Giornata contro le mutilazioni genitali femminili: «Provocano danni fisici e psicologici»

Maria Cristina Molinaroli, direttore dei consultori familiari Ausl di Piacenza: «Le mutilazioni provocano gravissimi danni alla salute: alcune persone muoiono durante la mutilazione stessa, alcune contraggono infezioni»

Un momento della presentazione

«La pratica delle mutilazioni genitali danneggia l'integrità fisica e psichica della donna che la subisce». Queste le parole di Maria Cristina Molinaroli, direttore dei consultori familiari di Ausl Piacenza. 

Nella mattinata del 3 febbraio è stata presentata l'iniziativa "In dialogo" per la giornata contro le mutilazioni genitali femminili. 

L'evento consisterà in uno spettacolo teatrale e si terrà sabato 6 febbraio alle 21 al Teatro San Matteo. L'ingresso è libero.  

«Quello delle mutilazioni femminili è una tema che potremmo dire che non ci appartiene - afferma l'assessore Cugini - però in una società che si sta arricchendo multiculturalmente è giusto approfondire e affrontare la questione». 

«Sono ormai cinque anni - spiega l'assessore Giulia Piroli - che il Comune di Piacenza e Ausl stanno lavorando su questo su sollecitazione della commissione delle elette. Questo fenomeno è difficile da riconoscere perché c'è un sistema familiare che spesso nasconde la pratica. In questo momento in cui tutti hanno paura dell'altro, bisogna fare emergere questi temi». 

«Questo argomento - sottolinea Molinaroli - è molto difficile da trattare in quanto è complesso e appartenente ad una cultura che sembra piuttosto lontana. La pratica delle mutilazioni genitali è lesiva dell'integrità fisica e psichica. Subire una mutilazione significa subire l'asportazione degli organi genitali esterni. In altre culture questa pratica viene chiamata in altri modi come per esempio "chiusura". Le mutilazioni provocano gravissimi danni alla salute, alcune persone muoiono durante la mutilazione stessa, alcune contraggono infezioni. Il trauma è poi anche psicologico». 

«Ausl ha seguito le linee guida nazionali per la prevenzione e l'assistenza per le donne che hanno subito la mutilazione genitale - continua Molinaroli - Per prevenire e assistere è importante formare le persone che sono a contatto con chi ha subito queste mutilazioni: abbiamo quindi proposto corsi per il personale sanitario. Quest'anno ci occuperemo della formazione di insegnanti e educatori dei distretti di Levante e di Ponente (il distretto di Piacenza si è già occupato di questo percorso)». 

«Abbiamo pensato - afferma Chiara Castignoli, del coordinamento spazio Belleville - di portare in via Roma una campagna per sensibilizzare le persone sula tematica delle mutilazioni genitali femmili». 

«Ho scelto di fare una lecture performance - afferma Giulia Buvoli, attrice dello spettacolo "In dialogo" - perché penso che sia importante mettere l'arte a servizio dell'informazione. Abbiamo cercato di provocare una reazione nel pubblico mettendo in scena due punti di vista diversi. Ho rielaborato questa tematica attraverso il mio corpo e ho cercato di problematizzare la questione». 

Lo spettacolo è una co-produzione Crisalidi e Giulia Buvoli Performing artist da un'idea di Valentina Pacella. 

Si stima che nel mondo siano tra i 100milioni e i 130milioni le donne che hanno subito una mutilazione mentre le bambine che rischiano di subire questa pratica sono circa dai 2milioni e ai 3milioni. 

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