Cartelle di Equitalia non consegnate, due condanne

Sono dipendenti di un’azienda privata accusati di falso ideologico per aver lasciato la posta in Comune dopo aver detto di non aver trovato i destinatari

Due condanne per le mancate consegne di cartelle Equitalia ad altrettante persone di Lugagnano. Il giudice per l’udienza preliminare, Luca Milani, pm Matteo Centini, ha condannato a sei mesi due dipendenti di Nexive, società di consegna privata di posta. I due erano accusati di falso ideologico. Gli uomini sono stati difesi dagli avvocati Carlo Alberto Caruso e Paola Piccoli.

Il dipendente difeso da Caruso doveva rispondere di due mancate notifiche, mentre quello della Piccoli soltanto di una. Una mancata notifica che, però, è costata cara a una donna, la quale si è costituita parte civile con l’avvocato Francesca Manfrinato. La donna, infatti, con sua sorpresa, nel 2014, si era vista la propria auto sottoposta a fermo amministrativo senza sapere perché. In Comune a Lugagnano - dove erano state portate le notifiche quando i dipendenti dicevano di non aver trovato nessuno in casa - aveva scoperto che la notifica inviata da Equitalia, ma mai ricevuta.

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Secondo Piccoli, il dipendente eseguiva soltanto le direttive dell’azienda: lasciare la notifica in Comune in caso il destinatario non fosse stato trovato. Secondo la procura, invece, alcuni destinatari non sarebbero nemmeno stati raggiunti, per risparmiare il viaggio, e le notifiche lasciate in Comune. Caruso, invece, nella difesa ha citato una sentenza della Corte di cassazione, del gennaio 2020, nella quale si afferma che l’operatore di posta privata non ha la qualifica di pubblico ufficiale. Un aspetto che non rende possibile il reato di falso ideologico. E per questo Caruso aveva chiesto l’assoluzione.

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