Elezioni a Castello, il Pd: «L’appoggio a Carlo Capelli è sul programma»

Il segretario provinciale Bisotti: «Decisione presa in autonoma dai dem di Castelsangiovanni. Scelta coraggiosa di entrare in un'alleanza con altre forze civiche sulla condivisione di precisi obiettivi programmatici»

Silvio Bisotti (Pd)

Dopo le polemiche delle ultime settimane sulle elezioni comunali del prossimo 26 maggio a Castelsangiovanni interviene la segreteria provinciale del Partito Democratico per bocca del segretario Silvio Bisotti. L'appoggio del Partito Democratico va così ufficialmente, stando alle parole di Bisotti, a Carlo Capelli, in passato già sindaco per il centrodestra. «Sono certo che tutti i cittadini di Castelsangiovanni – spiega Bisotti - dall'esito del prossimo appuntamento elettorale attendano progetti concreti che migliorino davvero la qualità della vita del loro comune. Per questo, pur in un percorso sofferto, l'autonoma decisione assunta dai rappresentanti castellani del mio partito credo voglia, con realismo politico, sostenere quella che appare l'unica proposta di cambiamento rappresentata dal progetto che vede candidato sindaco Carlo Capelli. Le condizioni per costruire un'alternativa autonoma all'amministrazione uscente infatti, nonostante generosi tentativi, non si sono dimostrate percorribili e unificanti.

Da qui la scelta responsabile e coraggiosa di entrare in un'alleanza con altre forze civiche improntata sul rispetto reciproco e sulla condivisione di precisi obiettivi programmatici. Sarà dunque fondamentale far percepire agli elettori con chiarezza come il Pd attraverso questa scelta avanzi una proposta fondata su un programma in grado di rimettere in gioco il ruolo di Castel San Giovanni con al centro il rilancio della città per il bene dei suoi cittadini ma anche valorizzandola nel contesto provinciale e regionale. Non per questo verranno meno i valori su cui il Pd si è fondato nella consapevolezza che, sul piano politico, il Pd è impegnato a costruire il suo ruolo e la sua organizzazione nel territorio secondo un percorso che va anche al di là delle elezioni amministrative. Altre opzioni improntate a nostalgici personalismi temo siano invece politicamente dannose, a rischio di irrilevanza e sicuramente non rappresentative di un vero cambiamento».

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