«La variante è una ferita, Roncaglia è stata già schiacciata dai poli di Le Mose e Caorso»

L’intervento del consigliere comunale di “Piacenza in Comune” Luigi Rabuffi sulla variante dell’area produttiva dei Dossi di Roncaglia: «Ecco riaprirsi la vertenza sulla logistica, ci si è dimenticati della salute dei cittadini»

Luigi Rabuffi (Pc in Comune)

«Dura la vita, a Roncaglia – riflette in una nota il consigliere comunale di “Piacenza in Comune” Luigi Rabuffi -. Non bastava l'alluvione del Nure a preoccupare, in questa stagione, chi ha vissuto sulla propria pelle la devastazione di un territorio sempre più cementificato e trascurato. Con danni alle cose, alle persone e soprattutto alle certezze. Con risarcimenti parziali e caritatevoli.  Non bastava il timore di perdere un importante presidio, quale è la Farmacia, trasformata in “armadio farmaceutico” (così ci ha preannunciato il presidente di Farmacie Comunali Piacentine, nell'audizione del 5 ottobre scorso) per far posto sulla Caorsana (è questa l'ipotesi) ad un'altra Farmacia, più attrattiva e redditizia.

Ecco riaprirsi la vertenza sulla logistica. Quella logistica che negli anni ha martoriato Roncaglia, schiacciata tra i due poli produttivi di Le Mose e di Caorso e fiancheggiata dall'autostrada di servizio, che convoglia centinaia di migliaia di camion all'anno nelle due aree logistiche. Attività capace di generare, nella comunità di Roncaglia, una piaga profonda che ancora oggi fatica a cicatrizzarsi per i tanti effetti collaterali associati (traffico, inquinamento, insicurezza, degrado) e soprattutto persistenti.

Ferita che oggi viene nuovamente lesa con l'approvazione, grazie alla delibera di Giunta Comunale n. 371/2018, di una Variante al PPIP "Ap12 Mandelli" che stravolge profondamente un  progetto iniziale nato oltre 10 anni fa, con altri obiettivi e finalità. Non più 49 lotti separati, bensì un macro/mega lotto di 76.170 mq. Con un appetibilità commerciale ed economica ben più consistente se paragonata alla proposta iniziale.

Ed è davvero incomprensibile questa scelta. Soprattutto considerando che l'Amministrazione che governa la nostra città, e con essa Roncaglia, ha deliberato al punto 2 del provvedimento di "Subordinare la stipula della convenzione urbanistica al pagamento in toto delle imposte comunali (IMU) arretrate dovute per l'area in oggetto, secondo quanto calcolato dall'Ufficio Entrate del Comune di Piacenza”.

E allora mi domando ? E' normale autorizzare una Variante, che di fatto è una miniera d'oro, a favore di un soggetto che sembrerebbe (così lascia intendere la delibera) avere un debito con il Comune per imposte arretrate non totalmente versate ? Penso di NO.  Penso che oltre a non essere normale non sia giusto nei confronti di tutti quei cittadini che pagano tempestivamente e compiutamente le tasse. Soprattutto quelli di Roncaglia.

Penso piuttosto che questa "omissione" avrebbe potuto mettere in discussione l'opportunità, da parte della Giunta comunale, di deliberare la Variante. Soprattutto conoscendo la contrarietà dei cittadini di Roncaglia a cui, naturalmente, sta più a cuore la propria salute (e quella dei propri figli) che non gli affari di altri.

E sì. Perché tra promesse non mantenute e scambi di accuse (è colpa dell'amministrazione Reggi 1, Reggi 2, Dosi, Barbieri, la Sinistra, la Destra, la stampa e persino Legambiente), si è perso di vista il nocciolo della questione, che è proprio la salute.

Quella di chi vive nell'inquinamento di un traffico pesante che sfrutta Roncaglia come scorciatoia per raggiungere i poli logistici, risparmiando un tratto di autostrada e diversi quattrini. Quella di chi rischia la vita ogni qualvolta deve transitare da una parte all'altra della strada. Di chi non può aprire le finestre per l'inquinamento acustico. Di chi non può passeggiare o usare la bicicletta per le condizioni infime del manto stradale. Di chi ama i propri figli e vorrebbe vederli crescere sani.

Per tutto questo “Piacenza in Comune” sta dalla parte dei cittadini di Roncaglia. Facciamo in modo, tutti insieme, che Ap12 Mandelli sia l'inizio di un nuovo film a lieto fine e non l'ennesimo episodio di un film catastrofico dal finale drammatico. Anche perché di questi film, purtroppo, ne abbiamo visti anche troppi».

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