La Festa diffusa del Pd: da Carofiglio a Cottarelli un mese di incontri in città e provincia

Il segretario Bisotti: «Sui territori c’è spaesamento, occorre una fase di riflessione coinvolgendo nuovi interlocutori» Gli ospiti: il mancato premier Cottarelli, lo scrittore Carofiglio, Edo Ronchi, il sindaco di Brescia Del Bono, l’esperto di lavoro Antonio Viscomi, il sociologo Aldo Bonomi

Paolo Savinelli, Silvio Bisotti e Giorgio Alessandrini

Sei parole chiave, con sei testimoni di questo tempo per sei incontri pubblici: il Pd, avviato verso un congresso complicato ma anche ricco di confronti, sperimenta a Piacenza una nuova modalità di “fare festa”, diluendola lungo tutto un mese di settembre e oltre e offrendo occasioni di riflessione in ogni vallata oltre che in città. Un modo per sostituire la “vecchia” Festa dell’Unità, poi diventata “Festa democratica”. «Ripartire, investire sul futuro, attuare un cambiamento reale per determinare un miglioramento delle condizioni attuali, essere un’alternativa seria e credibile – sottolinea il Segretario provinciale Silvio Bisotti nel presentare il ciclo di iniziative – questo è il solco lungo il quale ci muoviamo. Riteniamo che una riflessione seria insieme a testimoni d’eccezione, non necessariamente del Pd, possa aiutarci in una lettura più fedele alla realtà, più vicina al comune sentire».  Le sei parole chiave sono Politica, Economia, Ambiente, Sicurezza, Lavoro, Futuro.IMG-20180905-WA0000-2

La prima, “Politica”, verrà declinata dallo scrittore Gianrico Carofiglio domenica 9 settembre alle ore 21 (Palazzo Ghizzoni Nasalli) che, intervistato dal giornalista Giovanni Pallisto presenterà la sua ultima fatica letteraria “Con i piedi nel fango”, un saggio sulla sua visione della politica.

La seconda parola chiave, “Economia” porterà a Fiorenzuola martedì 18 settembre alle 21(Ridotto del Teatro Verdi) l’economista Carlo Cottarelli. Intervistato dal giornalista Gustavo Roccella, presenterà il suo ultimo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana”, che nell’analisi dell’autore bloccano la ripresa italiana: l'evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l'euro

La parola “Ambiente” vedrà impegnato Edo Ronchi, fondatore dei Verdi italiani e Ministro in materia, ora Presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile mercoledì 19 settembre alle 21 a Travo (Castello Anguissola). Intervistato dal giornalista Mattia Motta farà il punto, insieme all’assessore regionale Paola Gazzolo,  sulla transizione alla green economy (economia verde ) che è anche il titolo del suo ultimo libro.

Sicurezza è la parola topica del vocabolario politico. Verrà affrontata dal Sindaco di Brescia Emilio Del Bono (martedì 25 settembre alle 21 al Teatro San Matteo di Piacenza). Riconfermato alle ultime elezioni amministrative con il 53,86 % con il sostegno di un ampio schieramento di forze, Del Bono ha un programma attento ai temi della sicurezza urbana, coniugata all’attenzione per il sociale. Sarà intervistato dal giornalista Thomas Trenchi. 

La parola chiave “Lavoro” spetterà al giuslavorista Antonio Viscomi che la affronterà il 27 settembre al Centro Culturale di Castel San Giovanni alle 18. L’esperto risponderà ad una serie di domande e interventi iniziali mettendo al centro "Lavori, contratti e pensioni del futuro".

Con uno sguardo al “Futuro” chiude il ciclo di incontri il sociologo Aldo Bonomi a Piacenza il 2 ottobre alle 18 (Palazzo Ghizzoni Nasalli). Fondatore del Consorzio AAster (Agenzia Sviluppo del territorio), commentatore del Corriere della Sera e Sole 24ore, di recente premiato a Cerignale come “Amico dei piccoli borghi” prospetta “Gli anni che verranno tra nuovi e vecchi diritti, nuove e vecchie forme di lavoro e imprese”.

«La lettura immediata e pragmatica che può avere l’occhio esterno al partito – ha riflettuto Bisotti, che ha presentato gli eventi insieme a Paolo Savinelli e Giorgio Alessandrini - è che arrivano “sei personaggi d’autore”, fanno la loro conferenza e poi se ne vanno. Invece no. Non vogliamo organizzare appuntamenti accademici per sentire l’autore o l’economista o il sociologo, ma devono essere momenti di connessione tra il partito e la collettività intorno a temi strategici. Vogliamo riempire Piacenza di contenuti e stimoli in questa fase, per creare un’alternativa intorno a una maggioranza, a livello nazionale, che è piena di contraddizioni oggettive. Il nostro è un lungo percorso verso la fase congressuale del partito, in cui non ci dovranno essere confronti tra leadership ma tra progetti e idee. Per questo coinvolgiamo nuovi interlocutori, perché riteniamo che il Pd non sia auto-sufficiente per creare l’alternativa e allargarsi a dei mondi vitali a sinistra e verso un riformismo illuminato. Ricordiamo che nel 2019 ci sono Elezioni Comunali, Europee e Regionali. E prima di allora vengono le Elezioni Provinciali. Insomma, non vogliamo sederci, essere rinunciatari e passivi. Sui territori c’è molto spaesamento, c’è bisogno di una fase di riflessione. La “buriana” non passa se non lavoriamo».

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