Il Pd verso le Primarie del 30 aprile. «Abbiamo ritrovato l’unità»

Presentati i candidati piacentini delle mozioni di Renzi, Orlando e Emiliano. Reggi: «Le conflittualità, se superate, sono un momento di crescita per un partito». De Micheli: «Noi unico partito che si confronta internamente». Le Primarie traino per le Amministrative

Elettori e simpatizzanti del Partito Democratico il prossimo 30 aprile potranno scegliere il nuovo segretario nazionale. «Siamo arrivati alla fine della campagna nei circoli – ha spiegato nella sede di via Roma Giovanna Palladini, presentando le tre mozioni - riservata ai soli iscritti, che ha visto una bella partecipazione alle tre mozioni. Adesso si apre la fase delle Primarie, aperta agli elettori e simpatizzanti. Previa registrazione sul sito delle primarie del Pd possono votare anche i minorenni con più di 16 anni e gli stranieri. Si terranno il 30 aprile, dalle 8 alle 20: saranno presenti sei seggi in città e in tutti i comuni della Provincia». Per votare occorre versare due euro.

Da Piacenza verranno eletti cinque candidati all’assemblea nazionale del Pd, in base ai risultati delle mozioni. Per la mozione “Orlando” i candidati sono: Andrea Fossati, Giulia Piroli, Marcello Petrini, Annalia Reggiani, Stefano Cugini. Per Emiliano l’unico candidato è Fabio Salotti. Per la mozione “Renzi” partecipano Roberto Reggi, Paola Gazzolo, Marco Bergonzi, Katia Tarasconi e Matteo Bergamaschi.

I candidati delle mozioni, riuniti nella sede di via Roma, hanno detto la loro sull’importante consultazione. «L’esito dei circoli – ha esordito Roberto Reggi - è stato molto positivo per la partecipazione, mezzo milione di iscritti (il 60%), hanno votato. Il Pd è l’unico partito consolidato nel Paese. C’è stata una mobilitazione ampia, questi voti dimostrano che questo partito ha ancora molte cose da dire e vuole governare il Paese. Speriamo che ci sia mobilitazione anche alle Primarie. Anche qua a Piacenza c’è stato un risultato positivo e il fatto che presentiamo le tre mozioni insieme dimostra che c’è una rinnovata unità, un clima diverso rispetto al passato. Le conflittualità di un partito sono un elemento di crescita, se superate. C’è anche la concomitanza dell’elezione del nuovo sindaco: questa mobilitazione darà anche un segnale positivo ai cittadini. L’unità si è ricostruita all’interno del Pd e aiuterà il nostro candidato».

Anche l'assessore Giulia Piroli della mozione Orlando ha sottolineato l’unità del Pd. «Oggi sono qui tutte e tre le mozioni. È un fatto importante, siamo un Pd forte in cui c’è una discussione vera, il conflitto non è visto come elemento negativo, ma serve per fare sintesi. All’indomani dell’esito del 30 aprile faremo tutti parte della stessa comunità. Tutti gli elettori del centrosinistra possono partecipare alle Primarie. Se il 30 aprile i piacentini saranno fuori città per il ponte, registrandosi sul sito del partito possono votare anche in quel luogo. Sarà anche un test per le elezioni Amministrative, occasione importante per agganciare il nostro popolo». Venerdì 21 aprile alle 18, per la mozione Orlando, a Piacenza verrà l’on. Patrizia Maestri per parlare di lavoro, insieme al segretario provinciale Cgil Gianluca Zilocchi, all’ex circoscrizione 3. E poi il 24 aprile arriverà anche lo stesso ministro Andrea Orlando. «Speriamo di andare oltre i 2 milioni di voti a livello nazionale – ha aggiunto Andrea Fossati, della stessa mozione -. Noi con Orlando non possiamo festeggiare il risultato dei circoli, ma è un buon punto di partenza. Orlando è un riformista serio, umile, che sa fare sintesi dialogando con la comunità». Fossati ha sottolineato che tre anni fa le mozioni vennero presentate in tre momenti diversi.

«Il Pd è maturo – ha detto l’on. Marco Bergonzi, a sostegno di Renzi -, ci si muove nell’interesse del partito. Tutte le forze politiche dovrebbero confrontarsi tra di loro come facciamo noi. I segnali di unità sono importanti in vista del confronto amministrativo cittadino e per il futuro». «A Piacenza la mozione Renzi – ha precisato il consigliere regionale Katia Tarasconi - ha ottenuto il risultato più alto in Regione».

Presente anche il sottosegretario Paola De Micheli. «Abbiamo sentito tanti ragionamenti sulla necessità di riconfermare – ha osservato - un modello rappresentativo e partecipativo. Il Pd è l’unico esempio vero di questo. Le Primarie sono ormai uno strumento importante e maturo per fare la selezione della classe dirigente. È un’occasione per rispondere alla richiesta di partecipazione. L’obiettivo è quello di avere un gruppo dirigente legittimato a governare il partito, e il Paese. Intanto ci stiamo dedicando anima e corpo anche alle Amministrative».

Il giovane Matteo Bergamaschi chiude la lista Renzi. «In un momento – ha spiegato - in cui i populisti vincono, noi siamo a ribadire l’energia europeista del Pd». «Momento fondamentale – è il parere di Annalia Reggiani, a sostegno di Orlando - per dimostrare che la politica non si fa stando seduti sul divano con un click, ma si fa partecipando e mettendoci la faccia. È facile lamentarsi e coltivare i mal di pancia. Qua si può rimboccarsi le maniche e dare un contributo». Il consigliere comunale ritiene importante, come Orlando, la separazione degli incarichi di premier e segretario.

«Le Primarie – ha dichiarato infine Marcello Petrini - sono un po’ sottotraccia sui media. L’asticella è fissata ai due milioni di euro ma siamo comunque sopra la partecipazione di qualsiasi altro partito, rispetto alle decine di voti dei 5 Stelle alle Comunarie». «Siamo già più noi qua che loro», commenta velenosamente ancora De Micheli.

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