«È mancata una presa di posizione chiara a tutela dell'immagine di Piacenza e dei giovani calciatori»

Pd, Liberi, Movimento 5 Stelle, Zanardi e Rabuffi sulla vicenda Pro Piacenza: «L’Amministrazione comunale poteva pressare e mediare»

Stefano Cavalli e Patrizia Barbieri

Il gruppo consiliare del Pd, di Liberi, il Movimento 5 Stelle, la consigliera del Gruppo Misto Gloria Zanardi e Luigi Rabuffi di Piacenza in Comune intervengono sulla vicenda Pro Piacenza e mandano un messaggio all’Amministrazione, in particolare al sindaco Patrizia Barbieri e all’assessore allo sport Stefano Cavalli.

«Invitiamo i fratelli Gatti ad essere più indulgenti per la dimenticanza del sindaco Barbieri verso la stupenda stagione che il Piacenza Calcio sta regalando a tifosi e città, culmine di un percorso virtuoso che dura ormai da anni e che è sempre stato contraddistinto da serietà sia nella gestione amministrativa sia sul campo. D’altronde le origini cremonesi del primo cittadino non giocano a favore di uno smisurato amore per i colori biancorossi. Vero è che sulle decisioni prettamente societarie e della Lega e Figc l'amministrazione non ha il potere di interferire in maniera diretta, tuttavia ci si aspettava almeno che la giunta si impegnasse a svolgere un ruolo maggiormente incisivo di intermediazione (ed anche di pressione), e soprattutto che si facesse sentire per smarcarsi da alcune situazioni, che hanno interessato il Pro Piacenza, a dire poco grottesche. Ciò anche alla luce del fatto che questa maggioranza si è dimostrata prontissima, in altre occasioni passate di difficoltà dello sport locale, a scagliarsi contro l’ignavia di una classe politica (avversaria) da rottamare.

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La farsa finale di Cuneo con il 20 a 0 rifilato a 6 ragazzini più un massaggiatore, mandati in campo allo sbaraglio da una dirigenza scellerata, poteva essere evitato o almeno condannato dal sindaco, che avrebbe dovuto picchiare i pugni sul tavolo ricordando a Pannella e soci che è il nome di Piacenza quello che viene portato in giro per i campi d’Italia. Meglio avrebbero fatto, sindaco e assessore, a riflettere più a fondo sul clamoroso danno d’immagine alla città, coperta di ridicolo sulla stampa, non solo sportiva, d’Europa e del Mondo (persino il New York Times!), per non parlare degli enormi pregiudizi al percorso di crescita sportiva di decine di ragazzi e delle loro famiglie hanno investito sogni, energie e denaro. Il tempo dirà a chi e in quale misura assegnare le responsabilità di quanto accaduto. Nel mentre riteniamo fondamentale anche spronare l'amministrazione a ragionare sul futuro dell'impianto sportivo della Besurica, utilizzato dal Pro Piacenza, che è sempre stato un punto di riferimento: sociale-sportivo ed educativo».

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