Primi interrogatori per gli appalti sul verde

Alcune persone della commissione sentite dai pm: indagato per turbativa d'asta un dirigente comunale. L'inchiesta iniziata dopo un esposto dell'amministrazione comunale

Il blitz di Guardia di Finanza e Polizia locale a Palazzo Mercanti

Alcune persone sono state subito sentite la mattinata del 6 giugno in Procura della Repubblica di Piacenza nell'ambito dell'indagine per gli appalti riguardo la gestione del verde pubblico in città. Un tema finito di recente al centro di aspre polemiche, anche di carattere politico, sollevato da più parti dopo l'incuria e l'abbandono che hanno trasformato in una vera giungla alcuni quartieri e parchi cittadini. In via del Consiglio, davanti ai pm Antonio Colonna e Daniela Di Girolamo, sarebbe già stato ascoltato in primis quello che, per il momento, è l'unico iscritto nel registro degli indagati per turbativa d'asta: si tratta di un dirigente del Comune di Piacenza. Le altre persone ascoltate, dopo il blitz del 5 giugno di Guardia di finanza e Polizia locale a palazzo Mercanti e nella sede dei lavori pubblici di via Verdi, farebbero parte della commissione degli appalti in questione. 
Nel frattempo, seppure per il momento gli inquirenti tengano ancora il riserbo più stretto su tutta la vicenda, si è venuto a sapere che l'impulso all'indagine è arrivato da un esposto giunto sul tavolo dei pm attraverso la Finanza di Piacenza, redatto dalle alte sfere dell'amministrazione, probabilmente sottoscritto dallo stesso sindaco Patrizia Barbieri, dopo aver focalizzato alcuni tratti poco trasparenti della questione.

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LA CRONISTORIA
 
Il precedente contratto per la gestione del verde è scaduto nei mesi scorsi e il Comune soltanto a febbraio ha proceduto con la gara per affidare il nuovo servizio, con un'importante ribasso delle cifre messe a bilancio. Inoltre il bando è stato diviso in due lotti, per un totale di 4,8 milioni di euro di appalto complessivo. L’assessore competente, finito nel mirino delle minoranze (Pd, Movimento 5 Stelle e Liberi hanno chiesto le sue dimissioni), è Paolo Mancioppi, in quota Lega.
 
Lo scorso 11 maggio, di fronte alle sempre più numerose critiche dei cittadini di ogni quartiere della città, era stato il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, a denunciare che qualcosa non è andato per il verso giusto. «Vanno individuati i responsabili di inammissibili ritardi – scrisse il gruppo - e si assuma ogni utile iniziativa volta ad una tempestiva soluzione del problema. Certi del fatto che solo prendendo in mano e di punta la situazione si potrà ridare dignità a tutte le aree verdi della nostra città in tempi brevissimi, non possiamo infatti esimerci dal prendere le distanze da inefficienza e scarsa collaborazione che si annidano, seppure in una posizione nettamente minoritaria, anche nella macchina comunale, all'interno della quale è evidente che non tutti operano con lo stesso spirito di abnegazione e leale collaborazione con la Giunta». «Proprio perché non vogliamo fare di ogni erba un responsabile – proseguì il partito di maggioranza - di ogni potatura un provvedimento disciplinare, chiediamo ad alta voce al sindaco di attivarsi affinché siano individuate le evidenti responsabilità, di natura tecnica come di natura politica che si sono verificate e si perpetuano al riguardo, e che conseguentemente chi ha sbagliato, paghi. Insomma, non basta tagliare immediatamente l'erba, ma anche le evidenti manchevolezze che si sono maldestramente palesate, con evidente danno per i cittadini ma anche, quanto meno sotto il profilo dell'immagine, per l'amministrazione comunale».  
 
Lo stesso giorno il sindaco Patrizia Barbieri intervenne per la prima volta sulla questione.  «È una situazione incresciosa – furono le sue parole - che purtroppo come Amministrazione ben conosciamo e da giorni stiamo già verificando con gli uffici dei vari settori interessati se e dove siano rintracciabili le responsabilità di questi evidenti ritardi. Sono mortificata di quanto sta accadendo, perché l’amministrazione ha sempre inteso porre grande attenzione ai temi del verde e dell’ambiente». «Sono comunque consapevole – aggiunse il primo cittadino - che le problematiche legate a questi ritardi siano ben più ampie e ci auguriamo che quanto prima si possa partire con i piani di sfalcio e pulizia di tutte le aree verdi della città». «Certo, quelle criticità che si registrano sono fonte per me di grande dispiacere e di rincrescimento nei confronti di tutta la cittadinanza – conclude il Sindaco – Mi auguro che in poco tempo si possa ritornare alla normalità; ma certo questo non ci farà desistere dal verificare e portare alla luce tutte le eventuali responsabilità».
 
Il 14 maggio il Comune affidò il primo lotto alla Cooperativa Sociale L’Orto Botanico di Alseno per un importo di 1.219.140 euro (IVA esclusa ed oneri di sicurezza inclusi), fino al 2021, con un ribasso sull’importo a base d’asta del 12,55%. La ditta prende in cura il verde della parte ovest della città, rispetto all’asse stradale Viale Risorgimento-Via Cavour-Corso Vittorio Emanuele-Via Genova-Via Vittorio Veneto-Strada Agazzana. Il 17 maggio, il secondo lotto  per la manutenzione ordinaria delle aree verdi comunali della parte est della città, per il periodo 2019-2021. L’appalto è stato aggiudicato in forma definitiva alla Rti costituita dalla cooperativa Cuore Verde di Cremona (mandataria), Suardi srl, Riva Giardini e Bergamelli, per un importo contrattuale di 1.828.846,29 euro iva esclusa e oneri di sicurezza inclusi, con un ribasso del 26,33% sull’importo a base d’asta, ottenendo dalla somma dell’offerta qualitativa con quella economica un punteggio complessivo di 98,00 su un massimo di 100 (78 su 80 per la parte qualitativa e 20 su 20 per la proposta economica). In questo caso la ditta piacentina "Geocart" aveva annunciato la volontà di presentare un ricorso, ritendendo priva dei requisiti la vincitrice del bando. Poi le ditte si sono messe subito al lavoro per arginare l’emergenza in città. Ma lo ha fatto anche la Procura, insieme alla Guardia di Finanza e la Polizia Locale.

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