Armi, furti e droga: le fiamme gialle arrestano anche i complici di un pericoloso assassino

Al termine di una lunga e complessa attività di indagine svolta dai militari della sezione mobile del Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza, sono stati arrestati un 45enne albanese (titolare della ditta dove lavorava il latitante arrestato a febbraio) e un suo dipendente, un 46enne piacentino

Altin Merhori e il materiale sequestrato

Nei giorni scorsi, i finanzieri del comando provinciale di Piacenza hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e l’altra agli arresti domiciliari, nei confronti, rispettivamente, di un 45enne albanese e un 46enne piacentino per traffico di sostanze stupefacenti e ricettazione. L’emissione dei provvedimenti da parte del gip su richiesta del pubblico ministero Antonio colonna, è giunta al termine di una lunga e complessa attività di indagine svolta dai militari della sezione mobile del Nucleo di Polizia Tributaria.  Nell’ambito del contrasto ai traffici illeciti che aveva portato alla cattura, già  nel mese di febbraio, di un pericoloso latitante  albanese, a piede libero da oltre 13 anni.  Quest’ultimo, Altin Merhori, all’epoca impiegato in una ditta piacentina di autotrasporti, doveva scontare una pena di 12 anni per una condanna inflitta nel 2004 dalla procura generale di milano per l’efferrato omicidio di un proprio connazionale, seguito dalla distruzione e occultamento del cadavere: gli aveva sparato nel 1997 a Sesto San Giovanni (Milano) e poi aveva bruciato il corpo. 

Era anche accusato di sfruttamento della prostituzione. Nel corso dell’operazione che aveva portato all’arresto del pericoloso latitante, erano stati trovati e quindi sequestrati, sul posto di lavoro e nell'abitazione due chili e mezzo di cocaina, 10 chili di marijuana (del valore di 700mila euro), armi, munizioni, giubbotti antiproiettile, passaporti, carte d’identità, patenti di guida e certificati anagrafici falsi, cellulari e carte di credito, nonché numerosi elettrodomestici (lavatrici, asciugatrici, piani a gas), pneumatici e calzature di marca, tutto provento di furto, dal valore complessivo di circa 100mila euro. Si era rifatto una vita a Piacenza portando avanti una fiorente attività criminale, avevano dichiarato i finanzieri il giorno successivo al suo arresto. 

Il successivo sviluppo delle indagini da parte delle fiamme gialle piacentine ha consentito di arrestare anche il proprietario della ditta dove era stata trovata la refurtiva l'abanese di 45 anni e un piacentino suo dipendente, il 46enne, poiché ritenuti responsabili, il primo, dell’attività di spaccio e del reato di ricettazione, il secondo solo del reato di ricettazione. Entrambe le misure sono riferibili ai quantitativi di droga e a tutto il materiale rinvenuto. Nel corso delle operazioni di arresto dei due uomini è stata, infine, trovata all’interno del capannone aziendale, un’auto con targa clonata, segnalata più volte  sul territorio nazionale e internazionale, presumibilmente utilizzata dal sodalizio per i colpi che mettevano a segno. 

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