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Botte per un debito di 200 euro, condannati due piacentini

Tre anni e 10 mesi per un 26enne, accusato anche di odio razziale per aver insultato e picchiato un marocchino. Un 41enne, invece, è stato condannato a due anni e 10 mesi. Le difese ricorreranno in appello

Sono stati condannati i due piacentini accusati di diversi reati e di aver malmenato tre persone. Entrambi, il 17 luglio, hanno scelto il rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare, Stefania Di Rienzo. Un 26enne, per il quale il pm Matteo Centini aveva chiesto la pena di sei anni, è stato condannato a tre anni e 10 mesi. Doveva rispondere di otto capi di imputazione: tentata estorsione, lesioni nei confronti di tre persone, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, guida in stato di ebbrezza, detenzione di armi (aveva un tirapugni) e istigazione all’odio razziale. Il giovane, che si trova agli arresti domiciliari ed è difeso dall’avvocato Matteo Mami, ha scelto il rito abbreviato. «Ricorreremo in appello - ha affermato l’avvocato - perché riteniamo ci sia lo spazio per dimostrare l’estraneità del mio assistito in alcuni episodi e dell’insussistenza dell’aggravante dell’odio razziale».

serena pieri-6L’altra persona, un 41enne (attualmente ha l’obbligo di firma) difeso dagli avvocati Alida Liardo e Paolo Lentini, è stato condannato a due anni e 10 mesi. L’uomo era stato accusato soltanto di tentata estorsione e lesioni. Anche per lui le difese sono intenzionate a ricorrere in appello, dopo che saranno state rese note le motivazioni della sentenza. La vicenda per cui sono stati condannati i due, che erano stati arrestati dalla polizia nell’ottobre del 2018, aveva preso il via dall’aggressione a un marocchino all’esterno di un locale. Il 26enne, secondo le accuse della procura, avrebbe picchiato il nordafricano apostrofandolo come “marocchino di m...”. Inoltre, dalle indagini della Squadra mobile, era emerso che il giovane avrebbe detto al marocchino di appartenere a una razza inferiore, compiacendosi di ciò che aveva fatto e proclamandosi “nazifascista convintissimo”, fiero del proprio comportamento. Inoltre, sarebbe anche stato picchiato un ragazzo che aveva i capelli “rasta” (acconciatura tipica giamaicana). A far scatenare la violenza sarebbe stata la mancata restituzione di un prestito di 200 euro.

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