Altra grana legale per il Comune sul concorso da dirigente

Anche il Consiglio di Stato dà ragione a Massimo Mangiarotti: il posto da dirigente della direzione operativa era suo e non di Giuseppe Morsia

Il Consiglio di Stato ha respinto nei giorni scorsi il ricorso del Comune di Piacenza: il posto da dirigente della direzione operativa era di Massimo Mangiarotti e non di Giuseppe Morsia. La diatriba va avanti da anni. Morsia ottenne l’incarico a fine 2012 avendo la meglio sul secondo classificato, Mangiarotti. Che però iniziò un contenzioso con Palazzo Mercanti che si trascina da anni. Un primo ricorso al Tar nel 2013 aveva già dato ragione a Mangiarotti, ma il Consiglio di Stato diede poi ragione al Comune, che non dovette né assumere, né risarcire il ricorrente. Mangiarotti partecipò anche a un’altra selezione indetta dal Comune, per un ruolo da dirigente a tempo indeterminato per l’Area Sociale. Nonostante fosse l’unico candidato, non venne accettato: secondo il Comune non aveva requisiti e titoli. Anche una seconda istanza presentata nel 2015 al Tar di Parma da Mangiarotti venne però accolta. Il Comune venne condannato ad assumere in servizio il secondo classificato – oggi è al Comune di Broni – e a risarcirlo del danno, ovvero di una somma che si aggira sui 200mila euro. Nei giorni scorsi si è pronunciato di nuovo: era Mangiarotti che meritava quell'incarico al posto di Morsia.

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