Uccellacci e uccellini

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La proposta: «Alzare lo stipendio dei sindaci dei piccoli comuni a 1500 euro»

Responsabilità, tempo, impegno, presenza sul territorio: queste le richieste ai sindaci dei piccoli comuni. Occorre però cercare di avere a disposizione i migliori candidati possibili: ecco perché è stato proposto di alzare lo stipendio minimo a 1500 euro

«Ho presentato una proposta di legge per riconoscere a tutti i sindaci d’Italia un’indennità di funzione minima di 1500 euro netti mensili. Una misura a bassissimo impatto finanziario, ma di grande rilevanza politica». Lo ha dichiarato Claudio Mancini, deputato del Partito Democratico in merito alla presentazione, alla Camera, della proposta di legge in materia di indennità di funzione per i sindaci e i presidenti di Provincia a cui hanno preso parte Matteo Ricci, presidente di Legautonomie e i deputati Serse Soverini e Gian Mario Fragomeli. «La proposta di legge – ha continuato Mancini – prevede, inoltre, che il Presidente della Provincia percepisca un’indennità pari a quella del sindaco del comune capoluogo, in ogni caso non cumulabile con quella di sindaco».

Oggi l’indennità degli amministratori locali viene calcolata seguendo il criterio della popolazione dei comuni amministrati, ma, se da un lato non c’è dubbio che il carico di lavoro e le responsabilità non possono che crescere all’aumentare del numero di abitanti di un determinato comune, dall’altro lato ci sono alcuni oneri, alcuni rischi e alcune responsabilità che ciascun sindaco si assume a prescindere dalla consistenza numerica del comune amministrato. Si tratta, dunque, di due piccole misure in controtendenza rispetto alla stagione di tagli agli enti locali e che raccoglie le istanze di associazioni come Legautonomie e dei tanti sindaci della Penisola.

«Nel nostro Paese un sindaco di un comune di 10mila abitanti (come Rottofreno e Podenzano, nda) – ricorda il consigliere regionale del Lazio Emiliano Minnucci - percepisce un’indennità di circa 2mila euro al mese». In certi piccoli comuni lo stipendio è inferiore ai mille euro, gli assessori portano a casa se va bene qualche centinaio di euro e i consiglieri poche decine. «A fronte di questo compenso il sindaco, oltre la parte politica e programmatica, ha responsabilità in materia sanitaria, di igiene pubblica, di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Rispondendone in prima persona, sia in sede civile che in quella penale. Davanti a questo quadro, dunque, quanti cittadini consapevoli sarebbero disposti a ricoprire un ruolo così importante e delicato che prevede ad oggi un'indennità così contenuta?». «Fare il sindaco non vuol dire solo indossare orgogliosamente una fascia tricolore. Fare un sindaco vuol dire rappresentare una comunità di cittadini garantendo presenza, ascolto e competenza. Vuol dire mettere in cantiere progetti per la propria comunità, reperire i fondi necessari per realizzarli e rispettare i vincoli imposti dalla normativa. Vuol dire garantire sicurezza e igiene urbana gestendo ogni tipo di emergenza, sia in termini ordinari che straordinari. In quest'ottica - ha concluso Minnucci - la proposta di legge rappresenta un passo importante a tutela della dignità di ogni amministratore locale che quotidianamente si scontra con i problemi e le esigenze del proprio territorio. Mi auguro che questa proposta di legge venga condivisa da tutte le forze politiche al fine di garantire adeguatamente ai nostri primi cittadini quella dignità che oggi purtroppo non hanno».

Dal centrosinistra è così arrivata un’iniziativa assolutamente condivisibile. In primavera andranno al voto più di metà dei comuni piacentini. La politica locale rischia di vedere impegnati, soprattutto nei piccolissimi comuni, determinate categorie di persone come liberi professionisti o pensionati. Se non, disoccupati. Oppure lavoratori che riescono a dedicare solo qualche ora della propria giornata all’attività di sindaco, poiché da questa pesante responsabilità non riescono a portare a casa uno stipendio sufficiente per il sostentamento familiare. Meglio perciò un sindaco a tempo pieno, motivato e pronto a mettersi a disposizione della sua comunità, che un primo cittadino interessato soltanto a mettersi la fascia tricolore in qualche cerimonia. Fissare un tetto minimo di dignità per un sindaco che deve rispondere alla comunità di tante – troppe – materie e responsabilità rappresenta un incentivo per avere impegnate nella gestione della cosa pubblica persone in gamba. Evitando così che rimangano confinate soltanto nel recinto delle professionalità.

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" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (2)

  • i piccoli comuni si devono unire e smetterla di rompere le scatole per avere le mani in pasta. Poi parliamo dello stipendio dei sindaci.

  • I piccoli comuni devono abbandonare il campanilismo e unirsi in aggregazioni "normali". Altrimenti dovrebbe pensarci la legge. Non è giusto che la collettività si accolli maggiori spese per mantenere la "continuità" di comuni con poche decine o centinaia di abitanti.

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