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Facciata della basilica di San Colombano (foto web)

Facciata della basilica di San Colombano (foto web)

Un viaggio nella Bobbio del Medioevo: il professor Carboni parla di San Colombano

Innumerevoli le informazioni che il professor Carboni è riuscito a dare parlando della vita del monaco irlandese Colombano, giunto in Italia nel 612 con l'intenzione di recarsi a Roma ma fermatosi in quel di Bobbio dove avviò la costruzione di un centro monastico

Ha saputo tenere viva l'attenzione di un nutrito gruppo di socie del Soroptimist di Piacenza e di altri ospiti per quasi due ore il professor Attilio Carboni, piacentino di Ottone, ex dirigente scolastico, appassionato studioso.

Presentato da Alessandra Volpe, presidente del Soroptimist, e da Maria Lucia Girometta, soroptimista e consigliere comunale del Comune di Piacenza, il professor Carboni, nell’accogliente cornice del Circolo dell'Unione, ha accompagnato l'attentissimo pubblico in un viaggio nella Bobbio del Medioevo per illustrare la figura e la preziosa opera di San Colombano abate.

Innumerevoli  le informazioni che il professor Carboni è riuscito a dare parlando della vita del monaco irlandese Colombano, giunto in Italia nel 612 con l’intenzione di recarsi, come tanti altri pellegrini del tempo, a Roma ma fermatosi in quel di Bobbio dove avviò la costruzione di un centro monastico di cui non vide però la conclusione dato che morì nel 615.

Breve ma intensissimo il periodo bobbiese di Colombano che sviluppò, nella conca verde attraversata dal Trebbia , la sua "regola" monastica che prevedeva una rilevante attività culturale. All’'"ora et labora" della regola benedettina, Colombano aveva aggiunto il lavoro intellettuale, lo studio.

A Bobbio nacque in tal modo una straordinaria biblioteca che comprendeva anche un grande numero di testi antichi e di codici miniati che, attraverso il lavoro nello "scriptorium" dei monaci sempre più numerosi, sono giunti in parte fino a noi.

La Basilica e il monastero - nell’attuale posizione-  vennero fatti costruire alla fine del IX secolo dall'abate Agilulfo e Bobbio, che si era ampliata raggruppandosi attorno al fiorente monastero, divenne sede vescovile all’inizio del Mille.

Per avere un'idea dell’importanza del patrimonio culturale e storico della biblioteca del monastero bobbiese è sufficiente pensare che vi erano raccolti più di 800 codici, quando in quella di  Monte Cassino non furono mai più di 150.

«Inutile dire che, al termine della interessante conversazione - afferma Lucia Galeazzi, socia del Club Soroptimist - il desiderio di visitare Bobbio, il Museo dell'Abbazia, la cripta ove è collocato il sarcofago con i resti di San Colombano, è diventato impegno nei presenti per un prossimo appuntamento del Soroptimist».

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