Libri piacentini

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“Alessio Tramello architetto di Piacenza 1470-1529”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

ALESSIO TRAMELLO ARCHITETTO DI PIACENZA 1470-1529

A cura di Valeria Poli 
Pagine: 156 
Formato cm 17 x 24
Editore L.I.R. Piacenza 
Anno edizione: 2018
Prezzo euro 16 

In copertina: presunto ritratto di Tramello, Piacenza, Santa Maria di Campagna, Pordenone, cappella di santa Caterina, Disputa di S. Caterina, (1530-1532), particolare.  

Lo studio si propone di offrire una visione ampia e articolata dell’architetto piacentino, alla luce degli studi più recenti, superando una limitata ottica provinciale, per fornire un contributo alla conoscenza di uno dei grandi professionisti del passato, sfatando una serie di luoghi comuni che ancora perdurano nella pubblicistica locale, che ha meritato di essere inserito nel catalogo delle biografie artistiche Electa nel 1998. 
La scelta di occuparsi della produzione architettonica di Alessio Tramello, ha determinato la necessità di prendere le mosse dalla fortuna storiografica del periodo della sua attività. Prioritariamente è stato necessario superare i giudizi negativi che la storiografia, tra XIX e XX secolo, aveva espresso sulla produzione delle rinascenze regionali privilegiando, invece, una costruzione unitaria ed univoca del Rinascimento italiano. 
L’assegnazione della fabbriche tramelliane all’attività di Bramante, trova spiegazione nei debiti culturali contratti con il professionista urbinate attivo nella capitale del ducato.  Per la formazione bramantesca di Alessio Tramello, allo stato attuale delle conoscenze, potrebbe non essere stato necessario il trasferimento nella città lombarda alla luce della presenza di professionisti e maestranze prevenienti da Milano come Lazzaro Palazzi, Giovanni Battagio da Lodi e alcuni professionisti della famiglia Solari, ma anche delle botteghe di lapicidi lombardi. 
Solo a partire dal 1908, in seguito alla pubblicazione curata da padre Andrea Corna degli accordi per la costruzione della chiesa di S.  Maria di Campagna (3 aprile 1522), si ha la certezza documentaria della paternità di tale cantiere al "mastro Alesio Tramelo architecto de Piasenza". Seguono, grazie a precise indagini documentarie, l’identificazione della paternità del complesso di S. Sepolcro e della chiesa di S. Sisto oltre ad una serie di attribuzioni di edifici civili. 
L’assegnazione, tra XIX e XX secolo, della fabbriche tramelliane all’attività di Donato Bramante, trova spiegazione nei debiti culturali contratti con il professionista urbinate attivo nella capitale del ducato. Bruno Adorni, nella monografia edita da Electa nel 1998, ipotizza la presenza di Tramello a Milano, nel 1497 o nel 1498, in occasione della quale avrebbe avuto un contatto diretto con Bramante come risulta evidente in una serie di scelte tipologico- stilistiche adottate nelle sue fabbriche piacentine. 
Ricostruita la vicenda biografica e professionale, l’attenzione storiografica si è spostata sulla necessità di ricostruirne il catalogo, ma soprattutto di identificare il contributo fornito nell’ambito del dibattito tipologico-stilistico a livello nazionale. Particolare attenzione è riservata alla formazione professionale e alla ricostruzione dei suoi debiti culturali, riconosciuti nell’opera di Bramante, che hanno determinato una assegnazione all’urbinate delle fabbriche tramelliane fino alle prime indagini documentarie. Alle fabbriche religiose (S. Sisto, S. Sepolcro e S. Maria di Campagna) sono dedicate schede monografiche arricchite da un apparato grafico (Pietro Gazzola) e fotografico (Giulio Milani).

Il volume è stato presentato, nella chiesa di S. Maria di Campagna mercoledì 16 maggio, nell’ambito delle iniziative collaterali alla Salita al Pordenone organizzate dalla Banca di Piacenza.

ALESSIO TRAMELLO nasce a Mottaziana intorno all'anno 1470 e muore a Piacenza nel gennaio 1529 dopo aver ottenuto, nel 1527, l’esenzione dalle tasse per meriti artistici. Alessio abita nella parrocchia di S. Andrea in Borgo, che si trovava all’inizio di via Campagna, dove muore. Sarebbe stato, secondo padre Andrea Corna, sepolto in Santa Maria di Campagna come ricorda la lapide presso il pilastro della cappella della Natività o dei Magi. Come ricordato da una planimetria riprodotta in mostra, la tomba della sua famiglia è identificabile nel n. 80 inciso nella pavimentazione.

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