Auchan, San Rocco si difende: «Piacenza non ha voluto partecipare alla discussione»

Allargamento Auchan e assunzioni solo per i lodigiani, il vicesindaco di San Rocco Filippucci a Foti: «Polemica senza senso, il Comune di Piacenza è stato invitato ma non si è presentato. Anche i lodigiani vengono a fare spesa a Piacenza». Foti insiste: «Assumere solo lodigiani, violato il diritto. Curioso che il sindaco di San Rocco sia un dipendente del Comune di Piacenza, non dovrebbe lavorare qui secondo questo principio»

Nelle foto sotto, Tommaso Foti e il sindaco Delfini

«Piacenza come comune è stata sempre coinvolta nelle discussioni sulla viabilità, ma ha sempre ritenuto di non partecipare». Claudio Filippucci, Tommaso Foti-20vicesindaco di San Rocco al Porto, risponde sui social alle “provocazioni” (la chiusura del ponte di Po) del deputato e consigliere comunale di Fratelli d’Italia Tommaso Foti. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, l’onorevole ha lamentato l’esclusione di Piacenza dalle opere di compensazione per l’allargamento del centro commerciale Auchan (quasi un raddoppio della superficie), il problema della viabilità (visto l'afflusso di più clienti) e alcune clausole fissate dagli enti locali nei confronti della società francese, come l’assunzione equamente divisa a metà tra soli san rocchini e lodigiani. In pratica un residente del comune di Piacenza non può essere tra i nuovi assunti – si pensa a 450 nuovi posti di lavoro nei prossimi anni – degli spazi commerciali attualmente in costruzione. 

«Noi alle conferenze di servizio – osserva Filippucci rispondendo ad alcune osservazioni sui social dell’ex consigliere comunale Marco Colosimo, che ha condiviso le critiche mosse da Foti - come comune di San Rocco abbiamo messo i nostri paletti, come ha fatto la provincia di Lodi e la Regione Lombardia. Unici assenti (ma non perché non invitati) il comune di Piacenza e la sua Provincia». Filippucci ribalta anche la prospettiva. «Quando è caduto il ponte di Po – aggiunge il vicesindaco - molti piacentini dissero che si poteva anche farne a meno per poi accorgersi che i lodigiani fanno le loro compere in città, quindi prima di sparare cazzate sarebbe utile parlare con l'Amministrazione comunale per sapere come mai non si sono presentati alle conferenze di servizio, anche se invitati».

 

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Commenti (11)

  • Eh, Foti... prima i piacentini solo quando gli fa comodo.

  • il Foti con una t sola dovrebbe ben sapere che ogni lasciata è persa, e che questo motto vale in generale, non solo per le ragazze

  • Ma il gruppo AUCHAN non è in fallimento?

  • Vacche grasse per il sindaco di San Rocco, impiegato in Comune a Piacenza e Sindaco nel suo comune. Ottimo .. per lui!

  • C'è bisogno di occupazione e Foti si prende carico di questa necessità e si adopera per cercare di migliorare le cose, questa volta per i piacentini e sempre comunque per gli italiani, io gli faccio plauso e riconosco i sui meriti di interessarsi ad argomenti che nessuno sembra notare. Sinceramente non capisco i commenti degli altri lettori, giustificabili solo da una appartenza ai soliti partiti della sinistra radical chic che con la pancia bella gonfia e il rolex al polso fanno i fiketti a spese altrui.

    • La parte più giusta del suo intervento è "sinceramente non capisco". E la chiusa sui radical chic ne è la lampante dimostrazione. Anche un bambino capirebbe che "prima i piacentini" è il gemello di "prima i lodigiani" e che se fdi fa campagna elettorale con quello slogan (che evidentemente favorendo i piacentini danneggia gli altri, lodigiani inclusi) poi non può fare i piangini al momento in cui gli altri usano lo stesso identico principio per favorire i lodigiani a discapito di tutti gli altri. Ma visto il suo incipit non credo che potrà capire questa semplice verità.

    • Esempio: sei un imprenditore piacentino con un'attività 7/24 o comunque su turni (continuativi, spezzati, part-time, ecc.) con sede in viale Risorgimento; a parità di condizioni assumeresti uno di San Rocco al Porto o uno di Ferriere? (con tutto il rispetto per quelli di Ferriere sia inteso). Sei studente a Londra, concorri per una borsa di studio che, a parità di altre condizioni, viene conferita a un inglese che ha un reddito più alto del tuo e meno spese: fermo restando la legittimità dell'atto in sé la ritieni una cosa ben fatta? Se proprio voleva fare qualcosa per gli italiani il partito di Foti poteva, per esempio, non votare la Fornero; il principio "Prima i..." è semplicemente privo di logica perché non è applicabile se non con tali e tante doverose eccezioni da svuotarlo di significato; senz'altro è uno slogan che colpisce e, soprattutto, rassicura ma di problemi ne affronta, e soprattutto ne risolve, ben pochi.

      • quei poveretti con i loro vari slogan del tipo “prima i …” cercano di scopiazzare malamente l’autarchia economica dei regimi fascista e nazista e fingono di non sapere che nel mondo del lavoro l’autarchia è priva di significato, perché ai datori di lavoro, come hai spiegato benissimo tu, non frega un granchè della provenienza geografica dei loro dipendenti. Quei politicanti da 4 soldi usano quegli slogan solo per guadagnarsi facilmente il consenso degli umili, anche se essi sanno già benissimo che poi quegli umili non ne ricaveranno alcun vantaggio concreto (gli unici a guadagnarci saranno infatti i politicanti stessi, che così otterranno la loro agognata elezione, che poi è proprio l’unica cosa che sta loro a cuore)

  • Questa volta il sig.Foti faceva prima a starsene zitto sapendo i retroscena. Mi dispiace ma devo dar ragione a Filippucci. Chi non si presenta e non partecipa non ha diritto di repliche.

  • L'ottusità, l'insulsaggine, l'insensatezza financo l'illogicità di uno slogan "Prima i.......!" declinandolo poi con l'appartenenza geografica si mostra platealmente in questa occasione dove da una parte i sostenitori nostrani di questo principio (e la Meloni lo sostenne con veemenza a Piacenza con il plauso di Foti e sodali) se lo vedono sbattuto in faccia restando piagnucolanti e facendo il mestolino; dall'altra i Lodigiani si troveranno a privilegiare persone che abitano a 30/35 km con inevitabili ricadute in primo luogo sulla flessibilità ed altri aspetti. Ma fare scelte basandosi su principi di efficacia (prima a chi risponde meglio alle esigenze) o solidarietà (prima a chi ha bisogno) è proprio senza senso?

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