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Libri piacentini

Opinioni

Libri piacentini

A cura di Renato Passerini

"Memorie"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale e i racconti degli amici lettori

MEMORIE

Autore Emanuele Bergonzi

Editore Lir edizioni

Formato cm 14,5 x 20,5

Pagine 106

Anno edizione 2022

Prezzo di copertina euro 12

I proventi dalla vendita sono donati alla Casa di Iris.

La sala convegni della ex chiesetta San Giuseppe di Via Pietro Bubba, ha ospitato nel pomeriggio del giorno 25 aprile la presentazione di Gaetano Rizzuto - in dialogo con l’autore ed i suoi pronipoti - del libro-diario “Memorie” di Emanuele Bergonzi. La data non è casuale perché le oltre cento pagine della narrazione hanno anche il valore di documento facendo rivivere episodi collegati alla nascita della Resistenza partigiana che trasmettono il grande valore della libertà per la quale si sono battuti sulle nostre montagne tanti giovani.

LA PREFAZIONE DI GAETANO RIZZUTO

Emanuele ci racconta, dopo quasi 80 anni, sul filo dei ricordi, con straordinari dettagli, quell’esperienza vissuta con la sua famiglia sulle colline piacentine e ci fa rivivere, partendo dalla frazione di Servota, a Groppovisdomo, nel Comune di Gropparello, l’Italia di quei mesi, dal 25 luglio con la caduta di Mussolini all’8 Settembre con la fuga del Re, dalla nascita della Resistenza alle terribili retate dei nazi-fascisti, dalla dittatura alla rivolta e alla liberazione. Tutto partendo dalla sua famiglia, dalla sua scuola, dal suo paese.

Sono 100 pagine di ricordi, luoghi, fatti, piccoli personaggi, di foto inedite in bianco e nero, di forti emozioni ancora oggi vivissime.

Emanuele, nel 43 era solo un bambino, sensibile e attento. Oggi è un pensionato impegnato in diverse associazioni, soprattutto nell’ANPI. E’ sempre curioso e pronto a testimoniare quella sua esperienza per lasciarla in eredità ai ragazzi del nostro tempo.

“Memorie” è un viaggio alle radici che inizia in quell’estate del 1943: un viaggio nella memoria, mai interrotto, sempre alla ricerca del bene più prezioso, la libertà.

In queste “Memorie” c’è la storia della famiglia Bergonzi (una famiglia molto numerosa, 8 figli, sei maschi e due femmine), di mamma Rosa e di papà Giuseppe, dei fratelli, del nonno, del postino Giovanni che portava le lettere dal fronte. C’è la vita quotidiana in montagna, la vigna, la casa e la cascina.

Ci sono immagini molto belle, in bianco e nero, della famiglia e dei luoghi della Val Chero dal castello di Gropparello ai pozzi di petrolio di Montechino, da Castellana a Obolo, a Sariano.

Intenso il racconto sul Natale dei bambini del 1943, quei dolci fritti, i “tortelli”, fatti con le castagne, mentre i partigiani scendevano di notte rischiando di essere visti dai nazisti. C’è la messa di mezzanotte con Emanuele chierichetto.

Il libro-diario si chiude con un interrogativo che fa ancora oggi discutere.

Grazie, Emanuele, per questa bella lezione di libertà che ci hai donato ottant’anni dopo. Un pezzo della tua vita, ricostruita con nomi, date, schede, luoghi, incontri...

L’AUTORE.

Emanuele Bergonzi, classe 1935, vive a Piacenza, scrive coinvolgenti e interessanti racconti e storie legati alla sua vita, vicende personali che però coinvolgono il lettore per le curiosità e le annotazioni di costume e sociali. Da sempre legato al mondo dei partigiani e della Resistenza è membro dell’A.N.P.I. e ha partecipato a diverse iniziative e convegni.

- Quando hai riannodato i ricordi che si susseguono nelle pagine del libro?

Parecchi anni fa, ma solo con il fine di lasciare un ricordo di episodi di vita di famiglia ai miei pronipoti che nel frattempo sono saliti a undici e che vivono a Piacenza, San Giorgio, Savona, Bergamo. Poi loro, guidati da Gabriele mi hanno fatto la bella sorpresa della stampa; io ero piuttosto incerto, ma poi letta la presentazione di Gaetano Rizzuto, ho condiviso la decisione: è onore immeritato, che mi ha molto commosso.

- La chiusura del capitolo “Storia di un rastrellamento” è quasi una parabola...

Nel giugno 1944 nella nostra casa entrò un gruppo di soldati tedeschi seguiti poi da tre ufficiali. Il Maggiore in perfetto italiano chiese a mia madre se poteva preparargli una frittata; allo scopo fece posare sul tavolo un cesto di uova, pane bianco, salumi, formaggi. Nelle prime ore del pomeriggio i nostri “ospiti” ripartono lasciandoci una buona quantità di alimenti dicendo alla mamma di dar da mangiare ai sei bambini presenti che erano molto gracili.

Ma il fatto più eclatante doveva ancora avvenire. A sera nel corso di un rastrellamento i tedeschi, avevano arrestato mio fratello Piero (classe 1927) che con un carretto trainato da due buoi si trovava nella frazione Costa della Mora, costringendolo a caricare sul pianale del carro, un ferito, armi e vettovaglie. La colonna militare con diversi altri prigionieri aveva poi raggiunto Prato Barbieri.

I miei genitori disperati mandarono mia sorella di 15 anni e una cugina al Comando tedesco dove fortunatamente trovarono gli ufficiali che erano stati nella nostra casa. Ascoltata mia sorella il Maggiore parlotta con i colleghi poi ordina ai subalterni di lasciare libero nostro fratello. I tre a mezzanotte poterono ritornare casa portando con loro anche i buoi e le vettovaglie che erano rimaste sul carro e che a noi furono molto utili.

Non dovevamo essere “riconoscenti” verso quegli ufficiali? Erano comandanti di truppe di invasione contro di noi! Erano nemici della nostra Patria! Eppure ti accorgi che l’animo buono rimane in tanti uomini. Ed emerge, anche se sono nemici fra loro.

- Ho saputo di un tuo dattiloscritto che ripercorre un viaggio in Toscana sullo stesso itinerario di 42 anni prima.

L’accoglienza ricevuta da queste mie “Memorie” mi sta stimolando a riunire in modo organico documenti, pensieri e appunti di viaggio che dal 1950 al 1986 ho annotato in 65 agendine formato 5,5 x 9 e quindi spero di poter essere nuovamente in libreria.  

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