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(Fotoservizio Gisimage)

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A San Damiano l'ultimo volo del cinquantesimo Stormo

Momento di commozione quando il comandante Ruggiero ha avvolto la bandiera di guerra dello Stormo. Finirà come cimelio al Museo del Risorgimento che si trova a Roma, sotto al Vittoriano

Ottant’anni di storia cancellati con un tratto di penna. Ottant’anni di una presenza che ormai era diventata parte del Dna dei piacentini. L’ultimo comandante del 50° Stormo dell’Aeronautica Militare, il colonnello navigatore Vincenzo Ruggiero, ha letto l’atto di “soppressione del 50° Stormo” durante la cerimonia di addio dei Tornado Ecr, che da domani faranno parte del 6° Stormo e saranno rischierati all’aeroporto di Ghedi. Gli aerei partono, ma l’aeroporto non chiude e a guidarlo sarà il colonnello navigatore Umberto Cappuccio. Insomma, non è la fine. Anche perché il modernissimo aeroporto piacentino fornirà la base per l’addestramento e per qualsiasi altra situazione possa coinvolgere l’Aeronautica: dalle emergenze nazionali alle crisi internazionali.

IL COLONNELLO RUGGIERO: «LA BASE PIACENTINA CONTINUERA' A FUNZIONARE»

Tagli di spesa, mutate condizioni geopolitiche o altre oscure ragioni hanno fatto sì che ieri, verso le 15.30, le Pantere Nere, il 155° Gruppo ETS,  abbiano effettuato il loro ultimo decollo dalla base di San Damiano. Addio al Gladio Alato. Al suo posto ci sarà un nuovo stemma: Uno scudo diviso a metà che raffigura il Gladio, in campo azzurro, e la lupa piacentina, in campo bianco. Sopra la scritta Comando Aeroporto Piacenza.

La cerimonia ha visto la presenza di tutte le autorità civili e militari della provincia, delle associazioni d’arma e combattentistiche, oltre alla presenza del capo di Stato maggiore dell’aeronautica (Sma), il generale Enzo Vecciarelli. «Per quanto doloroso, va compreso come necessario» ha detto Ruggiero. Il capo di Sma ha parlato di «momento di crisi, ingrato» di «riduzione degli sprechi», «di spese che vengono meno, ma le minacce aumentano». Vecciarelli ha ricordato quando i pacifisti avevano sfilato perché non venisse aperta la base, che poi si è integrata bene con il territorio. E il generale ha detto che «è una sfida per la gente che rimane qui. Ognuno è a disposizione del Paese. La comunità locale si metta a disposizione». Dei circa 500 militari, 350 resteranno. L’indotto di circa 700 persone e aziende subito un contraccolpo dal venire meno della componente operativa dell’aeroporto: gli aerei.

Nato nel 1936 a Ciampino, il 50° Stormo ha compiti negli ultimi decenni importanti missioni nei principali teatri fuori area che hanno coinvolto l’Italia, sotto le bandiere dell’Onu o della Nato. Il compito delle Pantere Nere era quello di porgere gli aerei alleati o sopprimere o rendere nulle le difese aeree nemiche. Nella prima guerra del Golfo i Tornado erano ancora cacciabombardieri e in quella veste vennero usati. Resta nella storia l’abbattimento di un veicolo del 50°, con a bordo il pilota Vincenzo Bellini e il navigatore Maurizio Coccoloni. I due vennero abbattuti e catturati il 17 gennaio 1991, durante l’operazione Desert Storm, dagli iracheni e torturati. Scioccanti le immagini trasmesse in tv del viso tumefatto di Cocciolone.

Dai Balcani, all’Afghanistan, alla Libia i Tornado “piacentini” hanno supportato le principali operazioni aeree delle coalizioni occidentali. Momento di commozione quando il comandante Ruggiero ha avvolto la bandiera di guerra dello Stormo. Finirà come cimelio al Museo del Risorgimento che si trova a Roma, sotto al Vittoriano.

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