra. Noi siamo il movimento da temere”.

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