Libri piacentini

Libri piacentini

“Val Boreca «un angolo alpino» custode della storia”

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

Val Boreca “un angolo alpino” custode della storia. Tracce cartaginesi nei territori celti e liguri del Piacentino.

Autore Colombano Leoni

Formato cm 17x24                                                        

Pagine 80

Editing Grafiche Bobiensi

Stampa Grafiche Lama

Anno di edizione 2019

Prezzo euro 15

In copertina: elmo di un guerriero ligure

Percorrendo la val Boreca, la piccola valle che prima di Ottone si snoda sulla sinistra del Trebbia, dove il fiume raggiunge le più alte quote, s’incontrano i villaggi e località i cui toponimi richiamano alla memoria le guerre combattute dai romani contro i cartaginesi tra il 264 e il 146 a. c.

Alla base del monte AIfeo, il piccolo centro di Tartago fa pensare a Kartago, la Cartagine grande rivale dei Latini, poi viene naturale associare Zerba a Djerba o Gerba, l'isola tunisina già colonia fenicia sotto l'influenza di Cartagine.  E ancora Suzzi ricorda Sousse, in Tunisia, importante porto nel golfo di Hammamet. Assonanze puniche anche per un’altra decina di toponimi tra i quali Belnome che originariamente si chiamava “Merda”, nome che richiama Medyerda, fiume che sfocia a Tunisi. C’è poi la tradizione orale che fa derivare il nome Monte Lesima al fatto che Annibale  salendo sulla vetta si sarebbe ferito una mano. Da laesa manu: Lesima. Strada o sentiero di Annibale: si chiama così ed è riportata anche su vecchie mappe la strada che dal passo del Brallo sale sul monte Lesima.

Come mai tanti nomi punici concentrati in questa piccola valle?  

In questo suo libro Colombano Leoni avanza l'ipotesi che in Valboreca vi fosse un campo d'addestramento per reclute, organizzato su mandato di Cartagine da Magone, fratello minore di Annibale, con l'obiettivo di ricongiungere le sue truppe con quelle di Annibale e attaccare Roma. Allo scopo necessitava un luogo isolato facilmente controllabile, dove senza sorprese addestrare e formare chi volesse imparare il mestiere di soldato: la val Boreca rispondeva a questo obiettivo tattico-strategico.

Nella presentazione del volume la giornalista Luisa Follini così descrive l’autore e la preziosità delle sue ricerche: “ Non frutto di uno storico di professione, ma di un ostinato, pardon risoluto, caposquadra tecnico Enel, ora in pensione, che, frequentando quelle località spesso per lavoro, ma anche per svago, si è lasciato trasportare dalla suggestione dei luoghi per capire e carpire segreti di oltre duemiladuecento anni fa. L’uomo non vive sulla terra, ma con la terra, che ben più a lungo sa conservare memoria. Il terreno, inevitabile coprotagonista dell’uomo nella storia, interrogato con tanta perseverante risolutezza dell’autore, gli ha consentito di collegare con un filo logico le tante frammentate notizie riportate dagli storici circa gli eventi della seconda guerra punica riguardanti le nostre zone. Le connessioni operate sono sempre molto ben documentate. Colombano Leoni ha la maestria di riuscire a “far vedere”, di far entrare il lettore nelle sue ricostruzioni, così verosimili da renderlo compartecipe nel concludere “deve proprio essere andata così”.

Ho iniziato questa mia ricerca parecchi anni fa anche incuriosito dal fatto che a Bobbio si stampa un settimanale “La Trebbia” che porta nella testata un medaglione di Annibale, scrive l’autore, e nel tempo ho scoperto un numero crescente di indizi concorrenti tutti a suggerire che la val Boreca è stata in passato occupata e in parte colonizzata da un esercito cartaginese. Se una serie di indizi può costituire una prova, già ora ne possediamo molti. Personalmente sono convinto he in futuro questa ipotesi possa diventare storia.

COLOMBANO LEONI è bobbiese DOC, canoista, escursionista, nutre grande passione per la storia e le tradizioni della sua terra, appassionandosi sempre più agli avvenimenti di cui la valle è stata teatro, con la pazienza del ricercatore e l’entusiasmo dell’esploratore, Questo libro è la prima tappa di una ricerca che si propone di esplorare ancor più in profondità per contribuire a illuminare le radici di un passato che via via affiora.

Libri piacentini

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri di autori piacentini, per nascita o per adozione e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (5)

  • Siamo sicuri che nomi delle località "tunisine" indicate derivino dai nomi "cartaginesi"? E' vero che Annibale, dopo la battaglia del Trebbia, passò l'inverno in alta Val Trebbia, per poi riprendere la strada per Roma percorrendo i crinali fino alle Alpi Apuane. Annibale era un ottimo stratega, ingaggiava una battaglia solo se era sicuro di vincere, ma non ha vinto una guerra.

    • allora sarebbe meglio dire che Annibale era un buon tattico, perchè definire ottimo stratega mi sembra un po' eccessivo per uno che non ha mai vinto una guerra

      • Infatti! Nella Campagna d'Italia ha partecipato, e vinto, solo 5 battaglie, tra cui quella del Trasimeno era una "imboscata" simile alla Teutoburgo del 9 dC. La memoria storico-popolare è fatta di sensazioni.

  • Siamo sicuri che nomi delle località "tunisine" indicate derivino dai nomi "cartaginesi"? E' vero che Annibale, dopo la battaglia del Trebbia, passò l'inverno in alta Val Trebbia, per poi riprendere la strada per Roma percorrendo i crinali fino alle Alpi Apuane. Annibale era un ottimo stratega, ingaggiava una battaglia solo se era sicuro di vincere, ma non ha vinto una guerra.

  • associare Zerba a Djerba, per assonanza forse, ma per tutto il resto non mi pare una associazione troppo naturale. Mentre per Belnome direi che il cambiamento le abbia decisamente giovato

Torna su
IlPiacenza è in caricamento