Movimento 5 Stelle: «La tutela dell’ambiente crea occupazione e turismo»

«Nell’ Anno Internazionale dei Suoli, chiediamo al comune di Piacenza di ripensare la propria politica del suolo e cercare una politica edilizia alternativa e sostenibile per risollevare e valorizzare economia, paesaggio, cultura e ambiente della nostra città con buon vento a favore»

«L'ONU – scrivono in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Piacenza - ha dichiarato il 2015 Anno Internazionale dei Suoli, allo scopo di sensibilizzare e promuovere un uso sostenibile di questa risorsa fondamentale per la stessa sopravvivenza dell’Umanità.  "Oggi vi sono oltre 805 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione. La crescita della popolazione richiederà approssimativamente un aumento del 60% della produzione alimentare. Dato che gran parte del nostro cibo dipende dai suoli è facile capire quanto sia importante mantenerli sani e produttivi," ha detto Graziano da Silva, direttore generale della FAO aggiungendo: "Sfortunatamente, un terzo dei nostri terreni è in condizioni di degrado e le pressioni dell'uomo stanno raggiungendo livelli critici, riducendo ed a volte eliminando alcune delle loro funzioni essenziali."

Da sempre sensibile all’importanza del SUOLO, già nel 2013 il M5S aveva avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione allo STOP al consumo del suolo e in questo 2015 l’argomento è quanto mai attuale e urgente. Il suolo è una miscela perfetta di minerali, sostanze organiche, aria, acqua e organismi viventi, il suolo è vivo e, purtroppo, è una risorsa scarsa, esauribile non rinnovabile, la sua perdita è per sempre, pergenerare  2,5 cm di suolo vivo occorrono 500 anni.

In Italia si consumano 8 metri quadrati di suolo fertile al secondo. In interventi , articoli, libri il Prof. Paolo Pileri, del Politecnico di Milano,  spiega “come per “compensare” il “lavoro” di un ettaro di terra impermeabilizzata occorrono non meno di 6.500 euro all’anno. Consumo del suolo vuol dire aumento dell’inquinamento, aumento dell’acqua non assorbita e potabilizzata, diminuzione dell’autosostenibilità alimentare, in concreto l’aria che respiriamo è di qualità sempre peggiore, abbiamo meno riserve di acqua, produciamo meno cibo.

Nel Regno Unito i comuni non possono dare concessioni edilizie se il 60 % degli edifici e delle aree dismesse nel proprio territorio non sono riutilizzati, perchè non ripensare l’edilizia in termini di ristrutturazione e valorizzazione del (vasto) patrimonio esistente a seguito di un censimento di tutto il patrimonio edilizio inutilizzato, invece che in termini di nuove costruzioni che occupano nuovo suolo? Considerando un vero e proprio STOP alle nuove costruzioni fuori e dentro l’area urbana e una previsione nel PSC  di interventi edilizi esclusivamente di recupero e di adeguamento energetico ci sarebbe lavoro per le imprese edili per almeno 10 anni.  La tutela dell’ambiente crea occupazione e turismo, come a Latronico in provincia di Potenza che ha effettuato una operazione di recupero del contro storico attraverso la creazione di un marchio per il rilancio, 70% di raccolta differenziata, casette dell’acqua pubblica, Wi-Fi free, lampade a led per l’illuminazione pubblica, impianti fotovoltaici. A Latronico sono così bravi, insomma, da attirare investitori che si sono messi in testa di rilanciare tre strutture alberghiere presenti nel territorio e portare qui turisti e investimenti.Perché l’ambiente conviene, anche al portafoglio di chi si ingegna per ridurre l’impronta ecologica propria e dei propri cittadini.

In Europa infatti si sta guardando con sempre maggiore interesse al cicloturismo che oltre a favorire la  tutela dell'ambiente dona un importante impulso all'economia locale. In Italia si sta studiando la VenTO, più di una ciclovia, è il progetto del Politecnico di Milano di una infrastruttura leggera, che colleghi Venezia a Torino lungo il fiume PO, noi ci siamo nel mezzo, la nostra città, la nostra provincia le nostre meravigliose valli ci sono nel mezzo. Questo progetto prevede di coinvolgere 4 regioni e 121 comuni, grazie a questo progetto si possono creare flussi turistici oggi inesistenti, fino a 400.000 visitatori all’anno (spiega sempre il Prof. Pileri del Politecnico) e aggiunge “In Europa un km di ciclabile turistica infrastrutturata produce un indotto che va dai 100.000 ai 300.000 euro all’anno” intervista de “IL Fatto Quotidiano” 5 Giugno 2015.

Nell’ Anno Internazionale dei Suoli, noi chiediamo al comune di Piacenza di ripensare la propria politica del suolo e cercare una politica edilizia alternativa e sostenibile per risollevare e valorizzare economia, paesaggio, cultura e ambiente della nostra città con buon VENTO a favore».

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