Lungo Po nel degrado, Putzu: «Copiamo da chi lo ha reso attraente»

Sopralluogo degli assessori al Commercio e alla Valorizzazione del Grande Fiume, Paolo Mancioppi e Filiberto Putzu per verificare lo stato e le condizioni della zona insieme ai vertici della Map: «Lavoriamo insieme»

Un momento del sopralluogo

Trecento metri per 12mila metri quadrati. E' un'area discretamente estesa quella del Lungo Po che parte dal ponte stradale (al di là del quale c'era il locale Molo 11) e arriva dopo il pontile Citta di Piacenza. Un'area che però è lasciata abbandonata e alla mercé di chiunque voglia sfruttarla a proprio piacimento senza regole e controlli. Durante il giorno la condizione è discreta, molti anziani passeggiano e si fermano sulle panchine (quelle poche rimaste al loro posto), ma la sera, specialmente nel finesettimana è una zona franca. In tanti lettori lo hanno segnalato. Le panchine sono state divelte e il calcestruzzo che le ancorava a terra viene utilizzato per creare barbecue di fortuna, auto parcheggiate ovunque, anche sulla passeggiata che dovrebbe essere esclusivamente pedonale, bivacchi, decine di persone che mangiano, bevono e abbandonano l'immondizia, molti addirittura lavano i propri mezzi. 

Proprio per cercare una soluzione nel pomeriggio del 3 agosto gli assessori al Commercio e alla Valorizzazione del Grande Fiume, Paolo Mancioppi e Filiberto Putzu, insieme ai loro tecnici (Renato Scherz, Chiara Betti, Samuele Bortolotto) hanno effettuato un sopralluogo per verificare lo stato della zona e per la pianificare una serie di interventi mirati a valorizzare e a risanare il degrado in cui versa l’area adiacente al fiume Po. Insieme a loro Federico Scarpa e Tullio Bionda rispettivamente vicepresidente e presidente della Map, società di motonautica che ha in gestione l'area che è comunale e anche demaniale, cioè di competenza dell'Aipo.

Dall'incontro è emerso che, oltre a un problema evidente di mancanza di arredi urbani e di servizi (l'unica fontanella è ovviamente rotta), il problema riguarda anche gli argini che sono invasi da vegetazione e piante pericolanti. La società ha dichiarato di essere pronta (a proprie spese) a collaborare fattivamente con la nuova amministrazione che a sua volta si è impegnata a fissare un appuntamento con Aipo. Questo un primo punto di partenza: pulire l'area, successivamente occorre che si impedisca alle auto di entrare sulla passeggiata magari prolungando il guard rail e mettendo una sbarra, e poi si potrebbe affrontare il problema sicurezza. Occorre quindi, a detta di tutti, mettere in campo una serie di iniziative che inibiscano la presenza di persone maleducate o moleste. 

Una volta fatto ciò, si dovrebbe pensare a come rendere l'area appetibile ai piacentini: eventi, concerti, chioschi, sempre nel rispetto di tutta la normativa che riguarda le zone vicine al Po. «Si dovrebbe copiare da Cremona o dalle città che hanno capito e saputo sfruttare il potenziale del Grande Fiume. Il Comune non ha la bacchetta magica, ma ci muoveremo per risanare la zona e metterla in sicurezza», hanno convenuto entrambi gli assessori. 



 

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