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Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"Bergonzi"

La nostra sezione Cultura dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

Frammenti di storia di Ferriere resi attraverso lo specchio domestico delle famiglie Bergonzi.

“Bergonzi”

Autore Mario Oppizzi

Pag. 234 –  Ristampa ampliata della prima edizione  (febb. 2016)

Pubblicazione numerata fuori commercio; consultabile presso l’autore.

Spaccati di storia del territorio di Ferriere dai primi decenni dell’ottocento agli anni Trenta del secolo scorso raccontati attraverso parti di un copioso fondo documentale riguardante la famiglia Bergonzi, un gruppo familiare che tanta parte ha avuto nella vita pubblica dell’antico borgo minerario dell’alta val Nure. La preziosa testimonianza storica si trova in questo libro, curato dal rag. Mario Oppizzi.

La documentazione è circostanziata sino a formare una specie di lente d’ingrandimento sul territorio permettendo di costruire episodi di storia ferrierese attraverso lo specchio domestico di una famiglia. Si tratta di un lavoro certosino e paziente animato da grande passione che attraverso i nomi e i volti porta un ulteriore prezioso tassello alla memoria storica della comunità locale.

L’AUTORE: Mario Oppizzi è nato a Bobbio. Già vice direttore della Banca di Piacenza con specifica responsabilità della Divisione controlli, vive tra Piacenza e Ferriere dove non perde mai di vista tutto ciò che è legato a questo territorio al quale il libro apporta un rilevante contributo di conoscenze storiche.

La scelta della dinastia dei Bergonzi piuttosto che di altre famiglie, non è casuale, ma è nata dall’opportunità avuta dall’autore del libro di consultare un fondo documentale conservato dalle ultime discendenti di una di queste famiglie, raccolto e riordinato dagli ultimi eredi e comprendenti atti notarili,  altri documenti, fotografie e cartoline d’epoca. Partendo dal corposo faldone riguardante una divisione di beni, Oppizzi ha via via allargato la ricognizione degli atti legati alle discendenze del capostipite Bergonzi del quale ha seguito le linee genealogiche discendenti, completate con ricerche e riscontri all’Archivio di Stato e Notarile di Piacenza, in quelli del Comune, delle Parrocchie e di archivi privati.

IL LIBRO

Il volume è  importante perché i documenti trascritti o richiamati inquadrano le famiglie nel contesto socio-economico in cui erano inserite e contribuiscono a disegnare il complesso mosaico del territorio, riportando alla memoria  vicende e  documenti  ricavati dall’archivio delle ultime discendenti della Famiglia Bergonzi, e, in minor misura, dallo Stato d’anime di alcune parrocchie

Sfogliando le pagine si ha notizia dell’Oratorio ducale, della serie di bollettini parrocchiali, del  foro boario, del  disastro  alla miniera di Canneto (dicembre, 1881) evidenziato  in copertina anche dalla rivista nazionale “Carabiniere”. Riferimenti  sulla foresta del Monte Penna, sulla costituzione del corpo bandistico, e ancora: la festa delle fragole,  la suddivisione del territorio in Vicariati con le relative popolazioni negli anni 1926 e 1928,  gli  unguenti miracolosi, una serie di ricette di preparazioni di alimenti contenuti nel “Ricettario delle ragazze di Ferriere”; l’elenco dei notai che sin dal 1582 erano presenti o comunque certificano atti a Ferriere, Gambaro, Grondone e Centenaro e molte altre notizie. Notevole l’apparato fotografico proveniente dalla collezione Fosca Lavezzi e dalle famiglie Bergonzi che comprende le immagini-documento che, per gentile concessione, pubblichiamo.

Ferriere si sviluppa come borgo minerario nel 1400, quando già l’estrazione del ferro era praticata nei territori limitrofi di Casaldonato, Canneto, Cassano, Centenaro. Il borgo nasce con il nome “Reate” (presto dimenticato) come centro minerario e fino agli inizi del XIX secolo fa parte del Comune di Gambaro. Il capitano Antonio Boccia nel suo libro “Viaggio ai monti di Piacenza, 1805” annota che l’abitato “non ha che quindici fuochi, la maggior parte abitati dagli inservienti della fabbrica del ferro”. Tra questi il satellizio (guardia) che sulla base dei documenti consultati da Oppizzi sarebbe Giovanni Bergonzi, nato nel luglio 1757 da Francesco e Francesca Schiavi, sposato nel 1785 a Luigia Conti e morto il 25 marzo 1813. Questo Giovanni con buona ragionevolezza sarebbe il capostipite della casata i cui figli, nipoti e pronipoti, sarebbero diventati ramai, osti, mugnai e simili, detenendo il monopolio pressoché esclusivo delle attività commerciali locali sino alla metà del secolo scorso.

Beneficiari dei beni  dei capostipiti coniugi Bergonzi furono:

- Francesco Giovanni Angelo (luglio 1786 – settembre 1862) indicato primo sindaco e primo Podestà di Ferriere, sposato nel 1809 a Rosa Labati,

- Ferdinando Carlo Luigi (aprile 1792 – giugno 1818), sposato a Giulia Cella,

- Giovanni Mattia (Febbraio 1798 – settembre 1874).

Un quarto figlio di Giovanni e Francesca, Giuseppe (n. nel marzo 1802) sposato a Maria Angelica Bianchi, si era traferito Sariano e non avrà quindi discendenti ferrieresi.

Le famiglie Bergonzi di Ferriere derivano quindi tutte dai tre figli del capostipite Giovanni le cui discendenze sono elencate nel libro sino alle nascite degli anni Trenta secolo scorso.

Nelle immagini:

Una panoramica  del capoluogo datata 1911, l’Oratorio ducale abbattuto nel 1955, il Palazzo del Comune demolito nel 1981, il Castello di Gambaro in una fotografia pre anni Quaranta.

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