Stragliati: «Da Bonaccini le prime promesse elettorali tradite»

La deputata del Carroccio Elena Murelli: «Dopo aver ignorato per anni la montagna ora nasce un assessorato ad hoc, che cosa vuole dimostrare?»

Valentina Stragliati

«Mancano donne e Piacenza. Poca attenzione per sicurezza e disabilità. Ha appena fatto in tempo a insediarsi per iniziare il suo secondo mandato e il Presidente Bonaccini ha già iniziato a tradire le sue promesse elettorali e, conseguentemente, i cittadini emiliano-romagnoli”. Così Valentina Stragliati, neoconsigliera regionale della Lega, commenta la composizione della seconda Giunta Bonaccini, entrando poi nel merito delle critiche: “Mentre consigliere e consiglieri sono eletti grazie all’insindacabile voto dei cittadini, gli assessori sono di esclusiva nomina del Presidente. E, dopo avere a più riprese dichiarato che avrebbe dato ancora più spazio alle donne, oggi Bonaccini si sconfessa nominando un esecutivo a maggioranza maschile, riducendo la componente femminile da 5 a 4 rispetto al suo primo mandato. Un segnale non certo incoraggiante e la testimonianza che, per la sinistra, la parità di genere e di opportunità è solo una bandierina da sventolare in campagna elettorale, ma da stracciare poi alla prova dei fatti». «E certo non compensa questo sgarro al mondo femminile – prosegue Stragliati – la nomina della vice presidente Elly Schlein; una nomina che, in realtà, definisce ancora di più i contorni del nuovo esecutivo Bonaccini, spostandolo fortemente verso sinistra e strizzando l’occhio al popolo delle sardine, a cui l’ex europarlamentare di corrente prodiana è sicuramente vicina nelle posizioni, a partire dalla sciagurata battaglia contro i decreti sicurezza di Matteo Salvini». «E, infine, il più amaro – per noi piacentini – dei tradimenti. Il non aver nominato un assessore sul nostro territorio allontana, se possibile ancora di più, la nostra provincia da Bologna, relegandoci ai confini dell’impero. Possiamo comprendere l’amarezza del Presidente Bonaccini di essersi visto sconfitto nettamente in 45 su 46 comuni del piacentino, ma il non vedere assegnato alla nostra provincia un assessore di riferimento purtroppo è una pesante punizione per il nostro territorio prima ancora che per il Pd che, evidentemente, paga il pessimo risultato locale». «Questa scellerata decisione di escludere Piacenza dall’esecutivo – prosegue Stragliati – certo non compensata dalla nomina del sindacalista Colla ormai di stanza a Bologna, responsabilizza ancora di più i consiglieri eletti sul territorio, anche di minoranza: il nostro impegno sarà quello di supplire all’indifferenza e al menefreghismo nei confronti dei piacentini e delle loro esigenze dimostrato dal Presidente Bonaccini, che ha lo sguardo sempre più rivolto da un’altra parte. E sempre più a sinistra». «Purtroppo - conclude la serie di critiche la consigliera Stragliati - anche su alcuni temi particolarmente sensibili e su cui la Lega si era impegnata garantendo la massima attenzione, il Presidente Bonaccini dimostra di fatto poco o nullo interesse. La mancata costituzione di specifici assessorati alla sicurezza e alla disabilità sono, nei fatti, la cartina di tornasole di una scarsa attenzione su questi temi».

MURELLI: «DOPO AVER IGNORATO PER ANNI LA MONTAGNA ORA NASCE UN ASSESSORATO AD HOC, CHE COSA VUOLE DIMOSTRARE?»

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«Cita Sacchi – evidenzia anche la deputata del Carroccio Elena Murelli - che si era schierato con il centrodestra, ma non riuscirà a ottenere un decimo dei risultati raggiunti dal celebre allenatore. Bonaccini dimostra di essere al servizio dei poteri forti. Ad esempio, mettere alla Sanità Donini, che si è sempre occupato di Trasporti, la dice lunga... E Corsini ai Trasporti, poi, uno che sicuramente avrà problemi a relazionarsi con l’intermodale, visto che si è sempre occupato di turismo, commercio, terme e agroalimentare. Bonaccini calpesta Piacenza, anche se ha detto che vorrà essere presente dove il centrosinistra ha preso meno voti e cioè in montagna. Non credo gli basterà aver varato un assessorato ad hoc. Di lavoro ne avrà davvero tanto, visto che ha dimenticato le nostre montagne per anni, a partire da sanità e infrastrutture. Per non parlare delle aree interne create a tavolino per rispondere ai problemi della montagna. Faccia sì che queste aree abbiano la stessa dignità della montagna che dovrebbero aiutare. È una specie di promozione delle aree interne a un nuovo ente sovraordinato, senza considerare i reali problemi. Voleva dimostrare qualcosa?».

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