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Cronaca

«Ecco come proteggere i vostri animali dai botti di Capodanno. E come prevenire la loro paura»

Elena Barilli, medico veterinario: «Restate con loro, accendete radio o tv oppure create una stanza silenziosa. Attenzione ai farmaci, niente sedativi o rimedi fai da te. Chiedete sempre al vostro veterinario»

Proteggere i nostri amici a quattro zampe dai botti di Capodanno? Possiamo fare tanto, e soprattutto - oltre a mettere in pratica i classici consigli per attutire il momento in cui lo stress dell’animale raggiunge il culmine - possiamo fare molto anche per prevenire il problema della notte del 31 dicembre. Ne parliamo con Elena Barilli, medico veterinario, e segretario dell’ordine dei medici veterinari di Piacenza.

«Cosa possiamo fare prima? Portare il cane a fare una lunga passeggiata, ad esempio, e farlo stancare. Oppure coinvolgerlo in un’attività di gioco: un animale stanco è certamente meno attento all’ambiente che lo circonda. Inoltre si può anticipare il pasto serale, in modo da evitare che la fase digestiva coincida con l’eventuale momento stressante legato ai botti. Ovviamente anche la passeggiata serale deve essere ben distante da quei momenti».

La dottoressa Barilli prosegue poi facendo chiarezza circa l’ambito farmacologico, e sottolinea subito l’importanza «di non affidarsi al fai da te, ma di essere seguiti sempre da un veterinario. Anche eventuali integratori, diffusori di feromoni e qualsiasi altro farmaco - spiega - devono essere prescritti dal veterinario. Soprattutto sono da evitare i sedativi: queste sostanze infatti si limitano solo a rallentare i movimenti dell’animale, senza attenuarne invece lo stato di ansia o emozionale. Inoltre, nei casi più gravi, è necessario rivolgersi a un veterinario esperto in comportamento animale in modo da seguire un percorso riabilitativo appropriato».

Il problema dei botti del Capodanno riguarda solitamente più i cani che i gatti. Barilli spiega quali siano i segnali di ansia e paura da cogliere nei nostri animali: «La paura si manifesta con agitazione, tendenza ad abbaiare e a lamentarsi, grande attenzione verso i rumori che circondano, tendenza ad avvicinarsi alla fonte di stress (porte e finestre) per poi fuggire rapidamente. Lo stato di panico invece si manifesta con l’aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, ipersalivazione, orinazione e defecazione inappropriate o incontinenza, vagare in maniera compulsiva per la stanza cercando una via di fuga. Oppure nascondersi e non uscire nemmeno se richiamati. In questi casi gli animali impiegano molto tempo per tornare a uno stato di tranquillità anche dopo il termine dei botti. Inoltre si possono verificare anche stati di aggressività e comportamenti distruttivi verso gli oggetti che li circondano, soprattutto se lasciati da soli».

Venendo invece alle ore a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, in cui c’è la maggiore concentrazione di botti, ecco i consigli più importanti. Spiega la dottoressa Barilli: «Bisogna tenere presente che in questi casi il pericolo più grande è quello della fuga dell’animale spaventato. Quindi, prima di tutto, non va lasciato su balconi o terrazze, ma al chiuso e senza legarlo. Trascorre la serata con il proprio animale è sicuramente la cosa più importante da fare. Se non fosse in tutto o in parte possibile, allora cerchiamo di creare una stanza di rifugio per l’animale, togliendo oggetti e sostanze che potrebbero essere ingerite. Deve essere scelta la stanza più silenziosa, con le imposte e le finestre ben chiuse. E’ importante anche lasciare la radio o la televisione accese per attutire i rumori dall’esterno. Cosa non fare? Assolutamente non portare l’animale ad assistere ai fuochi con la speranza, inutile, che capisca che non c’è nulla da temere: il nostro animale infatti, in questo caso, non è in grado di distinguere il pericolo dall’evento innocuo. Invece - ribadisce la veterinaria - bisogna stargli vicino, accarezzandolo e parlandogli con voce bassa e calma. Non sottolineare con la propria voce e i gesti lo stato di paura. Se si nasconde e non esce, non va ovviamente tirato fuori con la forza, ma lasciato nel posto che ha scelto».

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