Nell'antico Egitto il gatto era venerato e considerato la manifestazione terrena di alcuni dèi

La seconda conferenza dedicata agli amici degli animali, organizzata dalla Banca di Piacenza, ha avuto come ospite il veterinario Diego Manca, che ha presentato il suo ultimo libro e tenuto una piacevole chiacchierata relativa al mondo del gatto

Pietro Boselli e Diego Manca durante la presentazione

«Tutti sanno che gli animali non parlano, se lo facessero sarebbe troppo comodo e il mio lavoro perderebbe di fascino». Inizia così la seconda conferenza dedicata agli amici degli animali, tenutasi nel pomeriggio del 10 aprile e organizzata dalla Banca di Piacenza in relazione alla presentazione dell’innovativo conto corrente per i proprietari di animali domestici. Ospite dell’incontro è stato Diego Manca, veterinario e autore di diversi libri, che ha tenuto una conversazione dal titolo “Il gatto a 360° gradi. Introduzione al suo mondo” ed ha presentato il suo ultimo volume intitolato “Storie da leccarsi i baffi. I gatti raccontati dal veterinario”.

La chiacchierata ha toccato vari punti ed aspetti alla scoperta del mondo del gatto, iniziando con alcuni dati – più di 100 specie esistenti, con circa 7 milioni e mezzo di gatti domestici in Italia di cui il 94% che vive in casa – e partendo dalla storia che ha accompagnato il felino nel corso dei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. «In Egitto, tra il 2000 e il 2500 avanti Cristo, il gatto era venerato e considerato la manifestazione terrena di alcuni Dei. Chiunque gli facesse del male veniva punito con la pena di morte ed era proibito esportarlo al di fuori del paese», racconta Manca.

Con il cambiare dei momenti storici, però, cambia anche la visione e la considerazione dell’animale: nel Medioevo, ad esempio, il gatto inizia ad essere associato sempre di più alla donna e considerato come simbolo demoniaco durante la caccia alle streghe. Durante il Rinascimento, invece, il felino ritorna lentamente nelle simpatie delle persone: lo stesso Leonardo fu un grande ammiratore dei gatti, tanto da definirli un «capolavoro della natura». Oltre all’analisi di alcuni dei più importanti e controversi periodi storici del nostro passato, Manca ha dipinto un quadro generale dell’animale, dispensando preziose informazioni e consigli sull’amico a quattro zampe. Si è così parlato delle vibrisse – i lunghi baffi che servono per l’equilibrio e l’orientamento – dei vari significati che assumono determinati movimenti della coda, degli stati d’animo del gatto semplicemente concentrandosi sugli occhi – pupille dilatate oppure piccole come fessure –, sulla posizione delle orecchie, i sensi, il modo di comunicare e molto altro.

Prima di concludere l’incontro, inoltre, Manca ha raccontato alcuni aneddoti di storie presenti nel suo libro, tutte riguardanti i gatti e le situazioni più strane e simpatiche in cui si è imbattuto durante la sua carriera da veterinario. Il ciclo di conferenze si concluderà martedì 17 aprile con un incontro intitolato “Gli animali dei Papi. Storia e dottrina”, che avrà come protagonista Renato Farina, noto opinionista di Libero ed editorialista de Il Giornale.

Per la conferenza ingresso prioritario per i correntisti del conto Amici fedeli della Banca di Piacenza e, subordinatamente alla disponibilità dei posti, ingresso per altri interessati secondo l’ordine di prenotazione (e-mail: relaz.ester-ne@bancadipiacenza.it, tel. 0523.542357).

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