Cronaca Caorso

Boss albanese latitante arrestato dai carabinieri: sconterà 17 anni di carcere in Albania

E’ stato grazie alla tenacia dei carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza che è stato possibile arrestare un pericoloso latitante albanese, condannato a quasi 30 anni di carcere in primo grado per reati legati alla prostituzione, e che aveva preso dimora per qualche tempo a Caorso

E’ stato grazie alla tenacia dei carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza che è stato possibile arrestare un pericoloso latitante albanese, condannato a quasi 30 anni di carcere in primo grado per reati legati alla prostituzione, e che aveva preso dimora per qualche tempo a Caorso. Tra sconti di pena e carcerazione detentiva, la sentenza definitiva si era poi abbassata a 17 anni da scontare, e i militari piacentini specializzati nello scovare i latitanti lo hanno rintracciato dopo un anno di indagini in Albania. Nota positiva della vicenda, il fatto che l’uomo - Haki Aleksi di 49 anni - sconterà la sua pena in carcere nel suo Paese di origine grazie agli accordi presi tra Italia e Albania.

L’albanese era stato arrestato agli inizi degli anni Duemila a Genova, ritenuto il boss di una organizzazione che gestiva le fila di un imponente giro di sfruttamento della prostituzione in Liguria. Dopo sei anni però in attesa ancora del processo di primo grado, scaduti i termini di carcerazione preventiva era dato rilasciato ed era venuto ad abitare con la famiglia a Caorso. Ma sapendo bene che prima o poi sarebbe stato condannato, nel frattempo era sparito dalla circolazione. Condannato in primo grado a 28 anni di carcere, i successivi ricorsi in appello e Cassazione alla fine hanno portato la pena definitiva a 17 anni, ma quando è stato il momento di notificargli la condanna, ovviamente, di lui non c’era più alcuna traccia. 

Il caso è quindi passato nelle mani degli specialisti dei carabinieri di Piacenza, preparati appositamente per seguire le tracce dei latitanti. E’ così che dopo lunghi mesi di indagini, riscontri e pedinamenti, si è scoperto che il 49enne era tornato a Durazzo spalleggiato da alcuni suoi complici. Questo però non è bastato per sfuggire alla cattura che è avvenuta in Albania nei giorni scorsi. Ora, grazie all'applicazione una normativa specifica di diritto internazionale, l’uomo probabilmente sconterà la sua pena direttamente in cadere in Albania.
 

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