Tagliaferri: «Riapra il Parlamento, rischio deriva autoritaria». Bisotti: «Non è tempo di polemiche»

Il consigliere regionale di Fd’I. «A Roma come a Bologna, se gli attuali governanti non ne sono capaci, si attivino esecutivi di emergenza». Il segretario dem: «La politica non intralci il lavoro dei sindaci e delle istituzioni»

Giancarlo Tagliaferri e Silvio Bisotti

«Ormai non c’è bisogno di altre conferme. Il governo Conte non è stato capace di gestire l’emergenza sanitaria fin dall’inizio e sta provocando danni inimmaginabili all’economia, facendo precipitare l’Italia in una crisi globale, se possibile ancora più temibile di quella sanitaria. Conte & company vanno avanti senza ascoltare le forze di opposizioni e le categorie economiche, con la tipica boria dei ‘parvenu’ della politica». Non ci va giù leggero il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, che interviene duramente contro il Governo nazionale e la Giunta regionale. «Il pericolo di una serpeggiante deriva autoritaria – rileva Tagliaferri - sta emergendo nel fragoroso silenzio della sinistra e di altri vertici dello Stato, a cui dobbiamo ricordare che l’Italia è una democrazia parlamentare e che decisioni assunte a Roma in stato di emergenza devono comunque essere legittimate da percorsi istituzionali e da una maggiore condivisione. Anche sul fronte sanitario il cosiddetto ‘modello Italia’, visti i troppi tentennamenti e il pressapochismo del Governo, non ha dato i risultati sperati. Bene ha fatto, a livello locale, il sindaco di Piacenza a prevedere una campagna generalizzata di esami attraverso i tamponi, cominciando dai casi sospetti. Era certamente questo il metodo migliore da applicare ovunque, anche solo a campioni significativi di popolazione, per capire quale fosse l’effettiva portata del contagio e obbligare all’isolamento solo chi era contagiato. Ma neppure la Regione Emilia-Romagna ha pensato di seguire questa strada di buon senso. Il presidente Stefano Bonaccini, seguendo l’esempio di Conte, ha emesso ordinanze senza tenere in alcun conto i problemi reali delle persone e delle attività. E oggi intere categorie di lavoratori, professionisti, imprenditori, partite IVA sono in ginocchio. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha dichiarato che si prevede la chiusura del 70 per cento del tessuto produttivo. Ciascuno di noi può immaginare cosa significhino questi dati. E a fronte di queste prospettive, Conte produce decreti incomprensibili, confusi e senza una logica. Raccolgo una segnalazione fra tutte. Quella dei veterinari la cui attività lavorativa è caduta dell’80 per cento, secondo il presidente dell’Ordine di Bologna, mentre persone irresponsabili abbandonano cani da compagnia, pur essendo appurato che gli animali non trasmettono assolutamente il virus. Serve un’inversione delle politiche portate avanti fino ad oggi, sul fronte sanitario, come su quello economico. Politiche più chiare e condivise e comunicate con trasparenza nei luoghi deputati. A Roma come a Bologna. Se gli attuali governanti non ne sono capaci, si attivino esecutivi di emergenza. E, da subito, ritorni pienamente operativo il Parlamento».

BISOTTI (PD): «LA POLITICA NON INTRALCI IL LAVORO DEI SINDACI E DELLE ISTITUZIONI»

«Oggi più che mai – gli risponde a distanza il segretario provinciale del Partito Democratico Silvio Bisotti - riteniamo che l’unica strada per portare in salvo la nostra gente dall’epidemia del Covid19 e, poi, dai problemi immani che seguiranno, sia quella di tenere alta l’unità d’azione di tutto il fronte istituzionale. Grazie a questo senso di responsabilità e ad un eroico senso del dovere di chi, a vari livelli, si è trovato a fronteggiare una crisi mai vista, il Paese sta seguendo con altrettanto senso di responsabilità. Per queste ragioni leggere le parole di un esponente di primo piano di una forza politica, quale è il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri fa rabbrividire. Le sue parole, che brandisce come una mazza, ancorché indirizzate, nelle sue intenzioni, a chi politicamente è lontano dalle sue idee, offendono in realtà tutti i Sindaci e gli amministratori che in modo corale, accantonando differenze politiche, anche rimettendoci la salute e purtroppo anche la vita, lavorano giorno e notte per dare risposte, prendere decisioni difficili, uniti nell’unica vera priorità che è quella di garantire ai propri cittadini un sistema sanitario funzionante. Offendono, le parole di Tagliaferri, non già questo o quel politico, ma le migliaia di operatori della sanità, che giorno e notte con fatica immane, sono sulla linea del fronte. Offendono le migliaia di cittadini che organizzati nel volontariato, ma anche singolarmente, si adoperano per contribuire a tenere alto il senso di comunità offrendo aiuto e servizi. Giancarlo Tagliaferri perde tempo prezioso a scrivere parole inutili e dannose. Tempo prezioso per altri che stanno lavorando senza sosta, tempo che potrebbe dedicare utilmente in altro modo, magari facendo proposte concrete e praticabili come dovrebbe fare un'opposizione seria e consapevole. Oggi è il momento della massima coesione. Il tempo delle valutazioni, dei bilanci e delle polemiche verrà ma non ora, il Paese tutto non se lo merita e nemmeno Piacenza».

TAGLIAFERRI: «IL PD NON NASCONDA LE PROPRIE RESPONSABILITA’»

«Il senso di responsabilità dovrebbe mostrarlo il Pd. Non si replica alle valutazioni obiettive del sottoscritto con esortazioni strumentali a una ‘coesione’ che il partito di Stefano Bonaccini e Nicola Zingaretti ha sempre escluso a priori. Siamo una democrazia liberale, siamo cittadini detentori di diritti, eppure il Governo Conte, di cui il PD è azionista, ci sta imponendo decisioni che sbandano in scivolosi percorsi autoritari, senza coinvolgere una parte significativa del Paese». Inizia così la replica del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, al segretario locale del Pd. «Noi siamo sempre stati convinti che l’emergenza sanitaria e la conseguente, inevitabile, crisi economica avrebbero dovuto essere affrontate fin da subito con unità di intenti e con iniziative diverse da quelle assunte. L’abbiamo ripetutamente dichiarato, purtroppo inascoltati. Non dimentichiamo che chi ha sottovalutato la portata dell’epidemia con l’apericena ai Navigli è stato il leader piddino Zingaretti. Lo stesso che, nei fatti, è stato sbugiardato dai tragici eventi successivi. Lo stesso che sta consentendo all’esecutivo Conte di gestire pessimamente la crisi sanitaria e l’emergenza economica. Una situazione eccezionale come quella che stiamo vivendo avrebbe presupposto un Governo di unità nazionale, con l’apporto di tutte le maggiori forze politiche. Ma Pd e M5s, deboli e litigiosi, lo hanno escluso, optando per una miope autoreferenzialità. Produrre decreti incomprensibili e inapplicabili, senza prevedere forti iniezioni di risorse per salvare l’economia italiana e i lavoratori è da irresponsabili. Se il PD vuole nascondere questa verità e le proprie responsabilità, lo faccia. Ma non esortandoci a essere complici, con il nostro silenzio. La crisi sanitaria passerà. La crisi economica durerà molto più a lungo e forse sarà irreversibile, grazie al Pd e al M5s. Le ricette per superarla ci sarebbero, ma il centrodestra trova solo porte chiuse di fronte alle proprie proposte. Sarebbe questa la ‘coesione’ chiesta da Silvio Bisotti? O si tratta del solito tentativo del Pd di imbavagliare chi non si adegua?».

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