Anticaglie

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Una malattia contagiosa

È questa una malattia contagiosa che si sta diffondendo da un po’ di tempo. Preciso subito che non si riferisce al Covid-19. Ma trattasi comunque di un morbo che agisce più sulla sfera mentale che sul corpo. Per ora sembra che non ci sia rimedio. Nulla valgono i vaccini e nemmeno altri farmaci. Ma il fenomeno si sta allargando soprattutto fra la gente che legge i giornali e segue, anzi seguiva, le varie trasmissioni televisive che se non cadono nel trash di argomenti di intrattenimento, spesso piuttosto banali o stupidi, lo fanno ugualmente quando parlano di politica. Anzi oggi quasi tutto è un rifiorire di dibattiti e interviste di uomini politici. Ecco allora che si dimostra la prima condizione di questa malattia. Trattasi di una irritazione non sempre consapevole, ma che progressivamente entra nelle coscienze dopo averle inizialmente circuite con argomenti apparentemente interessanti.  Va aggiunto che questo tranello mentale è stato preparato dai media e dura fin tanto sopraggiunge la malattia. Prima sotto forma di una indigestione di notizie che cominciano a mettere a dura prova l’attenzione. Poi subentra una condizione di stanchezza, quasi di noia, causa il troppo sentire senza spesso capire. Quindi si arriva al terzo stadio, caratterizzato da un bisogno di silenzio. Di disinteressarti di quello che ti propongono come interessante, ma che invece è solo una continua ripetizione delle stesse notizie cui l’interesse è venuto meno già da troppo tempo. A questo punto il quarto stadio è pronto a subentrare, attraverso una pazienza che si è ormai esaurita. Subentra allora l’irritazione che si concentra in un pulsante. Accendere o spegnere l’elettrodomestico di casa, che ormai non è più una scelta. Si spegne a basta la tv, oppure si cambia canale. L’irritazione cui prima accennavo diventa l’espressione vera della malattia. Trattasi di una allergia che costituisce la naturale conseguenza dell’irritazione. Ormai non ne puoi più di sentire ripetutamente le stesse cose, indipendentemente dai diversi orientamenti politici. Infatti una cosa le accumuna. Che ogni discorso ed ogni proposta è sbandierata  per il bene del paese. Ecco allora il punto che causa l’allergia: la consapevolezza del mentire. Ed il mezzo che diventa il fine è la famosa poltrona. Nessuno se ne vuole staccare. La poltrona  affascina la vanità con la visibilità attraverso  i media e  poi  rende  anche e soprattutto dal punto di vista economico. L’abbiamo sempre sospettato per la verità, ma ora dopo ripetute e continue dimostrazioni  di invitati ed aficionados del video, ne abbiamo conferma.   Così per non dover abbandonare allora la poltrona,  si preferisce cambiare il linguaggio. La rottamazione di un tempo si è trasformata in conservazione ed apertura  verso nuove alleanze che prima erano viste come il fumo negli occhi. I vecchi traditori o voltagabbana sono diventati  responsabili o addirittura costruttori di non so che cosa. Se non fosse  per tenere in piedi quell’ edificio parlamentare che se distrutto porterebbe all’inevitabile giudizio   del popolo contagiato.  E mi riferisco alle elezioni che ognuno a parole sostiene, ma che sempre per il bene del paese non si possono fare. Ogni causa è buona e una emergenza per non rischiare col voto popolare di modificare il patrimonio di rendita dei nostri parlamentari, la si trova sempre. La pandemia oggi e la  crisi economica di ieri, oggi e domani sono occasioni da non lasciare  perdere, perchè una elezione di gente  sempre più affetta da allergia, potrebbe sparigliare le carte. Infatti la democrazia a parole nessuno la contesta, ma se è per il bene del paese è tutta un’altra cosa. E su questo i nostri parlamentari soprattutto quelli di maggioranza non hanno dubbi. Infatti assistiamo a due schieramenti contrapposti. Da una parte i filantropi, gli europeisti, gli antifa, i vecchi rottamatori oggi diventati riciclatori, i vaffan… e tutti i movimenti pro gender libero secondo i gusti, dall’altra i biechi sovranisti con sospetto di razzismo per essere anti migranti e perfino un po’ guerrafondai. Ma non è tutto. La cultura del popolo si è trasformata in cultura al popolo. Una intelligenza (non ancora artificiale), ma collettiva,  decreta i valori in campo e quindi i disvalori da combattere nella società. E sono i social media a decretare questi valori o disvalori. Chi si adatta può usufruire della comunicazione multimediale e quindi della agognata visibilità, chi si oppone viene censurato che con un termine, oggi di moda, si dice bannato.  L’egemonia dei social, trasforma la sua natura e  diventa  un fatto etico.  Distinguendo e separando da una parte i buoni, dall’altro i cattivi. Gli antichi valori morali oggi trasformati in  mezzi di comunicazione di massa,  indotti e selezionati dai grandi social sulla base di interessi di casta, rispettano solo esigenze economiche. Poichè l’unico valore  esistente è  l’economia, le antiche ideologie si sono perse nel politically correct dell’establishment mondiale, manovrato dai poteri, neanche tanto occulti,  dei social. Il risultato è il cambiamento della società e di conseguenza della politica. La mancanza di valori morali, oggi diventati  solo economici, autorizza ognuno a vantare propri diritti, in base a singole esigenze. L’egoismo dilaga come conseguenza. Un nuovo razzismo si sta costituendo.  Ed è quello peggiore. Che rivestendosi di  valore etico, non può essere contestato. Ma ritorniamo alla politica di casa nostra che ha capito dove bisogna andare a parare  per dare un’impronta etica a qualsiasi comportamento.  E trattasi- lo ripeto- , di diventare buoni onde assumere ogni iniziativa per il bene del paese. Un mantra questo che ce lo portiamo addietro da ormai troppo tempo, al punto che ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Ma anche l’abitudine stanca. L’uomo accetta, ma non sempre subisce se si accorge che la politica, quando è solo parolaia, crea nei fatti condizioni di privilegio nei confronti della casta di appartenenza, mentre disagio economico  presso il popolo. considerato sempre e solo bue . Al potere dei global e degli apparati con in aggiunta  le categorie degli intellettuali e di buona parte dei magistrati, sembra paradossalmente che la soluzione  sia la presenza  di questa nuova malattia. Per intenderci di una  allergia verso il cosiddetto e sbandierato bene comune. Non si può prevedere dove questa malattia ci porterà. Potrebbe avere in sé il rischio di  voler rottamare tutto. Ma sapendo cosa ha combinato la precedente rottamazione trattasi di un rischio insignificante. Se però ci portasse verso una democrazia di popolo e non di casta come è quella attuale, attraverso libere elezioni, sperando che siano ancora libere nonostante l’influenza dei social, ebbene questa malattia più che malati,  potrebbe portare invece  molte persone alla guarigione.  In questo modo l’eterogenesi dei fini sec. Del Noce potrebbe diventare un evento reale e positivo. Sempre e solo social permettendo.

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Commenti (3)

  • a voler essere precisi, secondo il reale significato delle parole, una vera democrazia non è mai esistita e non esisterà mai. Se ci fosse un popolo di dei, esso potrebbe governarsi democraticamente, però un governo così perfetto non mi sembra essere adatto agli uomini

  • Ormai sto convincendomi che la democrazia è la forma migliore di governo (anzi, la meno imperfetta) non tanto perché lo è "tecnicamente" ma perché viene accettata più facilmente dai cittadini. Fatto sta che oggi mi sembra che nelle democrazie proceda ed emerga più facilmente la parte di gente moralmente meno "nobile", meno etica. Il "miserabile" prevale sul "buono". Credo che, almeno i popoli occidentali, stiano procedendo verso una "civiltà" di livello sempre più basso:una decadenza di valori a tutti gli effetti. Non mi sembra un problema di elezioni. Il marcio non è solo... in Danimarca ma ovunque. Nei nostri figli ma ancor più nei nostri nipoti la speranza di una inversione di rotta.

  • Credo di vivere in una confusione totale, anche grazie all'eccesso di comunicazioni, che ricorda il mito biblico della Torre di Babele. Viviamo in democrazia, parola che riempie la bocca e non il portafoglio, senza regole o con regole imposte dal Padrone di turno (USA e UE).

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