Locale-globale. Noi visti da fuori

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Le città del mondo fioriscono grazie alle fondazioni

L'impegno delle fondazioni private sta trasformando città come Milano, Torino, Trento. A Bologna in pochi anni sono state in grado di realizzare importanti mutamenti architettonici e funzionali del territorio. Spazi attrezzati, iniziative, eventi, di qualità e richiamo internazionale

la fondazione Golinelli a Bologna

Bologna non è New York City, anzi è davvero molto diversa in tanti modi. Ma un fenomeno che accomuna gli ultimi dieci anni di questa città alle grandi città del mondo, e perfino Milano, Torino, Trento, etc., è il fiorire agitato di fondazioni di scopo che trasferiscono in strutture e organizzazioni private un notevole impegno economico ed organizzativo. Ovvero quello che il pubblico non sa più fare: Innovazione, cultura, accoglienza, welfare, formazione.

In pochi anni a Bologna sono nate e prosperano:

- fondazione MAST per l’innovazione sociale e il sostegno dell’arte fotografica

- fondazione Ospice Seràgnoli Onlus a Bentivoglio per le cure palliative e le terapie del dolore

- fondazione Fashion Research Italy per la ricerca e la formazione per il Made in Italy nella moda e nel design

- fondazione Golinelli per l’integrazione tra Arte e Scienza

- fondazione Cirielli per la creazione del Museo del ‘900 a San Lazzaro

Non ho volutamente citato alcuna fondazione bancaria, ma solo enti senza scopo di lucro, voluti da privati e realizzati con evidenti finalità pubbliche e socio-culturali senza il minimo aiuto da parte dell’ente pubblico. Ma ho voluto invece citare solo le ultime cinque fondazioni che hanno di fatto anche realizzato (o stanno realizzando) importanti mutamenti architettonici e funzionali del territorio dotandolo di spazi attrezzati, iniziative, eventi, di qualità e richiamo internazionale.

E’ evidente che queste operazioni nascono da una cultura industriale dell’imprenditoria che ha fatto tanto, ha avuto moltissimo dal proprio territorio in termini di risorse umane e non. Persone e imprese che ora manifestano una volontà di integrare riconoscenza con spinta propulsiva proprio in un momento nel quale queste due attività necessitano ovunque in modo forte. Il privato si sostituisce al pubblico nel sostegno della vita sociale in una logica nuova, quasi rinascimentale.

E’ altrettanto evidente che nessuna comunità locale può farne oggi a meno e che la civiltà di un territorio si mostra anche attraverso queste azioni e queste spinte che tracciano la strada per lo sviluppo anche in stagioni difficili come questa che stiamo vivendo.

New York, Parigi, Londra, Berlino, Madrid, pullulano di fondazioni private che si innestano nel tessuto civico e sociale e culturale della città con nuove missioni, facendo strada e dando risorse premiali a missioni che non possono più aspettare di essere sostenute e create e che, ancora per molto tempo, non possiamo aspettarci che la finanza pubblica sostenga.

Con i dovuti ritardi aspettiamoci e sosteniamo anche a casa nostra la nascita di questo genere di iniziative, soprattutto quando si portano appresso investimenti capaci anche di trasformare il territorio.

Locale-globale. Noi visti da fuori

Flaviano Celaschi è professore ordinario di disegno industriale all'Università di Bologna. In precedenza è stato docente al Politecnico di Milano e al Politecnico di Torino. Ha insegnato e fatto ricerca in Brasile, Messico, Repubblica Popolare Cinese, Argentina, India, Stati Uniti. Nel 2008 ha fondato la Rete Latina del Design dei Processi, organizzazione che raduna oltre 50 professori e ricercatori di università europee e americane. Originario di Vigolzone, in questo blog è interessato ad approfondire un confronto tra realtà locale e globale

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