Interrogazione “fotocopia”, il Pd polemizza con Fd’I: «Concentriamoci sulla mafia più che sul gender»

Curiosa iniziativa del gruppo consiliare del Pd: imita l’interrogazione di Zanardi (Fd’I) sui libri gender nelle biblioteche per chiedere attenzione dopo il caso Caruso. «Abbiamo già riscontrato i danni di una certa cultura di destra che dissimula e fa benaltrismo»

I consiglieri comunali del Pd: Giulia Piroli, Christian Fiazza, Stefano Cugini e Giorgia Buscarini

L’INTERROGAZIONE DEL GRUPPO “PD”

La lotta alle infiltrazioni mafiose e contro ogni forma di associazione a delinquere è il retroterra culturale, giuridico e umano di ogni democrazia ed è sancita, tra gli altri, dall’art. 41, c. 1 e 2 della nostra Carta Costituzionale;

La solidarietà al mondo politico per le strumentalizzazioni e generalizzazioni non determina, allo stesso tempo, un sostegno alle affiliazioni mafiose di esponenti locali di partiti presenti in Parlamento, né tantomeno alla cultura mafiosa che vorrebbe diffondere tra i cittadini l’idea che ciascuno possa scegliere la propria identificazione nell’anti Stato, a prescindere da cosa la Legge dispone;

Da sempre il Partito Democratico, che rappresentiamo, insorge con fermezza di fronte a qualsivoglia tentativo di instillare, a tutti i costi, nelle coscienze dei cittadini, idee e concetti che vogliono alterare la serena visione dell’esistenza secondo Costituzione e soprattutto secondo etica e buonsenso naturali;

Abbiamo già riscontrato i danni che certa cultura (di destra) della dissimulazione e del benaltrismo ha provocato ai cittadini onesti, come recenti casi di cronaca testimoniano; Oggi più che mai bisogna alzare il livello di allerta contro questi attacchi quotidiani alla normalità dello sviluppo civico nel solco della legalità diffusa e occorre altissimo senso di responsabilità.

CONSIDERATO CHE

In alcuni comuni, anche dell’Emilia Romagna (tra cui Piacenza), si è riscontrato che sono stati inseriti nei ranghi delle amministrazioni pubbliche numerosi affiliati a cosche mafiose, ‘Ndrangheta in particolare, tutte dedite alla sistematica violazione della Legge, che raccontano storie di ricatti, estorsioni, intimidazioni, ecc…; Sfogliando le giustificazioni date da alcuni politici, presenti in certe amministrazioni pubbliche italiane, la percezione è che si voglia ridimensionare la gravità dei fatti occorsi e che si voglia diffondere un modello di creazione di anticorpi politico/istituzionale atipico;

Le amministrazioni comunali sono accessibili a tutti e al servizio di tutti e come tali, sia per correttezza politica sia per dovere istituzionale, non dovrebbero essere caratterizzate da forme di faziosità rispetto alla presa di coscienza in caso di possibili infiltrazioni mafiose;

A Piacenza era presente: Giuseppe Caruso, iscritto a Fratelli d’Italia (ora revocato), attualmente in regime di 41 bis, al tempo dei fatti Presidente del Consiglio comunale della città; al momento sono giunte segnalazioni, conferme e arresti in merito a quanto sopra: per questo, pur nell’imprescindibile opportunità di attendere i vari gradi di giudizio, si ritiene doveroso approntare una verifica al fine di evitare il ripetersi di circostanze come quelle sopra descritte.

Tutto ciò premesso, i consiglieri firmatari

CHIEDONO AL SINDACO E ALLA GIUNTA COMUNALE:

Se è già stata fatta una verifica in ordine agli atti e alle pratiche al vaglio/attenzione/ conoscenza dell’ex Presidente del Consiglio, specie in merito alla tutela e garanzia di legalità descritti in premessa; Nel caso, se non ancora fatta, se si intende effettuare una verifica e un controllo relativamente a quanto sopra; Se, nel caso in cui a seguito della verifica (o di nuove comunicazioni delle autorità competenti), si dovesse riscontrare la presenza di atteggiamenti orientati a promuovere cultura mafiosa et similia, intendono espungersi dal catalogo degli amministratori della città, a disposizione dei piacentini, dimettendosi per manifesta opportunità politica.

MOTIVO DELL’URGENZA: verificare quanto descritto nell’interrogazione per tutelare, in questo periodo culturale e sociale delicato, lo sviluppo della fiducia nei cittadini onesti, soggetti deboli a cui deve essere dedicata tutta l’attenzione possibile.

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