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Adozione internazionale, «Una cenerentola che non merita più solo illusioni»

L'intervento del Forum delle associazioni familiari dell'Emilia Romagna sulla revisione della legge 184/1983 sulle adozioni internazionali, di cui si sta occupando il Parlamento

«Il Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna, in accordo con la sezione regionale dell’Ai.Bi. (Associazione Amici dei Bambini), mentre è all’esame del Parlamento la revisione della legge 184/1983, rileva la sostanziale positività di una legge che ha permesso a migliaia di bambini di trovare una famiglia nella quale crescere con amore e attenzione educativa; per questo ritiene che l’impianto normativo esistente necessiti solo di alcuni interventi, mirati soprattutto allo snellimento delle procedure e degli adempimenti burocratico-amministrativi, mentre evidenzia, con crescente delusione, la deriva negativa che in questi anni ha caratterizzato l’adozione internazionale nel nostro Paese.

Il sistema italiano delle adozioni internazionali ha in questi ultimi anni mostrato un deciso declino (le adozioni sono in progressiva diminuzione a fronte di un grande bisogno di famiglie per poter accogliere i milioni di bambini che nel mondo vivono in stato di abbandono) e un preoccupante stallo della Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) di cui pare essere stata smarrita ogni attività.

Il Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna auspica che il lavoro e l’impegno del ministro Boschi, neo-nominata alla presidenza della CAI, possa segnare una decisa e positiva svolta nell'attività della Commissione, in grado di assicurare una gestione trasparente e rispettosa della vigente normativa nazionale e internazionale, volta a servire in esclusiva istanza i minori adottati e le loro famiglie, riattivando tra tutti i soggetti coinvolti nell'iter adottivo un’alleanza strategica e un'autorevole e positiva azione diplomatica nei confronti delle istituzioni dei Paesi di origine dei bambini.

Al ministro Boschi, per il ruolo governativo ricoperto, spetta il compito di assicurare anche a questa peculiare forma di “generazione” le medesime opportunità (in termini di risorse, servizi, ecc.) riconosciute alle altre forme di genitorialità (gravidanza fisiologica o procreazione medicalmente assistita), garantendo l’eccellenza del servizio pubblico erogato dai diversi organismi coinvolti nell’iter adottivo, affinché le procedure adottive siano sempre saldamente ancorate all’identità filiale dei bambini, alla tutela della loro dignità e del loro supremo interesse e le famiglie adottive non siano sottoposte ad incomprensibili e sfibranti percorsi, quando non addirittura lasciate sole.

Il Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna auspica che i tantissimi bambini abbandonati possano vedersi restituita la dignità di figli anche grazie alle famiglie italiane che hanno già adottato o che aspirano a divenire genitori adottivi, sottolineando come l’accoglienza adottiva è e deve tornare ad essere una stupenda forma di fecondità coniugale, capace di dedizione incondizionata, squisito atto d’amore in grado di donare una famiglia a chi ne è stato privato».

Documento approvato all’unanimità dal Consiglio Direttivo del Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna, riunito a Bologna sabato 11 giugno 2016.

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