Scarpa: «Manca una visione strategica sull’urbanistica»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Appare sempre più evidente, anche grazie agli interventi di esponenti del Consiglio comunale, oltre ad alcuni interventi riportati dalla stampa locale di esterni al Comune, che esiste una forte incapacità a coordinare tutti i piani e progetti che interessano l’urbanistica cittadina. Soprattutto perché manca una visione strategica, una pianificazione di lungo periodo e una analisi corretta e concreta dei costi-benefici economici e non economici che gravano sui cittadini.

In un colpo solo Piacenza, città non capace e non pronta a gestire e sviluppare tutte le aree militari ereditate - aree difficili già esistenti da 30 anni - si trova di fronte a 9 operazioni di sviluppo e rinnovo urbanistico, oltre a 3 pesanti situazioni logistiche-impattanti come: ospedale nuovo, aree ex Camuzzi, Terrepadane che da sola vale quasi 1/3 di tutta l’area urbana. Tutte queste operazioni interessano un’area enorme.

Occorre capire che interventi del genere, giusti o sbagliati che siano, necessitano di una strategia e di una visione perché vanno a modificare ambiti, equilibri, viabilità, usi, valori esistenti. Non è che un progetto “smart city” lanciato on-line dal vice sindaco sia sufficiente, anzi: ricordiamo che l’assessore del comune di Firenze ha lanciato, recentemente, forte di una esperienza diretta, un “avviso ai naviganti” con l’elenco delle enormi difficoltà connesse. Seppure il medesimo assessore abbia comunicato, con un lavoro, porta-porta, quartiere-quartiere, associazione-associazione durato 3 anni, l’impatto di tale progetto. Crediamo proprio che qualche telefonata, qualche sit-in in ufficio comunale e 2-3 incontri non siano sufficienti. Intendiamo tenere tutto sotto massimo controllo, daremo di volta in volta l’appoggio o non in base alla massima trasparenza e all’iter adottato, condividendo totalmente le osservazioni espresse dal gruppo liberale che siede in maggioranza del Consiglio comunale.

Salvo nuova documentazione, fin d’ora, viste tutte le carte, bocciamo tutte e tre le proposte delle aree ex Camuzzi essendo pronti, da subito, a partecipare ad un confronto pubblico con una nostra documentazione specifica e oggettiva proprio su tali aree. 

Per quanto riguarda l’area dell’Ospedale Nuovo, al di là di condividere ipotesi molto diverse e alternative dettate da molto buonsenso e scartate a priori, siamo anche qui contrari all’area scelta in quanto la proposta è viziata dal mancato accordo pubblico sull’utilizzo delle aree militari di cui non si sente più palare. Pertanto, finché tutte le carte pubbliche non saranno a posto al 100% - e al momento non ci pare sia così - dichiareremo sempre la nostra contrarietà. L’unica operazione urbanistica di ampio respiro che ci appare fattibile, al momento e dopo gli adeguamenti apportati, è la progettualità dell’area ex CAP (Terrepadane) purché vista in termini urbanistici e sociali».

Federico Scarpa, associazione dei Liberal-Labour Socialisti Piacentini

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