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«Ad Albarola si paga ancora un servizio di depurazione che non c’è»

Il gruppo consiliare “Amare Vigolzone” torna all’attacco: «Arrivano ancora le bollette per un servizio inattivo: Iren deve rimborsare gli utenti»

«Pensavamo – scrive in una nota il gruppo consiliare di minoranza “Amare Vigolzone” - che la questione “depuratore di Albarola” si fosse definitivamente risolta mesi fa e invece nei giorni scorsi, con l’arrivo delle nuove bollette Iren, il costo per il servizio depurazione viene ancora ingiustamente addebitato ai residenti della frazione di Vigolzone. Ricordiamo infatti che il depuratore di Albarola è stato spazzato via dalla furia dell’alluvione il 15 settembre 2015 e che da quella data l’impianto è inattivo. Ciò nonostante Iren ha continuato ad addebitare agli utenti i costi di questo servizio»­.

«Anche il sindaco Rolleri – proseguono Lucia Serena, Giulio Borlenghi e Luigi Rivi - venne informato di questo problema a luglio 2016 tramite una nostra interpellanza portata in Consiglio Comunale, ma la risposta che ci venne fornita dalla Consigliera Ghetti, delegata dall’Amministrazione, e cioè che le utenze collegate a quell’impianto fossero automaticamente esentate dal pagamento del servizio, risultò non essere vera. Infatti dopo l’intervento del Codacons Emilia Romagna che minacciava un’azione legale collettiva verso Iren, è emerso che per ottenere la revisione delle bollette il Comune di Vigolzone ha dovuto effettuare una formale richiesta a Iren, presentata però solamente il 30 settembre scorso, con un anno di ritardo. E’ solo dopo quest’ultima richiesta che arrivano i risultati del nostro lavoro: i residenti di Albarola ottengono un parziale rimborso da parte di Iren.

Tornando ad oggi riteniamo sia intollerabile che i residenti di Albarola debbano pagare per un servizio inattivo. Chiediamo quindi a Iren di non esigere ulteriori pagamenti e di procedere con l’immediato rimborso agli utenti; al Sindaco Rolleri e alla sua Amministrazione chiediamo invece quantomeno di vigilare sul rispetto dei diritti dei suoi concittadini perché, nonostante le “ampie garanzie che la questione verrà risolta”, il problema si ripresenta identico oggi come allora».

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