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Immagine di repertorio

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Bullismo, il 19enne arrestato: «Non ho estorto denaro»

Interrogato dal gip, il marocchino, incensurato, nega le accuse di estorsione verso un piacentino di 15 anni da cui si sarebbe fatto consegnare del denaro

«Non c’entro nulla. Sono estraneo». Ha risposto così al giudice per le indagini preliminari, Fiammetta Modica, il 19enne accusato di estorsione, con altre due persone, nei confronti di un 15enne. Il 24 aprile si è svolto l’interrogatorio di convalida dell’arresto del 19enne marocchino. Il ragazzo, uno studente incensurato, ha dato la propria versione dei fatti, assistito dall’avvocato Alessandro Righi. Il giovane ha affermato di non conoscere il 15enne fino al giorno dell’incontro con un suo conoscente, incontro avvenuto nei giardini del Facsal. Nell’inchiesta, condotta dal pm Daniela Di Girolamo e svolta dai carabinieri di Pontedellolio, è coinvolto un terzo giovane non ancora identificato. Un 16enne, sempre marocchino, è indagato dalla procura dei Minori di Bologna. Secondo una prima ricostruzione, il 16enne avrebbe molestato gli studenti sul bus che da Pontedellolio porta a Piacenza. Il 15enne piacentino, la vittima, avrebbe consegnato del denaro al 16enne nei pressi della scuola. Ma il ragazzo aveva raccontato tutto alla madre, la quale era subito andata dai carabinieri. E i militari erano presenti la mattina della consegna del denaro e avevano fermato il 16enne subito dopo che aveva incassato due banconote da 50 euro. Dopo l’arresto, il 16enne era stato accompagnato al centro di prima accoglienza per minorenni di Bologna.

Il 15enne, secondo la sua denuncia, avrebbe raccontato ai carabinieri di essersi incontrato con il 16enne ai giardini. In quel momento, secondo il 15enne, sarebbe arrivato un terzo ragazzo che si sarebbe spacciato per poliziotto e avrebbe minacciato di arrestarli per droga. Sarebbe entrato, però, in gioco il 19enne: fingendosi amico del poliziotto, lo avrebbe corrotto con del denaro. Poi, si sarebbe rivolto al 15enne dicendogli di averlo salvato. In cambio, però, il piacentino avrebbe dovuto dargli del denaro altrimenti gli avrebbe rotto due dita come aveva fatto a un altro ragazzo. Quella che sembrava essere una vicenda di bullismo potrebbe assumere i contorni di un fraintendimento o di una messa in scena, ma a far luce saranno le indagini e il confronto delle dichiarazioni fra i diversi partecipanti.

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