«Grazie al voto dei piacentini per la Regione porteremo la lettera di sfratto a Conte, Di Maio e Zingaretti»

Lega, tremila persone in piazza Cavalli per il comizio di Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio: «Manca l'ultimo miglio, ora serve il vostro aiuto»

Salvini sul palco in piazza Cavalli (foto Gatti)

«Manca l'ultimo miglio, 12 giorni al 26 gennaio. Chiedo aiuto a voi: parlate con tutti e portate un messaggio, che il 26 gennaio si può scrivere una pagina di storia per l'Emilia-Romagna. Ho bisogno di piacentini coraggiosi. Se il 26 gennaio farete ciò che ho già l'impressione che stiate per fare, io il 27 andrò a Roma a portare la lettera di sfratto a Conte, Di Maio e Zingaretti, con i saluti di piazza Cavalli».

Il solito Matteo Salvini energico e "social" è stato accolto molto calorosamente dalle circa 3 mila persone che hanno affollato piazza Cavalli nel pomeriggio di martedì 14 gennaio. Qui si è celebrato il momento culmine del tour in giornata delle quattro valli piacentine di Salvini (Castellarquato, Morfasso, Pontenure, Gariga di Podenzano, Pianello, Bobbio, Rottofreno, Piacenza e Niviano di Rivergaro) che sta ovviamente tirando la volata della Lega, e di Lucia Borgonzoni, per le elezioni regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna e in Calabria. Sul palco di fianco a lui, oltre alla candidata alla presidenza e a tutta la rappresentanza leghista piacentina (dirigenti del partito, parlamentari, assessori, i candidati Matteo Rancan, Valentina Stragliati, Stefano Cavalli e Lorella Cappucciati) è stata particolarmente significativa la presenza del sindaco Patrizia Barbieri, che al termine del comizio lo ha abbracciato calorosamente. 

Il leader della Lega, sul palco in  una piazza Cavalli super blindata e controllata da un articolato servizio delle forze dell'ordine, ha toccato i tradizionali punti di forza di una campagna elettorale anti Pd e M5S: Sanità («Liste di attesa infinte negli ospedali») welfare («Cinquemila abitazioni popolari vuote e mai utilizzate dalla Regione») Sicurezza («In carcere a Reggio Emilia gli agenti non hanno l'acqua calda nelle docce ma i topi e la mensa chiusa») le infrastrutture («Opere mai realizzate come la Tirreno-Brennero, la Cispadana e il porto di Rimini»).
Ma è soprattutto su lavoro, tasse e pensioni che Matteo Salvini raccoglie gli applausi. «Il Pd - ha detto - ha appena presentato una proposta di legge per alzare l'età pensionabile, che è un crimine dopo che abbiamo impiegato un anno per smontare la legge Fornero. Uno dei maggiori sponsor di tutto ciò è il signor Giuliano Cazzola, "nomen omen", mai cognome fu più azzeccato. Questo signore non solo vuole ritornare alla legge Fornero, ma vuole proporre Elsa Fornero come senatrice a vita». 

Ha proseguito: «Solo in Emilia-Romagna, grazie alla plastic tax, sono a rischio 10mila posti di lavoro: una mazzata da un miliardo di euro di tasse che mette in ginocchio le aziende. Per non parlare della strage dei negozi che chiudono, come anche a Piacenza».
«Dove governa la Lega tutto ciò non accade - ha sottolineato Salvini - prendete il Veneto per esempio. Lì, grazie a Zaia, l'addizionale regionale Irpef è pari a zero. E' una scelta, la Regione Veneto non chiede un euro in più di tasse ai suoi abitanti e ai suoi imprenditori».
Degna di nota, secondo alcuni presenti, è stata la mancanza di contestazioni in piazza Cavalli durante il comizio di Salvini, fatta eccezione per un gruppetto di giovani che sono stati subito zittiti dal "capitano" in persona, con il laconico commento «Non ci sono più i comunisti di una volta. D'altronde, che siamo in vantaggio si capisce non solo dai sondaggi. Il massimo del ragionamento politico che ho sentito dai contestatori di piazza, a Imola ad esempio, è stato "Salvini vaffanculo". Una grande proposta politica e un programma evoluto, devo ammetterlo».

Subito dopo è toccato a Lucia Borgonzoni proseguire sulla strada degli argomenti tracciata dal leader leghista. «La nostra regione - ha esordito la candidata alla presidenza, puntando sul tema della sanità - non funziona come credono quelli fuori dall'Emilia-Romagna, perché pensano, ad esempio, che abbiamo una sanità che invece noi non abbiamo più. Ci sono invece cittadini di serie B, persone che non avendo i soldi che hanno altri, non possono avere le visite dopo tre o quattro giorni, ma dopo un anno e mezzo di attesa. Questo noi non lo tollereremo, le persone vanno trattate tutte allo stesso modo, non vogliamo una Regione dove i ricchi possono curarsi, e chi invece è in difficoltà deve attendere chissà quanto». 

«Hanno fatto la cresta sulle persone disabili facendo pagare rette non dovute, per non parlare di quello che stanno facendo con le case popolari, destinandole a tutti gli immigrati irregolari. La sinistra è preoccupata per le cooperative "amiche" che si sono fatte ricche con i soldi dell'immigrazione, senza denunciare ad esempio chi tra gli ospiti spacciava o chi veniva sfruttato sulla strada, solo per fare cassa».
Dopo un accenno alla mancanza di manutenzione ordinaria di strade e fiumi, la Borgonzoni ha concluso parlando di imprese: «Le aziende emiliano-romagnole hanno retto alla crisi nonostante il Pd, e grazie agli imprenditori che si sono tagliati lo stipendio. Bisogna abolire l'addizionale Irpef come ha fatto il Veneto. I nostri giovani devono potersi costruire un futuro qui, non altrove. Noi vogliamo governare una regione perché la gente ci ama, non perché ci teme, come fa la sinistra».

Salvini: "Il Pd ha fallito, la storia è finita"

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