La maggioranza è convinta: «I rivi urbani sono di competenza del Comune»

Passa in Consiglio la proposta di delibera sulla proprietà e gestione dei rivi urbani di Piacenza, nonostante il parere contrario di tutti i dirigenti dell’ente. Le minoranze non partecipano al voto: «Poche certezze». Il sindaco: «Siamo dalla parte giusta»

uno dei rivi urbani sotto la città di Piacenza

I rivi urbani che scorrono sotto la città di Piacenza sono di proprietà e di competenza del Comune, anche se non la pensano così tutti i dirigenti e tecnici dell’ente. Lo ha stabilito il Consiglio comunale, che ha approvato a maggioranza (Fd’I-Lega-Forza Italia-Liberali, senza il Gruppo Misto di Giardino e Zanardi) la proposta di delibera fortemente voluta da Tommaso Foti di Fratelli d’Italia, battaglia portata in aula ma condotta anche fuori (da Confedilizia, l’associazione dei proprietari di case). La questione si protrae da tempo, tanto che nel 2016 Fd’i – allora all’opposizione – aveva avanzato la medesima proposta, poi sospesa dal Consiglio. Sebbene ci siano sei Consiglio-2-3pareri dei dirigenti del Comune contrari, il centrodestra, stavolta in maggioranza in Consiglio, ha tirato dritto e portato a casa la proposta. Non hanno votato Giardino e Zanardi (Misto), Trespidi (Liberi), Dagnino e Pugni (5 Stelle), mentre si sono assentati al voto Rabuffi (Piacenza in Comune) e tutto il gruppo del Pd. Per i proponenti i rivi urbani, un tempo usati come fognature, sono di competenza dell’ente, che si deve far carico delle spese di manutenzione al posto dei privati proprietari degli immobili in superficie, ritenuti invece attualmente dagli uffici come i responsabili della gestione.

LEVONI (LIBERALI): «I DIRIGENTI COME PONZIO PILATO»

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Il primo a dare vita al dibattito è stato Antonio Levoni (Liberali Piacentini). I rivi hanno svolto il loro servizio Antonio Levoni-4fino a pochi anni fa. Se sono stati creati per convogliare acque scure e chiare in città, sono nati prima loro o le costruzioni del centro storico? È evidente che c’erano primi i rivi e poi sopra hanno realizzato gli edifici. E poi già nel 2016 si era deliberato in Consiglio su questo tema, quindi non è corretto dire che non è competenza dei consiglieri decidere sulla questione». Levoni ha poi contestato l’atteggiamento dei tecnici. «I pareri dei nostri dirigenti ricordano Ponzio Pilato, nessuno di loro prende posizione e affronta il tema, motivando perché non sarebbero di proprietà pubblica. Togliendo il Consorzio dei rivi che si occupava di questi, i soldi rimasti per quella funzione furono incamerati proprio dal Comune di Piacenza, che delegò l’azienda Asm (predecessore di Tesa, Enia ed Iren, nda) della loro manutenzione. Come mai dal 1996 non si sa più nulla dei rivi? È dal 1928 che sono sotto la responsabilità pubblica, è un dato di fatto. E dal 2016 a oggi i nostri dirigenti comunali non si sono più occupati dei rivi, invece che contattare Iren per farli pulire e manutenere. Se manca l’elenco aggiornato di questi, ci si preoccupi di realizzarlo, ognuno faccia la sua parte».

 

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